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L’acuto di Tassa raggiunge vette sublimi
DI Daniela Delogu - CANALE Ristoranti -
mercoledì, 24 febbraio 2010 | ore 20:34

Signore e Signori, Ladies and Gentlemen, scattidigusto.it è lieto di presentarvi una nuova firma che arricchisce il repertorio di questo blogettino. Ho il piacere di annunciarvi che Daniela SenzaPanna, motore del famoso blog che ha catturato l’interesse di tutti coloro che hanno sempre pensato che mettere la panna era come cercare di piazzare una toppa bucata (e anche di quelli che la panna l’amano), proporrà qualche impressione di viaggio su queste pagine. Prima puntata di questo percorso, la tavola di Salvatore Tassa, cioè di un sicuro punto di riferimento per i gastrofanatici più avveduti. Un appuntamento da scampagnata fuori porta per i Romani. Una meta che vale un viaggio per chi parte da molto più lontano.
(PS. Daniela mi ha anche raccontato che ha risolto l’enigma della lastra di ghiaccio nella coppa che accoglie la granita. Voi ci siete riusciti?)
Vincenzo Pagano

Le Colline Ciociare sono ad Acuto, un paese che ha vissuto di riflesso il successo e il lusso della vicina Fiuggi da sempre località di gran moda frequentata da clienti che venivano per le proprietà curative delle sue acque. L’estate rovente, le polemiche sulla gestione del patrimonio termale di Fiuggi non hanno fatto calare l’interesse per Acuto: qui si continua a venire espressamente per lui e per la sua cucina. Lui è Salvatore Tassa, cuciniere, che diffonde la sua arte dalla Ciociaria fino a New York. Il ristorante si trova in un’antica casa di campagna; entrando si viene accolti in un salotto, ovunque i pavimenti sono in autentico cotto del Settecento e l’arredamento è un misto di antico e moderno, molto elegante. La sala è circondata da grandi vetrate che si affacciano su verdi oliveti. I piatti creati dallo chef Salvatore Tassa, originalissimi per tecnica, sono unici per l’armonia tra sapore ed estetica.
In sala i giovani figli, Walter e Giovanni, fanno sentire a proprio agio e offrono un servizio attento e con discrezione. Sembra di stare nel salotto di casa propria per quanto l’atmosfera è piacevole e rilassata.

Ci torno dopo più di tre anni, la prima visita era stata meno fortunata, lo chef non era in piena forma per motivi di salute, l’esecuzione dei piatti era stata perfetta anche in quell’occasione ma si sentiva che mancava qualcosa. Oggi ho capito cos’era. Ho trovato un Tassa in ottima forma, così come me l’hanno sempre descritto suoi colleghi che sono anche clienti affezionati e una sua allieva. La proposta per tutti i tavoli è tra due menu, uno piccolo a 75 € e il grande a 90. Non è prevista carta. Prendiamo due piccoli e per il vino ci affidiamo a Walter. Acqua di Fiuggi.
Nell’attesa dei piatti, ecco alcuni assaggi:
Panini caldi alla ricotta, cannella e pepe nero con burro bio salato, uno più buono dell’altro (1).
Polpetta di cipolla e zafferano di Navelli caramellato, sfoglia di polenta, maggiorana e nocciole, gelatina di Campari e pinoli tostati (2); accostamenti curiosi e felici, il dolce della cipolla contrasta con l’amaro del Campari.
Segue una crema di cavolfiore, aceto balsamico invecchiato 50 anni e spuma aromatizzata agli odori di montagna e porcini; delicatissima e bilanciata.
La cipolla fondente (piatto storico del ristorante da più di 20 anni) merita tutta la fama e la lunga vita che ha.
Cannolo croccante di polenta ripieno di ricotta e gelato di polenta, sul fondo distillato di rape rosse, zucca e melissa (3); anche questo piatto con alcune varianti è presente da tempo nel menu ed è sempre richiesto. Fettuccine (fatte a mano), pomodorini alla brace, pecorino e vaniglia bourbon; accostamenti di sapori audaci, forse il piatto che viene meno incontro ai miei gusti, soprattutto in confronto agli altri molto più vicini alle mie preferenze. Comunque un piatto molto ben fatto senza difetti.

Agnello da latte su finto couscous di fave (composto solo di fave), pane al Campari e broccoli (4); piatto spettacolare, anche questo giocato sui contrasti dolce-amari con il Campari.
Granita di mela verde aromatizzata all’assenzio, crema di olio di oliva e zucchero di canna su lastra di ghiaccio; molto fresca, pulisce la bocca e prepara al dolce più complesso (5).
Terra di cioccolato (lenticchie alla vaniglia, crema di castagne, tartufo nero, olio di oliva, polvere di cachi, cioccolato Valrhona 70%): un dolce sbalorditivo per la complessità di sapori e di consistenze sempre in equilibrio (6).
Chiudiamo il pranzo con un caffè Haiti, biscottini alle nocciole, zafferano e polenta e quasi un’ora di chiacchiere con Walter Tassa sulla storia della famiglia, del ristorante e della casa e sui progetti futuri.
Ristorante Colline Ciociare. Via Prenestina 27, Acuto (Frosinone). Tel. +39.0775.56049. www.salvatoretassa.it
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Grazie Daniela per averci regalato questa pagina di emozioni, io ho avuto la fortuna di sedere alla tavola del Grande Salvatore Tassa e l’onore di collaborare con lui alla Casa del Jazz, e devo dire che è davvero una persona fantastica , di grande umanità , umiltà e voglia di confrontarsi sempre, anche dall’alto della sua magnifica carriera.
La cosa che più mia sbalordito , è la grande tecnica applicata a prodotti semplici della cultura contadina, che rendono ogni piatto un mix perfetto tra innovazione e tradizione…..complimenti per la rece e complimenti al Cuciniere di Acuto.
Salvo Cravero
ha risposto a Salvo Cravero:
grazie Salvo, mi piace questa tua testimonianza
Che bellezza e, per te, che buonezza… con giusta invidia, un applauso al cuciniere Tassa.
Brava Dani
Le tagliatelle con i pomodorini alla brace e la vaniglia bourbon a me ispirano parecchio. La cipolla fondente, deve essere ottima, me la racconti?
ha risposto a Lisa:
lisa, erano ottime, non so se ho reso bene l’idea. E’ solo che con tutta quella perfezione ho fatto la mia classifica personale sui gusti. Ho l’imbarazzo della scelta, però l’agnello e il dolce al cioccolato sono stati il massimo.
Tutto il resto era comunque a livelli altissimi, non c’è stato nulla che non mi sia piaciuto.
La cipolla fondente non si può descrivere, si deve assaggiare.
Cotta al sale forma una crosticina esterna che racchiude un insieme di sapori.
Difficile raccontarla, da provare.
Grande Daniela, ormai stai diventando una grande food writer
ha risposto a Daniela (SenzaPanna): Ecco adesso ho una dannatissima voglia di cipolla fondente, grazie
ha risposto a Lisa: Ecco, invece io mangerei tutta la carta…
ha risposto a Vincenzo Pagano:
io la penso come Vincenzo, perché limitarsi alla cipolla?
@Andrea, grazie.
Grazie anche da parte mia, perche’ a parlare di Salvatore dovrebbero essere i libri scolastici sull’insegnamento negli istituti alberghieri.
Come lui pochissimi, talento e genio ma spiccato senso della didattica…
Una rarita’ insomma…Un abbraccio!!!!!!
Ps: e diro’ di piu’: prossimamente un piatto dedicato a Salvatore…ma non dico altro.Ciao.
ha risposto a Arcangelo Dandini: Un anticipino? Un assaggino? Magari stasera? Dai Arcà, mi tengo leggero per cena
ha risposto a Vincenzo Pagano: no Vicie’ e’ in cantiere….poi ti dico.Ciao e a dopo.
complimenti Vincenzo, hai fatto un grande colpo con Daniela, grande conoscitrice della vera cucina e grande scrittrice, non fara altro che aumentare la professionalita del tuo Blog.
Per quanto riguarda Salvatore, persona Vera grandissimo chef e uomo Grandioso, dovrebbero prendere esempio da lui molte prime donne….
un salutone dino
Ha ragione Arcangelo. Tassa dovrebbe essere preso come esempio nelle scuole. con lui ho organizzato un incontro presso gli IPSSAR di Roma, tema l’olio extravergine di oliva. Salvatore e Stefano Polacchi, capo redattore del gambero rosso, hanno incantato i ragazzi. poi Salvatore si è alzato dal tavolo dei relatori per andare a sedersi in mezzo agli studenti. che esperienza per loro!!! unica, ma speriamo si possa ripetere. un grande uomo.