Come fare il rustico napoletano per la pausa pranzo

Qualcuno leggendo questo classico della cucina napoletana potrebbe inorridire: un rustico con il guscio dolce e con lo strutto nella pasta frolla.
Io vi assicuro che è una delle cose più buone che possiate mangiare a Napoli in una pausa pranzo in rosticceria o pasticceria.
Certo, preparato in casa è tutta un’altra storia.
La frolla allo strutto, che io uso spesso anche per le classiche crostate di marmellata, è particolarmente friabile ed è l’ideale per le preparazioni rustiche sia dolci che salate.

Ingredienti

Pasta frolla
400 g farina
180 g sugna
4 tuorli
100 g zucchero
1 pizzico di sale

Ripieno
400 g ricotta
200 g fiordilatte ben asciutto (possibilmente tenuto in frigo per almeno una notte)
4 cucchiai parmigiano
1 uovo
150 g salame napoletano
pepe
sale

rustico-napoletano-ricetta-preparazione

Preparazione

Prepara la frolla come sei abituati a fare: io metto tutti gli ingredienti nel Kenwood e con la foglia impasto.
Forma un panetto e lascia riposare in frigo per qualche ora.
Nel frattempo amalgama la ricotta con l’uovo, il parmigiano, un pizzico di sale, il fiordilatte, il salame a pezzetti ed il pepe.
Rivesti con 3/4 della pasta frolla circa 15 stampini ovali smerigliati, bucherella il fondo con i rebbi di una forchetta e fai riposare una decina di minuti in frigo.
Riempi abbondantemente gli stampini con il ripieno di ricotta e ricopri con la pasta frolla che ti è avanzata, avendo poi cura di bucherellare il coperchio di frolla per evitare che si sollevi.
Cuoci a 180° per 20/25 minuti circa.
Puoi utilizzare anche uno stampo unico tondo dal diametro di 26 cm.



10 commenti su “Come fare il rustico napoletano per la pausa pranzo

  1. Sai che mi hai messo in curiosita’? Non ho mai usato lo strutto per la frolla, e 2) Non ho mai assaggiato questo rustico, nemmeno sapevo che esistesse (gourmet del piffero….). Il salame poi deve dare lo spunto necessario a rinforzare i sapori. Provero’.

  2. Corrado, la frolla allo strutto era un classico al sud, il burro un tempo era molto poco diffuso.
    Questa ricetta è molto simile a quella che c’è sul quaderno della mia bisnonna.
    Se ti capita anche di fare una crostata di marmellata, provala. Lory, la mercante di spezie, ne è una grande estimatrice.
    Riguardando le foto ho notato che il salame dl ripieno è nascosto, ma credimi sulla parola, c’è

  3. Questo sai che te l’ho gia’ copiato, ‘senza dubbio la ricetta napoletana che mi piace di piu’ in assoluto! Io usai il burro in assenza di strutto, ma il risultato fu eccezionale comunque. Ma al marito non piace il contrasto dolce-salato! Mi sono gia’ informata, non e’ giusta causa di divorzio :D

  4. Lydiuzz, io non ho mai mangiato un rustico napoletano….ma credo sarei capace di divorarne quintali!
    Li faccio….eccome se li faccio!!!

    Un sorriso ripieno di bonta’,
    D.

    PS. Giusto per sicurezza, cosa intendi tu per fiordilatte?

  5. Elvira, tu ti stai napoletanizzando!!!

    Diletta, il fiordilatte è un formaggio a pasta filata con latte di mucca.
    E’, per dirla volgarmente, una specie di mozzarella ma con latte di mucca.
    Da noi si usa questo, e non la bufala, per le imbottiture e per la margherita tradizionale

  6. hai ragione il rustico napoletano è una delle cose più buoone che si mangiano a napule
    ed è la frolla con lo strutto che gli dà una grande spinta.
    Quando ero ragazzo a Napoli in via Roma c’era un storica rosticceria ” Vaco e press”ed aveva un rustico da cintura nera dei rustici.
    Onore a te che ne fai parola.

  7. strano che a qualcuno non piaccia. è un piatto che apprezza chiunque, l’ho dato anche a dei goriziani che subito hanno più che ceduto alla lusinga. ed è davvero una delle cose più buone della cucina napoletana che io conosca. la frolla la faccio con il burro, sogno ancora quel barattolo di sugna di agerola che mi fu regalato qualche anno fa…ma questa ricetta di frolla me la segno, con speranza.

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