Scatti di cibo (729)
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Telline proibite? Sì, dal 2006! Scarica le norme in vigore
DI Vincenzo Pagano - CANALE Scatti di cibo -
lunedì, 31 maggio 2010 | ore 7:00

Ok. Oggi potrebbe essere l’ultimo giorno per gustarsi un classico e normale spaghetto con le vongole. Le campane a morte per la fine della tradizione italiana hanno suonato lugubri. Domani 1 giugno 2010 entra in vigore il cosiddetto Regolamento Mediterraneo e quindi addio a frittura di paranza, bianchetti, lattarini, rossetti, calamaretti, telline, cannolicchi, seppie.

Gridi di dolore si propagano da nord a sud della penisola italica. E’ sceso in campo Arrigo Cipriani, proprietario dell’Harry’s Bar di Venezia per dichiarasi preoccupato per la seppia che è “un elemento fondamentale della cucina veneta, non possono portarcelo via! Noi non puntiamo tanto sulle vongole, ma le seppie sono una cosa che serviamo moltissimo”. Ah ecco, preoccupato per i consumatori delle seppie. La senatrice della Lega Nord, vicesindaco di Lampedusa con delega alla pesca, Angela Maraventano, punta il dito contro Bruxelles: “I nostri marinai e pescatori chi li sfamerà la Comunità Europea? – chiede -. Con tutta la disoccupazione che abbiamo, ci vuole pure il settore pesca. Ma cosa si sono messi in testa a Bruxelles, la colla di pesce?” Maraventano, figlia di pescatori, ritiene che il divieto darà il colpo di grazia all’economia italiana basata anche sulla pesca di queste specie che hanno fatto della ristorazione italiana nel mondo un must di prelibatezza. Come dire che se per caso a Bruxelles hanno intravisto la possibilità che fra qualche anno di pesci ce ne saranno troppo pochi, chissenefrega.

E così, tra la Sagra della tellina di Passoscuro che potrebbe essere l’ultima, le dichiarazioni di guerra delle 70 imbarcazioni laziali cui potrebbe non essere più permesso di dragare i fondali, le riflessioni di Monica Spalletta, chef di Mastino a Fregene, che si fa portavoce delle preoccupazioni dei clienti privati dello spaghetto nazionale, o la pacatezza di Silvio Della Notte del partenopeo Giuseppone a Mare che pensa ai cicinielli, ecco spuntare la soluzione tutta italiana: la presentazione di Piani di gestione alla UE, come previsto dallo stesso regolamento, per ottenere le agognate deroghe per maglie e distanze. Non che il problema non esista con il 5% della flotta italiana dedita alla piccola pesca con circa 1000 pescherecci e 3000 persone che subiranno un contraccolpo. Ma il Regolamento Mediterraneo è del 21 dicembre 2006 (rettifica dell’8 febbraio 2007), non dell’altro ieri. Vuol dire che 42 mesi sono stati fatti trascorrere inutilmente senza uno straccio di strategia. Eppure il Regolamento (CE) 1967/2006 relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mar Mediterraneo parla chiaro e lo potete scaricare per consultarlo. E vedere che all’articolo 14 l’Italia ha beneficiato della deroga per l’utilizzo di attrezzi da pesca vietati dal Regolamento. E immaginate quando scade il periodo di deroga? Sì, esatto, il 31 maggio 2010….


Ora occorrerà vedere se si riuscirà a passare tra le maglie della legge, è il caso di dirlo, per allontanare il problema o se trovare qualche soluzione di lungo periodo come potenziare l’allevamento delle specie a rischio estinzione. E non solo dalla tavola.
Foto: Francesco Arena
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[...] In realtà lo sapevamo (o avremmo dovuto saperlo) bene, visto che una deroga, come sottolinea bene Vincenzo Pagano, ci lasciava mano libera guarda caso soltanto fino al 31 Maggio 2010…che puntualmente è [...]
la loro è tutta invidia, hanno dimezzato un valido concorrente per quanto riguarda la cucina italiana i nostri frutti di mare,seppie, frittura di paranza ci fanno gustare dei piatti preilibati ed hanno un gusto e un sapore unico,(no come le telline spagnole o francesi probabilmente nei loro paesi mangiano nà skifezza e quindi non sanno neanke cosa si sono persi
ha risposto a antonella: Antonella, il discorso è un po’ più complicato. Innanzitutto loro siamo anche noi che abbiamo preso parte alla discussione e abbiamo partecipato al confezionamento del Regolamento Mediterraneo.
Inoltre, occorre risolvere il problema dell’impoverimento delle risorse ittiche. La frittura di paranza, i calamaretti spillo, i bianchetti in questo momento rappresentano un reato. L’obiettivo è il ripopolamento. Spagna e Francia mangiano una schifezza? Non mi sembra proprio… La Spagna è diventata il punto di riferimento per il prosciutto in cui noi italiani eccellevamo. Vedi che andare avanti a stereotipi tipo pizza e mandolini non si arriva da nessuna parte
[...] e inevitabilmente nelle mani dell’uomo. Che nel mese più movimentato per la pesca europea, iniziato con la messa al bando di lattarini, rossetti e cannolicchi, ha fatto sentire per due volte la sua voce in favore del tonnide dalle rosse carni. Per la [...]
[...] La pizza napoletana sparirà. Almeno come STG, ovvero Specialità Tradizionale Garantita, il marchio di tutela dei prodotti agro alimentari che contempla anche DOP e IGT. Le prefiche hanno iniziato a strapparsi le vesti e hanno messo su anche la data del funerale: 31/12/2017. Sette anni. In sette anni alle attuali velocità può succedere di tutto, compresa la scomparsa della UE (l’Istituzione che si prepara a dare la “mazzata” sul collo della pizza napoletana), ma nessuno fino a questo momento ha pensato di comprendere cosa fare nel lasso di tempo che trascorrerà perché questa proposta di “Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa ai sistemi di qualità applicabili ai prodotti agricoli” non uccida in fasce (il riconoscimento della denominazione STG è giusto di un anno fa, 9 dicembre 2009 e l’ingresso ufficiale è del 4 febbraio 2010) la pizza napoletana. Non trascorreranno 7 anni, ma un paio di anni davanti a noi ci sono per provare a salvare la pizza. Forse si può provare a immaginare un percorso per evitare il risibile fax di deroga “tipo” quello della pesca di giugno (2010). [...]