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Austria in bici/3 Gli Heuriger per cenare a Vienna
DI Rossella Di Bidino - CANALE Ristoranti -
giovedì, 2 settembre 2010 | ore 18:00
Heuriger. Parola incomprensibile se non si conosce il tedesco o per chi come me l’ha studiato ben cinque anni e poi lo ha abbandonato. Eppure è un posto da sogno. Non saprei come tradurre il termine in italiano se non come “fraschette di classe”. Nulla a vedere con i Castelli Romani, se non la capacità di saziare.
Gli Heuriger sono delle taverne del vino presenti nell’Austria orientale. Pedalando lungo il Danubio, le ho cominciate a vedere dalla zona del Wachau fino a Vienna e mi hanno trasmesso nuovo entusiasmo.

Heuring significa “quest’anno” a conferma del fatto che sono locali caldi, accoglienti che smerciano il vino novello prodotto dagli stessi proprietari. Il menù è in teoria ridotto e l’alcolico servito è rigorosamente il vino, anche se ho adocchiato delle grappe. Un Heuriger aperto si riconosce per il ramo di pino esposto fuori o i Buschen, ossia le decorazioni fatte con i rami di pino o di paglia. Hanno un’origine e uno spirito non difforme dalle osmize che si trovano nel Carso.
Anche chi visita Vienna può però godersi una serata in un Heuriger. I più osannati si trovano nel quartiere di Grinzig, facilmente raggiungibile con la metro ed un tram. Posso raccomandare caldamente due Heuriger viennesi: Reinprecht e Dr. Müller-Schmidt.

Reinprecht è quello più citato sulle guide turistiche e gastronomiche. E’ il locale dove ho usato la famosa battuta di Harry ti presento Sally, nel caso in questione per una meravigliosa fetta di torta stile Sacher vista sul tavolo di una vicina. “Voglio quello che la signora ha preso” per la mia generazione è una frase che non ha prezzo.

Si trova all’interno di ex convento fondato trecento anni fa con un ampio giardino interno, animato da musiche che per me ignorante italiano richiamano alla mente la Baviera, ma il cui nome ufficiale è Schrammelmusik. La cena è servita a buffet. Non i buffet asettici e impersonali: qui tutto emana allegria, serenità, risate. All’entrata si può poi ammirare una collezione particolare: cavatappi, il più antico risale al 1750.

L’Heuriger Destillerie Dr. Müller-Schmidt l’ho scoperto quest’anno. Lo ammetto ero scettica nell’abbandonare Reinprecht, ma lo scetticismo si è presto tramutato in stupore. L’atmosfera è più raccolta pur non perdendo i connotati di locale caldo e accogliente. Il cibo che ci è stato servito, in quanto ciclisti, è stato meraviglioso. Un tris di formaggi spalmabili per iniziare, un piatto di prosciutto cotto magnificamente, le patate saltate in padella con qualche trucco, perchè di così buone non le ho mai mangiate, poi del lesso d’autore. Non piatti ricercati, ma ottimi e curati. Le porzioni, poi, ricche come nella tradizione Heuringen. Non finirò di decantarne le lodi. Il dolce, uno strudel di mele, anche quello ben fatto. Che invidia per la capacità di tirare la pasta da strudel così fine. Ma l’apprezzamento non si è fermato a questo. Non ho ancora lodato i vini, due Traminer. Siamo rimasti affascinati anche dal padrone di casa, un oste d’altri tempi per l’aspetto e la gentilezza, e la cameriera, pronta a parlare in italiano. Peccato solo non aver comprato uno dei suoi famosi distillati, così invitanti. E così anche questa volta gli Heuriger hanno confermato l’abilità viennese nell’accogliere il cliente e nel farlo a sentire a proprio agio.
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Si, gli Heurigen sono una splendida istituzione. Mi ricordo quelli sulla collina viennese, vino novello e stuzzichini. Anche negli Heurigen piu’ modesti, a conduzione familiare e fuori dal giro turistico ho trovato ospitalita’ cordiale. Su questo gli italiani hanno molto da imparare…..
Sulle patate: ma come, Rossella, trovi delle patate buonissime e non cerchi di carpire la ricetta?
le patate potrebbero essere quelle lessate e poi saltate con cipolla?
Le adoro mi ricordano l’infanzia!!!
ha risposto a CorradoT: Dimmi come chiedere “Ma le patate sono state saltate con dell’uovo che non si vede?” in tedesco dopo dieci anni che non lo mastico
Le patate credo fossero, non lessate, ma solo cotto in acqua pochi minuti. Poi saltate in padella in un’olio ricco. La Cavia ha avanzato l’dea delle uova.
Ma con quel Traminer ed il prosciutto (non da banco alimentari) erano ottime.
Sull’ospitalità concordo. Accolgono, come ovunque, anche ciclisti zuppi, non fanno una sgrinza. E a Vienna ti augurano anche buona giornata di visita alla loro città.
ma che bello!!! Frasca, in Friuli, Privata in bisiacchistan, alias zona del monfalconese, Osmiza nel carso triestino, e adesso scopriamo gli Heurigen in Austria. Queste similarità vinaiolo gastronomiche mi piacciono da morire. Adrò a cercarli con curiosità. Un abbraccio!
Rossella, bastava chiedere….
“Entschuldigung (o Verzeiung) sind die Kartoffeln mit Ei eingeröstet? weil so was kann ich nicht bemerken… ”
Stupita?
Ho barato, ho chiesto ad Alex (ombranelportico) di prepararmi la risposta
(scusa, non ho resistito)
Corrado potevi dire che era farina del tuo sacco!!! Se nella frase ci sono errori…che figura ci faccio?
terra-terra avrei chiesto “gibt es Ei drin?” oppure “ist mit Ei eingekocht?”…ma forse cosí aumenta il mistero di queste patate. Curiosa come una scimmia, ho scandagliato il marito (é in Austria adesso) a chiedere lumi!!!
Bel post!! e qualcosa di nuovo!!
@alexandra e Corrado
Attendiamo la ricetta, allora