Food porn al tramonto? Votate on line al Festival della fotografia!

Siamo indecisi. Chi è il più bravo/a dei 40 fotografi che si stanno sfidando a Parigi a colpi di foto bellissime per il Festival Internazionale della Fotografia Culinaria (FIPC) che assegnerà 5 premi? Uno quello del pubblico sarà attribuito con la classica tecnica web 2.0 e c’è tempo fino alla mezzanotte di lunedì 8 ottobre novembre per votare. L’Italia ha una rappresentante in gara, Luisia Valieri che è solita utilizzare matite e colori all’olio per i suoi fondi. Luisa Valieri ha preparato le foto espressamente per il concorso e si è fatta aiutare da un famoso chef italiano. Potremmo azzardare, visto che non è specificato, il vegetariano Pietro Leemann?

FIPC-Patrick-Rougereau-bottDopo “Pesci, molluschi e crostacei”, infatti, il titolo della manifestazione, alla sua seconda edizione (Parigi, fino al 14 novembre, Bercy Village e Espace Mobalpa) strizza l’occhio ad una celebre filastrocca medievale francese: “Sono sceso in giardino…”, un tributo alle nuove tendenze salutistiche ed ecologiche di questo scorcio di inizio millennio. Una competizione a base di clorofilla, una sorta di viaggio nel cuore del food primario, come natura lo crea. Un food più sostenibile che porn. Cibo declinato nelle infinite variabili del pittorico, realistico, naif, divertente, fantascientifico, crepuscolare, stupefacente. Come si conviene ad un argomento che si è ormai conquistato la prima fila e la dignità dello sguardo dell’ottava arte. Padrino della manifestazione Alain Passard, chef del tristellato L’Arpège, che con i soli prodotti dell’orto presidia con successo lo spazio vegetariano a Parigi.

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Molto presenti le istituzioni del Paese, a cominciare dalla Camera di Commercio di Parigi, passando per le scuole di specializzazione fino ad arrivare al Parlamento e ai ministeri (oltre quello dell’Alimentazione c’è anche il dicastero della Cultura e della Comunicazione). Poi non dite che non c’è differenza. Tra uno Stato che fa il liberista, lasciando i nostri ristoratori a combattere da soli la guerra quotidiana contro la cattiva qualità a tavola e uno Stato che, attraverso il suo ministero dell’Alimentazione, dell’Agricoltura e della Pesca, patrocina un Festival di fotografia gastronomica. Un modo indiretto (e neanche tanto) per dare una mano alla grande categoria dei professionisti che lavorano “pour le beau et pour le bien” (dopo l’intervento concreto della riduzione dell’Iva per i ristoranti come misura anti crisi).

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Cinque i premi: c’è il Grand Prix du Festival, che sarà conferito da una giuria formata da giornalisti e da personalità internazionali della gastronomia e della fotografia e presieduta da Edouard Cointreau, il fondatore di Gourmand World Cookbook Awards, il premio annuale dedicato alle pubblicazioni sul cibo e sul vino. C’è il Grand Prix de la Photographie du Patrimoine Gastronomique sarà invece conferito da una giuria di deputati, senatori e giornalisti, co-presieduta da Catherine Dumas, del Club parlamentare de la Table Française, nato nel 2009 con l’obbiettivo di difendere l’identità enogastronomica francese nel mondo e nelle istituzioni europee. Il Prix des Jeunes Talents premierà la migliore delle immagini realizzate da 18 coppie formate da apprendisti chef della Scuola Superiore di Cucina Francese Grégoire-Ferrandi e da allievi fotografi della scuola di arti visive Gobelins. Il Prix des Blogueurs Culinaires, lanciato dal sito www.750g.com è dedicato, infine, a internauti autori di fotografie di ricette a base di verdure, cereali, fiori, erbe e spezie. E c’è soprattutto il Prix du Public che viene assegnato sulla base del voto internet.

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Difficile scegliere tra i tanti fotografi, francesi, sudafricani, brasiliani, turchi, tedeschi. Votare Luisa Valieri, non certo per questioni di campanile, viste le sue tre immagini che ritraggono piatti di ortaggi o frutta appoggiati sull’orto e contornati da insalate e foglie di zucca. Un ritorno alla terra, da dove tutto parte. Molto sostenibile.

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E cosa dire delle movenze spagnole di Paulette Tavormina, americana, che dichiara di ispirarsi al pittore del Seicento Francisco de Zurbaran per le sue composizioni che, pensiamo, attirerebbero l’attenzione di Alessandro Guerani? I meloni (in apertura) o i limoni (qui sopra) non vi fanno entrare direttamente nella cucina di una corte reale?

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Senza fiato, eh? Solo perché non siete ancora transitati dalla pittura spagnola alla pittura dell’olandese Jan Jansz. Van De Velde o del Caravaggio cui la francese Francesca Mantovani dichiara di ispirarsi. Tra funghi e altre verdure c’è da perdersi.

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E le fragole di Pauline Daniel? Con quella piantina di basilico che spunta dal bicchiere o la lacrima che la fragola versa nella ciotola di vetro. Molto porn con questo contrasto rosso e verde.

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Non meno delle ciliegie sciacquate in giardino per essere deposte sul dolce. One shot. Rosso che ancora una volta ti colpisce al cuore. E alla gola.

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E le dolcezze di un’infusione firmata da Laurène Tournier? Come non rimanere estasiati dal gioco di verde e di rosa che si sommano e si scompongono intorno ad un filtro?

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Non controlla la luce, rifugge dall’artificio ma è ironico il brasiliano Sergio Coimbra. Il suo cocomero-padella rende bene l’idea del percorso che segue.

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Giocano anche in Giappone, sia chiaro. Non sono solo i Carioca a divertirsi. Le fragole con ananas di Yoshihiro Saito ti rimandano ai flipper.

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Ma si può essere incisivi anche con una presa neo-realista come Cristophe Bornet che sfrutta la luce di Nantes per dare corpo alle sue immagini di prodotti di eccellenza della regione. Pas mal, se anche una patata diventa più bella.

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E quelli che ti spediscono nel mondo delle favole? Come Guillaume Gautier, bretone di nascita ed epicureo di natura, che lavora per esaltare il packaging e rispondere alle richieste delle agenzie di comunicazione. Qui la richiesta è di Cenerentola. Pas de doute.

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Difficile decidere e votare. Ma certo un’idea per la testa potrebbe pure passare. Un’idea sostenibile come quella del cibo sostenibile grazie ad un giardino o a un orto. Perché, ipotizza provocatoriamente un dibattito del Festival, succederà che La photographie culinaire de studio est-elle à bout de souffle?… Insomma, il food porn sta esalando l’ultimo respiro?

Foto: Virginie Klecka,Christophe Bornet, Sergio Coimbra, Pauline Daniel, Francesca Mantovani, Guillaume Gauter, Lubimor Lipov, Luisa Valieri, Patrick Rougereau, Yoshihiro Saito, Paulette Tavormina, Laurène Tournier



sabato, 6 novembre 2010 | ore 16:31

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