Quattro indirizzi dove bere la birra a Bruxelles. I pub da non perdere

Bruxelles e la birra: un rapporto simbiotico, come tutti sanno. Elencare tutti i pub della capitale belga sarebbe impresa titanica e noiosa, come fare la lista di tutte le chiese di Roma.

Chi ci capitasse come turista o, come sempre più spesso accade, per lavoro, non dovrebbe esimersi dal visitare almeno uno dei tanti estaminets, che popolano la città.

Qui ne indicheremo qualcuno, senza pretesa di esaustività, o di classifiche, che sarebbero alquanto aleatorie (provate a chiedere a dieci napoletani la loro pizzeria preferita e otterrete dieci risposte differenti).

Metto subito le mani avanti: la birra non è la mia ‘cup of tea’. Di vino, magari faccio finta di capirci qualcosa, e può anche darsi che a volte ci azzecchi, ma sulle birre sono assolutamente un profano.

Però mi sento di affermare che ‘la birra del mese’ proposta a La Mort Subite, a Adelardus Triple, mi è garbata assai. Bionda era e bella e di gentile gusto, poco speziata, con note di miele. Nove gradi e non sentirli. Forse un po’ troppo dolce come aperitivo (ero passato in questo estaminet prima di cena) però, da profano birraiolo, mi sono affidato alla loro selezione mensile.

Mi aveva attratto quell’aria retrò e per niente glamour del locale, in effetti ho un debole per i posti che non fanno nulla per seguire le mode. E lì si respira un’atmosfera d’altri tempi (la fondazione risale al 1910) ma non affettata, e il nome non ha nulla di macabro ma si riferisce all’eliminazione repentina in un gioco di dadi.

Si sta molto bene qui, tra turisti e locali, dalle 11 all’una di notte per una birra (c’è anche l’omonima gueuze della casa), o a cena se ci si accontenta di pochi piatti spartani, come omelette, panini e un’irresistibile coppa di testa tagliata alta a cubetti.

Qualche sera dopo il mio amico Edo Tetsuo, lui sì magister cerevisiarum, mi ha fatto scoprire un posto serio, da veri appassionati. Si trova in un vicoletto seminascosto, non lontano dalla Grand Place e si chiama Delirium Café. Si sviluppa su tre livelli: il sottosuolo è il più off, anche nella scelta della musica, a livello della strada c’è l’ambiente più grande e incasinato con una scelta di birre alla spina che, senza esagerare, sfiora le cento unità. Un delirio, appunto, per gli appassionati della bevanda di luppolo e malto. Il retro del bancone, con il suo intrigo di decine e decine di tubicini, pare un laboratorio di fluidodinamica.

Un po’ più ‘borghese’ e tranquillo il piano di sopra, soltanto una dozzina le spine disponibili e in più la possibilità di una mini-degustazione, tre assaggi a un prezzo interessante. Ideale per concludere una serata e rilassarsi tra tripli malti, gueuze o quello che vi pare.

Restobières invece è un ristorante vero e proprio.  Tutto, o quasi, viene cucinato con la birra.

Nel quartiere popolare delle Marolles (una collinetta tra avenue Louise e la gare du Midi), è un piccolo locale dove conviene sempre prenotare. Entrando si capisce subito che l’altra passione del proprietario è il collezionismo: caffettiere, piattini e scatole di latta con i volti della famiglia reale.

Buona la cucina di solido impianto tradizionale (non possono mancare ad esempio la carbonade flamande, lo spezzatino alla birra, o il rognone di vitello) in un’atmosfera simpatica e caciarona. Niente male il coniglio alle prugne con birra 3 Fonteinen che ho assaggiato. Dulcis in fundo, la birra è anche nei dessert: gaufre di Liegi con panna e ciliegie aromatizzate alla Kriek (che a sua volta è una birra alle ciliegie, il che ci porta a una ricorsione che avrebbe fatto felice Achille Campanile).

E per finire T Kelderke, ‘la cantinetta’ in dialetto locale, ristorantino proprio sulla Grand Place dove non avrei mai pensato di andare se non l’avesse consigliato l’ottima Sigrid nel suo celebre blog.

E incredibilmente, è un locale autentico di cucina fiamminga e non un posto turistico, anche se è ovviamente pieno di turisti, trovandosi in pieno centro. C’è anche la birra della casa, che qui non è come il nostro vino della casa , significa che è davvero prodotta da loro, piacevole leggera e beverina.

Sontuosa la porzione di patate fritte e via con terrine, croquettes des crevettes, piedini di maiale, il sanguinaccio addirittura (bloedpens) e poi i piatti principali tra cui ovviamente la carbonade flamande, un ottimo rognone, molto delicato, in una salsa al dragoncello e, soprattutto, uno splendido coniglio alla gueuze, per finire in bellezza il piccolo itinerario dedicato alle birre e alla cucina intorno a loro.

A La Mort Subite. Rue Montagne-aux-Herbes Potagères 7. Bruxelles. Tel. +32 (0)2 5131318

Delirium Café. Impasse de la Fidélité 44. Bruxelles. Tel. +32 (0)2 5144434

Restobières. Rue des Renards 32. Bruxelles. Tel. +32 (0)2 5027251

T Kelderke. Grand Place 15. Bruxelles. Tel. +32 (0)2 5137344

[Foto in home page Sigrid Verbert]



3 commenti su “Quattro indirizzi dove bere la birra a Bruxelles. I pub da non perdere

  1. Moeder Lambic rue de Savoie 68 è senz’altro da aggiungere…poi per gli amanti della birra è importante una consultazione alla guida Eurhop , con tanti indirizzi.

    Molto gradevoli i posti da te citati Niko, complimenti epr l’articolo

  2. ottimo Nico!!!

    confermo Moeder Lambic che tra le sue oltre 40 spine spesso ho almeno 1 italiana – ultimamente aveva Zona Cesarini di Toccalmatto e attualmente la ArtigianAle di Bi-du – e selezione di spine spagnole a me ignote, ma interessanti.

    Sono capitato anche al Bier Circus citato su EurHop, consigliato per originali piatti del giorno, rare birre d’abbazia e discreta selezione di bottiglie 33cl dal mondo.

    PS: essendo stato citato e presente pensoso in foto ho dovuto contribuire con queste gocce di luppolo 🙂

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