Professione foodblogger | Siete raccomandati al ristorante?

Leggo sulla bacheca di Facebook di Arcangelo Dandini

Ora io non so come prenotiate voi un tavolo e a quale razza appartenete.

A telefono. Perché credete che il rapporto umano sia da preferire (e cercate di impietosire l’interlocutore soprattutto se è un sabato a ore 19:00)

Via mail. Perché non volete perdervi in inutili chiacchiere e credete nella programmazione feroce (ma in fondo siete un po’ taccagni e risparmiate sulla telefonata)

Di persona. Perché volete andare in un ristorante nuovo e vi fa piacere vedere con chi avrete a che fare (in realtà pensate che il blog/sito della recensione che vi spinge su questi lidi potrebbe aver sbagliato indirizzo o fatto una marchetta: meglio vederci chiaro e assicurarsi che non ci sono tracce di sugo sul pavimento)

Fate telefonare al segretario/a. Perché fa un po’ status e non volete correre il rischio di sbagliare data voi che non avete dimestichezza con iCal e affini (in realtà volete diramare a tutto l’ufficio la lista dei vostri preferiti pensando che tutti andranno al ristorante dicendo “mi ha mandato Tizio”. E poi volete mettere la soddisfazione di rispondere al “Dottore, com’è andata al ristorante” sciorinando a memoria le 8 portate del menu degustazione e i relativi voti?)

Chiedete all’amico-amico-del-ristoratore. La ristorazione ormai è diventata un territorio a metà tra una giungla e una palude. Come si fa regolarsi tra le lodi sperticate e le frecciate al limite della querela che si leggono a proposito dello stesso ristorante? La soluzione è rivolgersi all’amico che frequenta i ristoranti, almeno così si dice in giro, chiedere di telefonare al suo ristorante di fiducia e prenotare lui per voi (in realtà se accetta e riesce a mettere a sedere una 20ina di persone nel ristorante gourmet contabilizzando almeno un paio di suoceri e 4 nipoti sotto i 5 anni il gioco è fatto e potete sperare anche in un forte sconto)

Inviate MMS con la vostra faccia davanti a un piatto vuoto. Credete al valore dell’immagine e alla forza del messaggio che ne deriva. Cosa c’è di meglio di una fotina con la lacrimuccia che scende sul viso per impietosire il patron, altro che telefonata da toni melensi, voi ci tenete alla vostra immagine! (in realtà vi secca fare una telefonata e ricevere un bel “mi spiace, ma non c’è posto” dal ristoratore che non vi vede da un tot di mesi e poi avete un piano all inclusive del vostro gestore e di 3000 MMS proprio non sapete che farvene)

Vi riunite in 2-3 gastro-affamati e tirate a sorte per chi va alla cassa. Cercate la complicità della banda che si presenta tutta insieme alla pizzeria a orario impossibile e con la fila che sembra quella dei Musei Vaticani o degli Uffizi. La vostra potenza di fuoco è pari a quella di un cerino quando soffia il maestrale ma voi cercate di accenderla la benedetta sigaretta. Vi va bene perchè la combinazione degli astri, il quadrato del culo nel parcheggiare, il cubo della sfiga di una ruota bucata ad un altro equipaggio che ha prenotato il tavolo da 7 giorni e la contemporanea pioggia che ha mandato le signore ad asciugare le chiome ha liberato un tavolo da 4 ma voi siete sportivi e vi sedete in 7 (in realtà non siete riusciti a convincere gli altri che il nuovissimo e sconosciutissimo locale vale molto di più della solita meta stracitata e siete andati nel posto straquotato e incasinatissimo)

Coprite con il fazzoletto il microfono. Credete nell’anonimato, prenotate a nome di Arginulfo della Rocca e vi preparate a dettare gli appunti con il registratore vocale facendo finta di ricevere telefonate e collezionando figure a ripetizione (in realtà non sapete fotografare o vi scocciate di fotografare)

Prenotate con il vostro nome/1. Tanto avete aperto il blog da 3 giorni, vi leggono solo i parenti di 1° grado per cui non avete bisogno di sotterfugi o chissà quanti avranno lo stesso nome Arginulfo della Rocca in città. Oppure sapete che vi riconosceranno appena entrati nel locale e penseranno che li volevate fregare con tutto quello che ne può conseguire nei piatti e sul conto finale (in realtà sperate che al ristorante googoleranno il vostro nome e faranno salire il vostro sito nelle ricerche)

Prenotate con il vostro nome/2. E per sicurezza chiedete se si possono scattare foto. Altrimenti che cavolo andate a fare al ristorante? E sperate anche che qualcosa vada storto in modo da poter scrivere la stroncatura più bella del web che vi farà salire alle stelle dei rank, altro che Guida Michelin, pizza, gelato e surgelati vari. E poi volete mettere che guadagnerete in credibilità riuscendo a trovare il motivo per cui l’osannato chef ha toppato proprio con voi! (in realtà sapete che gli chef si sono seccati di questo via vai di iPhone, macchine fotografiche, cineprese e assimilati e vorrebbero chiedervi i diritti d’immagine visto che voi ci tenete ai diritti d’autore e soprattutto sperate che vi riserveranno un angolo appartato in cui provare il vostro nuovo flash a tripla rifrangenza che ha lasciato quasi stecchito il gatto sul divano)

Non avete bisogno di prenotare/1. Arrivate con la fuoriserie tirata a lucido, avete l’accompagnatrice con gamba tonica e altezza incommensurabile, dispensate bigliettoni da 200 e 500 euri che a confronto Panariello e Incontrada nella pubblicità della Wind sembrano due poveracci e avete come amico tutti i big della critica gastronomica mondiale (in realtà avete fatto un investimento sbagliato e vi siete comprati un ristorante che si ostina a non cucinarvi i datteri illegali ma il tavolo è vostro perché è vostra tutta la baracca)

Non avete bisogno di prenotare/2. Non telefonerete mai a un ristorante semplicemente perché le materie prime che avete in dispensa non le potrà mai avere nemmeno Massimo Bottura, Mauro Uliassi, Niko Romito, Gennaro Esposito e chi più ne ha più ne metta. Solo voi sapete dove recuperare il formaggio di fossa che Caseus ignora. Solo voi avete accesso al grano selezionato lavorato da un micro pastificio che Verrigni e Benedetto Cavalieri possono solo sognare. Solo voi conoscete la formula magica per approvvigionarvi del quarto nobile del manzo allevato per la vetrina della Bottega Liberati. Vi manca un po’ di perizia nell’assemblaggio ma nessuno se ne accorgerà: in fondo ha sempre vinto la Ferrari e non Schumacher! (in realtà siete architetti/avvocati/notai/giornalisti/professori ma avreste voluto fare lo chef e ora state male quando li vedete per cui avete messo “per scherzare” la targa “Ristorante da Arginulfo” e i vostri cari ringraziano il cielo che il vostro percorso professionale sia stato un altro)

Telefonate sicuri allo chef. “Arcà”, “Vicié”. Lo hai un tavolo per domani a mezzogiorno? “Ao’, ma quante volte te lo devo dire che il sabato a mezzogiorno siamo chiusi?” Vabbè, ma così sono sicuro che gli altri non hanno prenotato e un tavolo libero c’è. E pure le sedie. Blog o non blog!



lunedì, 1 agosto 2011 | ore 15:30

26 commenti su “Professione foodblogger | Siete raccomandati al ristorante?

  1. Oh mio Dio, mi auguro vivamente non succedano (per lo meno non troppo :S ) queste cose, che tristezza! Io recensisco ristoranti per diletto, e proprio per questo cerco di passare SEMPRE in incognito perché non voglio nessun tipo di favoritismo!
    Anzi, proprio oggi ho ricevuto una mail da un ristoratore che mi ha ringraziato per la recensione onesta che ha trovato girando sul web…. queste sì che son soddisfazioni! 😀

  2. io penso che quello che scrive Arcangelo dovrebbe far riflettere tutti questi improvvisati critici dell’etere. Un minimo di senso del ridicolo non guasterebbe…

  3. in realtà se accetta e riesce a mettere a sedere una 20ina di persone nel ristorante gourmet contabilizzando almeno un paio di suoceri e 4 nipoti sotto i 5 anni il gioco è fatto

    Come avete fatto a scoprirmi?

  4. Prenoto per telefono. Dando sempre un altro cognome.
    Ma mica per ritrosia o understatement.
    E’ che c’ho un cognome che fare lo spelling mi scaricherebbe la SIM… 😎

  5. Io telefono, come fanno tanti comuni mortali, lasciando cognome, numero coperti e telefono (se richiesto).

    P.S. @Arcangelo: come ha fatto ‘nvece ‘no chef come te a trova’ posto in veranda da Stefano C. sabato scorso? Dai dicce la verità… hai telefonato quattro giorni prima? 😉

  6. ho chiamato L’Arcangelo e volevo prenotare per due a nome “A. Dandini”.
    Lui l’ha preso come un vocativo ( ” ‘a Dandini! ” ) e non mi ha accettato ….

  7. ha risposto a Maurizio La Rocca: 🙂 m’hai pizzicato eh? ps rispondo anche ad Oreste: realmente accaduta , non mi sono inventato nulla…l’ho scritta oggi su fb non credendo di crearne un caso antropologicouebbistico:-))

  8. ha risposto a Arcangelo Dandini:
    Accade veramente …a me hanno proprio chiesto di essere ospitati(2)
    hanno anche scelto il giorno e l’ora….dicendomi che dopo sarebbero dovuti passare all’open colonna e all’osteria dell’arco…(dove sarebbero stati ospiti)….

  9. ha risposto a Andrea: Però mi viene da pensare che i foodblogger sono un’evoluzione dei forum, che sono una costola delle guide, che a loro volta sono inzeppate di giornalisti, critici, tuttologi e presenzialisti del settore: è il circuito mediatico che ruota attorno al mondo della ristorazione.
    Ma avrebbe poco da ruotare, se in fondo non ci fosse un qualche ritorno, almeno d’immagine, per entrambe le categorie.
    Quindi, se qualche esemplare “tracima” ovunque nella scrocconaggine sfrontata, forse è perchè qualcun altro -qualche volta- gliel’ha perlomeno permesso.

  10. purtroppo dai meno navigati nella “ristorazione romana” , il blog viene preso come veicolo pubblicitario, ed il ritorno di cui parli è più presunto che effettivo

  11. ha risposto a Vincenzo Pagano:
    Questo e’ ovvio,la serietà nn appartiene a tutti ,ma in momento come questo, in cui tutti si improvvisano ristoratori,ci sono molte prede x i blogger meno corretti….e sempre più blogger…
    Che detto tra noi ne capiranno qualcosa???

  12. ha risposto a Andrea: beh, sta al lettore giudicare se il blogger ne capisce qualcosa o no. Io blogger do un giudizio, ti spiego cosa ne penso e perché lo penso. Se ti fidi bene, altrimenti fai quello che vuoi. Mi sembra anche stupido pensare che poi uno si debba fidare ciecamente senza provare….

  13. Gli scemi esistono in ogni categoria.

    Due anni fa un sabato sera alle 22.30 mi si presenta una signora sui 40 anni, faccia già vista. Locale strapieno mi chiede un tavolo per dodici. io gli faccio notare che è tutto pieno e che è estremamente difficile che si liberino i cinque tavoli uno vicino all’altro necessari per comporre un tavolo da dodici. La signora ha utilizzato tutti i mezzi possibili: ulteriore richiesta gentile; richiesta con voce piagnucolosa; battito di occhi da cerbiatta; blando contatto fisico accattivante. Al mio ennesimo tentativo di farle capire che se un tavolo da dodici non c’è non si può inventare, si incazza. E mi dice una frase che non mi scorderò mai :
    “lei non si rende conto di quello che sta facendo, io sono socia di uno dei più importanti studi legali di Roma, ho dato appuntamento qui a dei miei colleghi, mi sta facendo fare un figura di merda, e io non le permetterò di passarla liscia. la citerò per i danni alla mia immagine che ne conseguiranno”. gli sono scoppiato a ridere in faccia dicendole “….e sticazzi???”… se ne è andata urlando.

  14. ha risposto a Andrea: ma siamo sicuri che la colpa sia tutta delle guide e dei blog?! Non sono mica la bibbia, potevi anche informarti meglio. E poi, capitano a tutti le fregature, non leggerai più quelle guide e quei blog, mica sei morto….

  15. ha risposto a Giada: sinceramnete nn avendo tempoi x fare del controspionaggio sui ristoranti,mi “fido”,con le dovute riserve dei blog e dele guide….. ma quando poi l’esito della serata è completamente discorde dalla recensione….. inizio a pensare che c’è più di qualche lacuna… nel blogger e nella guida…
    nn sarò morto ma ho buttato soldi e citrosodina…

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