Foodblogger. Il meglio della settimana. 12 dicembre 2011

Scatti di Gusto legge molti blog di gastronomia. Ecco la hit parade della settimana appena conclusa con i post da mettere tra i preferiti.

Lunedì 5 dicembre. “Seduta sul tagliere della cucina, Babette era circondata da una tale quantità di casseruole e padelle unte e annerite, come mai le sue padrone avevano visto in vita loro.” L’incipit del blog di Chiara Bellasio è un passo de “Il pranzo di Babette” di Karen Blixen, il nome che ha scelto per il suo spazio virtuale. Babette è una delle mie letture preferite. I motivi sono semplici e balzano subito all’occhio. Fotografa e stilista, vive a Parigi e mette insieme visioni al di que e al di là delle Alpi. Oggi mi atterra con i Mini moeulleux al cioccolato e pain d’épices (e un give away). Tralasciando la bella (e consueta) foto, tra la citazione di un altro mio must, Radicchio di Parigi con il suo libro edito da Solar, e la cioccolateria di Jacques Genin a Rue de Turenne, indirizzo moderno al Marais, mette a bersaglio un triplo colpo. Touché.

Martedì 6 dicembre. Ho re incontrato sulla rete (twitter) una collega di cui avevo perso da un decennio le tracce che segue Scatti di Gusto. È celiaca e va al ristorante con una mappa che è diversa dalla nostra. Per fortuna la blogosfera ha i suoi riferimenti nel fornire suggerimenti e ricette. Non conoscevo La celiaca pasticciona e la segnalo per la ricetta della piadina (che ha ripreso da Olga, come dice nel titolo, autrice di blog che ha condotto diversi esperimenti) perché mi sembra la più basic delle preparazioni. A questo punto, basta farcirla con gli ingredienti giusti.

Mercoledì 7 dicembre. “Mare, montagna, l’inghilterra durante le 3 settimane di “vacanza studio” (così la chiamavano. un sequestro di persona con sequestratori di lingua madre diversa dalla tua, al freddo e senza cibo. però l’inglese si impara, questo va loro concesso) panorami, vedute e monumenti”. Anna Maschio ha come payoff del suo blog “a volte è quasi meglio viaggiare che arrivare” e questo post nostalgico sulle cartoline mi ha riportato ai discorsi di tipicità e di legame con il territorio. Cercavi l’immagine giusta da inviare e cercavi il piatto tipico da raccontare. La scelta era istituzionale o eccentrica? Dipendeva dal destinatario, ma al tempo della polaroid sulle tavole si era molto rabdomanti.

Giovedì 8 dicembre. Dicevo di Radicchio di Parigi, ovvero la trevigiana Lucia Pantaleoni, foodblogger e autrice di libri di ricette, che ha inanellato una serie di consigli per pranzi e cene nel caso un italiano fosse ospite a Parigi. Che visto da questa parte delle Alpi può suonare come un invito a preparare una cena alla francese. Nel giorno di festa, che segna l’avvio conclamato del periodo natalizio e, scommetto, di molti progetti per una toccata e fuga tra le luci di Champs Élysées e quelle delle Galeries Lafayette, Lucia “cuce” un menu con il petto d’anatra con foie gras e albicocche “accompagnato con uno strabiliante Chateneuf du Pape Clos St Jean 2003 che ha fatto raggiungere a Radicchio e ai suoi ospiti il Nirvana”. Bravò.

Venerdì 9 dicembre. Marchi di Gola è il blog del giornalista Paolo Marchi che si è inventato una bella macchina da guerra come è Identità Golose che da Milano si è riprodotta a Londra, New York e San Marino. Nel suo blog “personale” (l’istituzionale, se volete chiamarlo, così è Identità Golose), Paolo Marchi ha commentato la notizia che il GVCI (Gruppo Virtuale Cuochi Italiani) ha assegnato a Kentaro Torii il riconoscimento di Chef Italiano dell’Anno. Si cambia politica nell’associazione per decisione del presidente Mario Caramella che guarda ai messaggeri stranieri della cucina italiana. E Marchi ci ragguaglia sulle dichiarazioni dello chef nippo-italiano che spera di migliorarsi in un anno sabbatico per valorizzare ancora di più la cucina del Belpaese. “Se tutti gli italiani, cuochi e non, avessero lo stesso entusiasmo e lo stesso orgoglio di Kentaro altro che Italia in braghe di tela.”

Sabato 10 dicembre. Sempre a Parigi si va a finire (sarà per l’atmosfera natalizia?) con Un Déjeneur de Soleil. Edda Onorato è bilingue e dall’Italia si è trasferita in Francia. I suoi post sono scritti in italiano e in francese e mescolano i sapori delle due tavole sul filo di una narrazione sempre piacevole. L’occasione della lettura è la ricetta del pan pepato dell’Umbria che va a completare la settimana in cui ha raccontato i biscotti belgi speculoos, Dandoy, e il pan di spezie del pasticciere mediatico Christophe Michalak. Impossibile resistere alle tentazioni che Edda correda con foto che bucano lo schermo. Anche lei ha scritto un libro, sulla cucina italiana con i testi francesi, che è un bel cadeau natalizio. Qui leggete la presentazione della stessa autrice e qui potete ordinarlo.



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