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Roma. Jonathan Nossiter accusa i ristoranti di praticare ricarichi monstre sul vino

DI - CANALE Scatti di vino - mercoledì, 4 gennaio 2012 | ore 17:45

Jonathan Nossiter, l’autore di Mondovino, ha espresso forti critiche sul comportamento dei ristoranti romani avvezzi a suo dire di praticare ricarichi insopportabili sulle carte dei vini che gli appaiono per giunta a secco di vini naturali. Ecco il post di Andrea Petrini che riprende l’articolo apparso su GQ che sembra voler dettare tendenza non solo con i fashion victim come dimostra il servizio con Carlo Cracco. L’enogastronomia sarà argomento trendy (anche) per il 2012. (SdV)

Jonathan Nossiter, nonostante l’aria da artista sognatore giramondo, è un vero e proprio rompiscatole, non c’è dubbio, e dopo aver attaccatto una certa élite del vino all’interno del suo film cult Mondovino, da qualche tempo, vivendo a Roma, se la sta prendendo con i “poveri” ristoratori della capitale rei di avere carte dei vini disastrose caratterizzate da ricarichi killer.

In pratica, dopo Robert Parker e Michel Rolland, i nuovi nemici del regista americano sono Felice a Testaccio e Il Convivio, ristoranti che, tra i vari a Roma, non hanno avuto la lungimiranza di inserire nello loro carta i vini naturali che, secondo Nossiter, rappresentano oggi una vera rivoluzione culturale.

Felice a Testaccio, in particolare, è reo, secondo il regista, di avere come carta dei vini un “massiccio ma decrepito raccoglitore di carta infilati nella plastica, che ha pretese di esaustività ma a volte presenta un triste nome solitario in cima a pagine vuote. Nell’elenco predominano cantine industriale e semi-industriali di tutte le principali regioni italiane: non certo i vini peggiori ma poco autentici e artigianali“. I nomi? Ciccio Zaccagnini, Tasca d’Almerita, Antinori e Casale del Giglio, cantina laziale che, sempre secondo Nossiter, è un un’azienda che fa un vino industriale, tecnico, ruffiano, fatto nel posto meno vocato al vino al mondo. Amen.

Il Convivio, ristorante della famiglia Troiani, viene visto dal regista di Mondovino come un ex punto di riferimento del periodo bunga bunga che si caratterizza per avere una “lista dei vini con ricarichi che farebbero inorgogliore qualsiasi tangentomane. Molti vini costano al bicchiere più di quanto il ristorante abbia pagato la bottiglia: un sovrapprezzo del 1200%! Che dire, per esempio, di un Verdicchio Garofoli, vino semi-industriale, a 14 euro? In tutto il mondo è considerato ragionevole un ricarico del 250% anche se in Italia o in Francia, data la vicinanza delle cantine, i ristoranti più etici si limitano al 100%, scendendo in alcuni casi al 50“.

IlSanlorenzo, altro ristorante cult di Roma, viene invece citato locale che, nonostante una carta dei vini dove sono presenti vini naturali come il Trebbiano di Emidio Pepe, ha ricarichi eccessivi che snaturano la volontà del vignaiolo di mantenere prezzi bassi di cantina.

L’ultima chicca riguarda i ristoranti che si lasciano fare la carta dei vini dalle enoteche. Secondo Nossiter è “come delegare ad uno sconosciuto la scelta delle proprie pratiche sessuali…”.

Ma c’è qualche ristorante di Roma che piace al regista americano? Sì, sul sito Puntarella Rossa a precisa domanda Nossiter sbandiera il suo amore per l’osteria “Da Cesare“, al Casaletto, che a suo giudizio ha una carta meravigliosa perché non ha una carta: la carta è lui. Le sue scelte sono all’antica: ti consiglia vini naturali quando chiedi di mangiare e quando ti manifesti come persona. Poi Settembrini e Primo al Pigneto.

(Andrea Petrini)




4 commenti all'articolo: “Roma. Jonathan Nossiter accusa i ristoranti di praticare ricarichi monstre sul vino”

  1. 1
    Aledo scrive:

    nossiter non ha cercato bene dove bere vino e in più non legge scatti…poverino

  2. 2
    Cristiana Lauro scrive:

    Ma che discorso è? Io al Convivio e al San Lorenzo pago anche un bicchiere soffiato a bocca, un servizio di livello e personale competenti. Massimo Troiani fa parte della storia del vino a Roma. Ma di che parliamo? Di un talebano che beve solo vini che puzzano perchè in verità non sa bere.

  3. 3

    Tutta questa difesa dei naturali da parte di Nossiter mi fa venire alla mente certi prezzi da capogiro praticati in cantina in quel di Montefalco da uno dei fondatori del consorzio Viniveri… va beh, saranno solo mie fantasie… insomma se il mal di capo non viene per la solforosa ;-)

  4. 4

    ha risposto a Cristiana Lauro: lasciando da parte l’alta ristorazione e nomi specifici, che ne dici invece di 6€ per un calice in vetro stampato di Cincinnato Brut in un ristorante medio di borgata romana?

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