Bere alla Gdo. Il Gotto d’oro vince la sfida del carrello

Giorni fa abbiamo fatto una sessione di assaggi di vini scelti dagli scaffali dell’enoteca, con un solo parametro: il costo inferiore ai 7 € al pubblico. Il risultato è stato alquanto deludente, vini spesso non piacevoli e enologici, con alcune piacevoli eccezioni. I commenti, invece, sono stati interessanti, qualcuno ci ha accusato di aver scelto vini da grande distribuzione.

Ora noi non abbiamo niente contro la GDO. Anzi pensiamo che il futuro di buona parte della vendita del vino passerà da là, come è già avvenuto per design e moda. Però di cosa parliamo quando parliamo di vini da supermercato? Cosa beve l’80% dei consumatori?

Presto detto: sono andato in un supermercato, precisamente un Carrefur, noto per l’offerta di prodotti di qualità. Per chiarirci uno che sugli scaffali ha le acciughe del Cantabrico, mica pizza e fichi, e ho scelto bottiglie di prima fascia, da un’offerta ricca e articolata. 16 bottiglie per meno di 70€ complessivi. Si va da grandi classici come il Gotto d’oro a vini piú mirati come Belisario o Illuminati.

Come nostra abitudine li abbiamo assaggiati coperti e in commissione. Cominciando dai rossi:

La Fogliata Refosco del Peduncolo rosso Igt delle Venezie  (L11 316) Colore rosso brillante, naso lineare e fruttato, leggermente verdino. All’assaggio è lattico e tecnico, composto e lineare, con una discreta acidità. Il solo con il tappo stelvin si rivela come un vino discreto e enologicamente tirato. € 3.99. 1 scatto

Terenzi, Florilegio 2010, Toscana Igt. Colore rosso slavato, naso molto leggero e neutro, quasi impercettibile. In bocca è molto verde e scorbutico, tannini insostenibili e acidità fuori registro. Un rosso toscano che stupisce per spiacevolezza complessiva. € 4.50

Galassi Sangiovese di Romagna Igt senza annata. (L1284 2010). Colore rosso rubino chiaro. Naso composto, fruttato lineare. In bocca slavato, il frutto è tutto sommato preciso, anche se piccolino. La trama tannica nervosa ma composta. Un sangiovese riconoscibile e beverino, mica male a quel prezzo! € 3.69. 1 scatto

Villa Chiopris, Merlot 2010 Friuli Grave Doc. Colore rosso cupo, naso molto rustico al limite del difettato. In bocca è verde e tagliente, un disastro. Non sappiamo se sia un problema della bottiglia (non sembra) ma questo Merlot friulano è veramente al limite del bevibile € 4.90

Gotto d’Oro Rosso Lazio Igt. Non è stato possibile trovare il lotto sulla bottiglia. Colore rosso cupo, al naso il frutto è vivo e scalpitante. In bocca è nervoso e beverino, su note nervose di piccoli frutto, dialettico e leggero con una bella freschezza che ne sostiene la beva. Un grande classico dal prezzo piccolissimo, che convince malgrado tutto. € 1.99 2 scatti

S. Piersanti Rosso Conero 2010. Colore rosso brillante, al naso pretenzioso e lattico, il frutto è coperto. In bocca costruito ed enologico, con una discreta trama tannica ma non si lega mai. € 4.39

Illuminati Riparosso Montepulciano d’Abruzzo 2010. Colore rosso brillante, il naso è tecnico e poco riconoscibile, il frutto nitido. In bocca una bella materia fitta ma leggermente evoluta e con tannini scalpitanti. Un classico Montepulciano, campione di vendite nel mondo e che conferma la sua abituale qualità. € 5.89 1 scatto

Chiudiamo la degustazione perplessi. Certo vini banali, spesso massificati, ma senza alcun segno di piacevolezza. Tranne poche eccezioni. Di marchi che troviamo anche in enoteca (come Illuminati), una distanza siderale con i prodotti che siamo abituati ad approcciare. Colpisce che alla fine il più piacevole sia anche il più classico, quel Gotto d’oro che da decenni è sinonimo di grandi numeri. Qualcosa vorrà pur dire…

Speriamo andrà meglio con i bianchi. Per oggi è tutto.

[Foto: Gambero Rosso]

 



19 commenti su “Bere alla Gdo. Il Gotto d’oro vince la sfida del carrello

  1. Allora è proprio crisi nera! non oso immaginare BM alle prese con siffatti capolavori…
    e così facendo avete spaventato pure Vinogodi! ;-)

    • ha risposto a laspide: infatti BM non ha visto l’ora di perdersela…
      cmq la sorpresa di cui parlavo anche l’altra sera è stato Gotto d’Oro… Una sorpresa che qualcosa significa, soprattutto pensando ad una tipologia semplice. I vini più classici hanno un loro perché, mentre quelli moderni truccati da corsa sono spesso irritanti… ;)

    • Black Mamba quel giorno s’è data alla macchia. Per carità! Ho assaggiato una volta Gotto d’oro bianco per curiosità perchè lo vedevo nei carrelli frequentemente al supermercato…Un’esperienza indimenticabile purtroppo, e sì che successivamente mi sono sbronzata più volte con vini della madonna. Niente, il ricordo non se ne va. Aspide, una domanda: sai per caso se si può indurre la rimozione di un evento tremendo? Cosa dice la psicanalisi in merito? ;-)

  2. 70 euro per 16 bottiglie fanno circa 4.50 a bottiglia. Se la prova è valida, vuol dire che è meglio spendere 2 euro per un onestio vino dozzinale piuttosto che spendere il doppio per comprare del vino che ha formalmente qualche pretesa (DOC o nome “noto”) ma che è addirittura peggiore? Mi riesce difficile crederlo, ma prendo atto

  3. Io dico che a 4 euro un vino che finisce in scaffale, se si considera tutta la filiera, non può che essere una porcheria. Così come non mi fido di un olio extravergine a 5 euro il litro nè di un maglione di puro cachemire a 80 euro. La qualità ha un costo che è bene conoscere prima di acquistare.

  4. Ovvio che a questi prezzi è difficile trovare meraviglie! Ma allora perché parlarne? Per poterne dire male? Io credo che così come esistono belle sciarpe a meno di 70 euro (magari non di cachemire), ci sono vini a prezzi abbordabili di cui vale la pena parlare. E del resto qualche buona valutazione si trova anche in questo post. Decidetevi. o consigliate qualche buona bottiglia dall’ottimo rapporto prezzo qualità (che non vuol dire eccellenza) oppure vi tarate sui vini altissimi. Delle due l’una… :-))

  5. Articolo interessante e ricco di spunti.
    La mia opinione è che per cominciare a trovare qualcosa di interessante e che non ci deluda così facilmente bisogna stare nella fascia tra i 9 e 14 euro.

    Cordialmente
    Angelo

  6. Ammazza, siete riusciti a trovare due numeri di lotto su sette bottiglie! Sherlock H. era un nano al vostro cospetto … :-)
    Il Sangiovese di Romagna è notoriamente una doc (seppure assai tollerante, soprattutto in materia di data di immissione in commercio: a partire dal 1° dicembre dell’anno di raccolta delle uve!!! ). D’altronde il sigillo della Doc è visibile pure in fotografia.
    Praticamente in tutte le fasce di prezzo si possono trovare vini interessanti, anche se ovviamente la percentuale tende a decrescere al ridursi del prezzo, fino ad annullarsi a un valore troppo basso per coprire i costi vivi. Un fattore rilevante è la relativa costanza della qualità su bottiglie diverse della stessa annata (nonché su annate diverse dello stesso vino), fattore che ovviamente non avete potuto sottoporre a verifica in questa occasione, ma che talvolta lascia a desiderare sui vini più economici.

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