Foodblogger, scopri le 10 regole della cucina urbana e vivi felice

Sono una cuoca urbana.

Perché vivo in città, perché i ritmi sono quelli di una samba, ma amo cucinare cose buone.

Una famiglia, un lavoro e la buona cucina. Non posso e non voglio scegliere tra queste tre cose e quindi nel tempo mi sono organizzata, per non rinunciare a cucinare.

  1. Solo io. Niente buste, niente piatti pronti, niente dado.
  2. Solo prodotti di stagione. Mettete il golf d’inverno e il costume d’estate? Fate il cambio di armadi? Bene! Allora non ha senso mangiare ciliegie a Natale  e il cotechino ad agosto. E poi la natura è intelligente e ci offre l’anguria d’estate quando il caldo ci asciuga e le arance d’inverno quando il nostro fisico ha bisogno di vitamine. Oltretutto spendiamo meno…
  3. Cucina a kmø, non solo prodotti.  Se vale il kmø per i prodotti, vale anche per noi che cuciniamo. Quindi la spesa base deve essere comoda e i prodotti speciali li compriamo quando sono lungo la strada.
  4. I nostri fornitori sono i nostri alleati: siamo gentili con loro e loro ci coccoleranno con il meglio dei loro prodotti.
  5. Io  surgelo perché io valgo: io compro io congelo, io cucino io congelo…
  6. Io cucino doppio perché il mio tempo vale: quando la ricetta lo consente cucino doppie porzioni, una per ora e una per quando non ho tempo…
  7. L’attrezzatura giusta aiuta a fare meglio e qualche volta più velocemente: investite su coltelli, robot, affettatrice, minipimer, frusta elettrica e pentola a pressione e la vostra cucina ne guadagnerà
  8. Scrivo il menù della settimana, così penso alla spesa, ai tempi, e agli avanzi, insomma mi organizzo…
  9. Cucinare non vuol dire essere incatenati ai fornelli: scelgo le ricette giuste e nei tempi morti faccio altro
  10. La mia dispensa è intelligente: ho uno di tutto ma soprattutto ho uno degli ingredienti  last minute. Qualche esempio: la bottarga sotto vuoto, i pomodorini secchi, la ricotta salata, le uova. (Guardate al punto 3)

Qualcosa da aggiungere?

[Immagini: Maria Greco Naccarato]



14 commenti su “Foodblogger, scopri le 10 regole della cucina urbana e vivi felice

  1. Qualcosa da aggiungere? asolutamente si! Complimenti, sono invidiosissima anche se quello che dici e’ fattibile e quindi ci si puo’ provare. Per me il soccorso in tavola, la mia sos cuoca, e’ pero’la mamma… che supplisce con il suo tempo alla mancanza del mio. Altro aiuto di cui non potrei fare a meno: i libri di cucina. Si sostituiscono alla lunga consuetudine in cucina, quella che non posso permettermi anche per mancanza di tempo. Una scorciatoia, insomma.

    • Ciao Alessandra, adoro le mamme…che entrano in casa al momento giusto, quando siamo proprio al pelo. Libri di cucina? sì quelli veri….ma ne parleremo in una prossima puntata!
      provaci… e grazie!

  2. Io ho imparato a trovare le cose buone anche al supermercato che, in termini di km 0 e se eviti i prodotti che vengono dall’altro capo del mondo, puo’ essere piu’ efficace che andare a destra e a manca per reperire le uova li’, la carne di la’ e il pane ancora in un altro posto. E poi cé” il negozietto vicino al lavoro dove mi rifornisco di salumi e formaggi. Due passi a piedi e via. Comunque dipende, non c’é’ una ricetta uguale per tutti (e). Surgelare e conservare pero’ e’la svolta, hai perfettamente ragione! Nel mio caso una risorsa poco sfruttata. La butto la’, che prepari di buono per stasera?

  3. Oggi crema di ceci (li ho messi a mollo ieri sera mentre guardavo la tv) cotti in pentola a pressione, poi li passi un attimo in padella con aglio, un goccio d’acqua e li frulli. Sopra dei calamaretti affettati sottili e cotti in padella con pomodorini e uno spicchio d’aglio.
    Prima una tartare di tonno (ci vuole davvero un attimo con un coltello giusto!) che questa volta condisco con qualche dadino di mango avanzato, sale, pepe, un filo d’olio.
    Una cena di proteine … quasi dietetica, ma buona…

  4. brava maria, ma faccio l’avvocato del diavolo: il mango a km zero? uhmmmmmm…… ma certo, un po’ di colore e di fantasia non possono mancare…non siamo rigidi….salutoni e grazie per il decalogo che condivido appieno.

    • Touchè! Ma non sono una fanatica del km 0…se poi pensi tutto il buon pesce che arriva a Milano..
      Dico solo che non posso impazzire per trovare l’ingrediente, diciamo che è l’ingrediente che trova me. La mia bancarella del mercato ha dei mango buonissimi.
      Perchè poi ci sono i supporter delle piccole economie e allora ti dicono di aiutare le produzioni locali, le piccole microeconomie…

  5. Condivido quasi tutto, tranne il Km0 della spesa comoda.
    Se lavori e vuoi acquistare al mercato rionale, devi andarci spesso in macchina la mattina e portarti la spesa in ufficio perchè -almeno a Roma- non tutti ce l’abbiamo così vicino da poter tornare a casa per posarla. Tralasciando i problemi di parcheggio.
    E inoltre: o in ufficio hai un frigo, oppure ti scordi l’acquisto di prodotti deperibili tipo carne e pesce.
    Fosse per me comprerei quasi tutto solo là, ma purtroppo… :-(

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