Schede del vino. Silex 2008 Dagueneau. Millesimo infausto o decadenza?

Ricordo ancora l’emozione dei miei incontri con questo vino meraviglioso. Sul finire dei novanta e mai avrei immaginato un vino bianco che facesse tutto il suo percorso in nervosismo e mineralità. Dichiaratamente diverso già dalla bottiglia ambiziosa e pesante, segnata da questa roccia ritagliata al posto dell’etichetta. Quando lo guardavi capivi subito che si trattava di qualcosa di diverso.

Quando poi entrava nel bicchiere, che differenza! Naso acuminato di silicio e fresco d’ agrume, il corpo potente, però gestito in agilità, con una nota acida verticale, che profumava di freddo e terreni difficili. Per qualche anno fu il compagno di tante serate a tuttopesce, seduto ai freschi tavoli di Pierino ad Anzio. Dell’artefice poi, si mitizzava tutto, un simpatico guascone, dai capelli ricci e lunghi, perennemente con la tuta da lavoro addosso e con le mani sporche, ma capace di discettare di filosofia e musica rock, quanto di curve di maturazione e tecniche agronomiche. Seguiva gli insegnamenti della biodinamica ma a modo suo, senza integralismi, cercava di allevare la vite a piede franco, incurante della filossera, dichiarava allegramente che senza i solfiti non si vinificava almeno a Poully, e lo dichiarava dopo averci provato per anni. Insomma un dissidente, che produceva vini meravigliosi.

L’altra sera in terrazzo, per sfidare il caldo infernale di questa inizio estate infuocata, con tre amici abbiamo aperto una bottiglia di Silex 2008.  Il 2008 è un’annata importante per questo sauvignon. Nel settembre di quell’anno, alle porte della vendemmia, Dieder Dagueneau moriva in un incidente di volo, all’improvviso, così come era vissuto. Quindi un vino a cavallo tra il prima e il dopo, sospeso e simbolico.

Il vino già a naso sembrava diverso dal ricordo, le solite note di pompelmo e arancia amara, tipiche del sauvignon blanc vinificato in riduzione, ma anche un tono tostato di legno che non ricordavo mai così evidente. Mancava, in questa fase, quasi completamente la parte minerale, che invece caratterizza questo vino  già dal nome. I soliti aromi di silicio e pietra focaia, scomparivano davanti a sentori di frutta bianca maturi.

Ma era in bocca che il vino faceva veramente sobbalzare. Morbido e pesante, quasi privo di quella dinamica che lo caratterizza storicamente. La materia straordinariamente importante ed estratta, non veniva adeguatamente sorretta dall’acidità. Alla fine il vino in bocca si impastoiava tra legno, struttura e dolcezza glicerica.

Risultato, la bottiglia è rimasta li a scaldarsi, dopo il primo giro nessuno ci è tornato, preferendogli vini più semplici e rinfrescanti. Io ho provato a tornare nel bicchiere, ma alla fine ho desistito.

Mi resta la domanda se sia un caso, di un millesimo infausto o solo l’inizio. Bisognerà che mi rimedi un 2009 e 2010, anche se a questi prezzi il rischio è alto e la voglia poca…

Didier Dagueneau – Pouilly Fumè Silex 2008

Provenienza: Francia-Bourgogne

€ 120

 



12 commenti su “Schede del vino. Silex 2008 Dagueneau. Millesimo infausto o decadenza?

  1. Silex giovane è sempre stato bello legnoso, è un vino che andrebbe sempre tenuto lì dieci anni, le annate dei ’90 oggi sono veramente una goduria come testimoniato da recente verticale. Poi la 2008 è un’annata atipica per il Silex, molto spostata sulla frutta esotica, lascia e mi lascia un po’ così. Last but not least, tieni a mente che noi parliamo sempre di Valentini, ma la variabilità tra bottiglia e bottiglia dei vini di Dagueneau è cosa nota ed evidente.

    • vero, per questo ho parecchi dubbi… Però quella bottiglia non era solo legnosa, ma soltanto legnosa… per il resto aveva poco, anche la frutta esotico era schiacciata da questa dolcezza che impastoiava tutto… Ne avevo bevuta un’altra appena uscito che mi aveva dato la stessa impressione, ma l’avevo bollata come infanticidio….
      La variabilità della bottiglia potrebbe essere un motivo, ma a quei prezzi…

  2. Il Silex 2008 non è piaciuto neanche a me, per niente. Tra l’altro la vendemmia è stata fatta dopo una settimana dal funerale e in molti hanno criticato la scenta di imbottgliare i vini. Vedremo coi prossimi millesimi…

  3. Il 2008 è semplicemente da dimenticare. Mi meraviglia che gli mettiate 1 scatto almeno in confronto alle annate migliori, 2006 per stare lì vicino. Anche se ad esempio il 2003 ha segnato un’altra interruzione che mi ricordi. Non ho blocchetti di appunti, ma potrei citare un ’98 e un magnifico 89.

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