Foodblogger, strappati le vesti: non sei tra i 50 top Fornelli in rete

Un po’ di commenti risentiti sulla piattaforma di web marketing Comunikafood gestita da Daniele Vinci hanno ri-aperto la finestra sul “chi accredita chi”.

Chiara Brandi ha presentato il libro di Francesca Martinengo, Fornelli in rete, edito da Malvarosa in cui l’autrice ha scritto di 50 foodblog.

Criterio di selezione, una campionatura, si suppone, poiché 50 foodblogger potranno essere esemplificativi ma non esaustivi di un mondo molto vasto con circa 1500 indirizzi. La lista dello Spazio di Staximo ferma al 2011 è molto lunga, ad esempio, mentre ebuzzing include nella Top Blog Gastronomia 200 indirizzi.

In chiusura della presentazione, una frase ha sollevato il vespaio.

Il libro di Francesca Martinengo, giornalista con una lunga esperienza nel settore food, è istantanea su i 50 food-blogger italiani più significativi. Una guida per non perdersi nella rete ed orientarsi al meglio tra questi diari di bordo che contribuiscono a diffondere nella rete la cultura della nostra cucina, le tradizioni e la storia culinaria italiana e non solo.

E fin qui il “più significativi” un po’ le poteva far girare. Ma la frase che ha scatenato lo sconcerto è ben più forte.

Tutto il resto, è solo spazzatura che se ne andrà via con la prossima marea, così com’è arrivata.

Apriti cielo, sembra di leggere che oltre ai 50 fortunatissimi c’è il vuoto assoluto. La risposta non si fa attendere da molti gestori di foodblog e Daniele Vinci deve entrare in mood crisis management mettendo e chiedendo una pezza. Che arriva in forma di update dall’autrice del post:

UPDATE del 26/07, ore 15:00: desidero chiarire che la frase finale del post non si riferisce affatto a tutti quei blog, numerosissimi e in continuo aumento, che non sono recensiti nel libro in questione. Si riferisce altresì al concetto espresso qualche paragrafo sopra ed agli altrettanti numerosi siti che nascono scopiazzando ricette e foto, che si definiscono foodblog ma che con questi non hanno niente a che vedere.

La specifica è a un passaggio forse un po’ generalizzante

Insomma, il panorama è davvero ampio e variegato ed è veramente difficile perdersi nel web. Come in tutti i fenomeni che vivono una rapida e incontrollata ascesa, nella “rete” finisce un po’ di tutto: accanto a chi può vantare delle effettive competenze, sia nella lingua scritta che nella capacità grafica e fotografica, oltre che in una buona dose di fantasia e conoscenza culinaria, troviamo una marea di “dilettanti allo sbaraglio” che si improvvisano scrittori in cinque minuti, che usano ricette copiate a giro nella rete, corredandole da fotografie inguardabili, oppure prese in prestito dai numerosi database on-line. Complice la facilità di creare una comunità virtuale comprando contatti anche con budget ridottissimi, riescono poi a spacciarsi per esperti del settore con migliaia di follower al seguito.

La classica pezza peggiore del buco almeno per i dilettanti allo sbaraglio, cioè per quelli che hanno iniziato a dare voce alla propria passione non mercificabile con post sudati in notturna mentre il resto del mondo dorme e passati dalla macchinetta a pile alla reflex e ai soft box. Un universo più grande dei fortunati 50 recensiti.

Tant’è che, per esempio, Rebecca si incavola e Malvarosa chiede il link al comunicato stampa con Carlo Vischi e Francesca Martinengo che si dissociano da quanto accaduto e Daniele Vinci che sembra il capo dei pompieri nel tentativo di spegnere il fuoco.

Il dubbio, però, al di là delle critiche e delle prese di posizione degli esclusi e del possibile inciampo che tutti possiamo commettere, resta un altro: per contare qualcosa sul web hai bisogno della carta, del libro proprio o della citazione in un libro altrui? Altrimenti sarai meno credibile anche se sei talebano/a nel proporre ingredienti e nel verificare che i passaggi della ricetta siano proprio quelli giusti?



10 commenti su “Foodblogger, strappati le vesti: non sei tra i 50 top Fornelli in rete

  1. Al di là dell’inciampo clamoroso, grossolano e offensivo, a mio parere il pubblico dei lettori sul web continua premiare i foodblog in cui la genuinità è l’unica regola. Il Marketing potrà certamente far vendere qualche prodotto in più, ma non potrà creare dal nulla fenomeni mediatici che resistano nel tempo. In cucina non serve la laurea alla Bocconi, bisogna molto più semplicemente saper cucinare, ma anche aver voglia di imparare. La presunzione, l’autoreferenzialità, l’aria fritta insomma, non riempie lo stomaco! :D
    Le mie riflessioni sullo stesso argomento sono qui. :)
    http://ammodomiouguale.blogspot.it/2012/08/aria-fritta.html

  2. Uhm, in verità ero forse tra le pochissime a non essersi incavolata affatto. Come spiegavo, la certezza di quel che si è, di quel che si fa, passa per ben altri canali e ben altre autorevolezze.

  3. Banalità estive e marketing spicciolo da quattro soldi. E la pezza è peggio del resto. Lasciar correre, non serve fare pubblicità. [piccola parentesi polemica mentre me ne sto beatamente in vacanza! :D ]

  4. E come ho twittato stamattina a Vincenzo, sono cosi’ disperata che sono gia’ in costume (per esserci stracciata le vesti, of course) . Come sempre Ornella ha ragione, ma che lo dico a’ ffa’? :D

    • AnnaMaria, ma sai qual è il risvolto davvero allucinante di tutto ciò? Alla fine chi ne fa le spese sono le povere blogger cascate nella rete a cui va tutta la mia stima e la mia solidarietà. E non mi riferisco solo al caso specifico, ovviamente….
      Buone vacanze e baci!

  5. Non è il libro che fa il blogger ma è la sua qualità la sua capacità il suo modo di comunicare e le sue capacità culinarie se queste sono contornate anche da belle immagini allora ben venga e sia chiaro io in quel libro ci sono e non mi sento affatto manipolata anzi per me quel libro è stato solo una vetrina come tante altre e tutte le polemiche nate dopo per le frasi Della Brandi sono polemiche a se da cui mi tiro fuori!!!La Martinengo ha fatto solo una selezione e di sicuro non ha obbligato nessuno a partecipare…io sono felice di esserci perchè stimo diverse blogger presenti la casa editrice e la Martinengo stessa ma se non ci fossi stata sarebbe stato lo stesso di sicuro non mi cambia la vita essere li…magari un libro tutto mio sarebbe diverso..poter mettere nero su bianco 4 anni di blog in un concentrato tutto mio sarebbe la massima soddisfazione :-)
    Baci,
    Imma

  6. ciao, incappo in questo blog e in questa discussione durante delle ricerche per un lavoro a cui mi sto dedicando.
    è una gaffe terribile quella che si è lasciata sfuggire la scrittice. se è vero quanto dice Imma, che forse non si sente toccata perchè inclusa nella selezione, è altrettanto vero sentirsi prese in causa qualora non si fosse nella top 50 (e non parlo di me, che mi sono decisa ad aprire un blog forse troppo tardi… e che ad agosto avevo solo 5 mesi di vita…). bisogna stare attenti a quello che si dice: l’empatia è tutto. E la carta conta ancora tanto: lo dico io, che anche se ho un blog, sono una fedele dei libri scritti che posso sfogliare, leggere, guardare e… toccare. Un bacino, Sere

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