Miracolo a Milano. Al Refettorio Simplicitas mangi bene a prezzo equo

“Cara FrancescA, ti dedico questo mio post in segno di apprezzamento per gli apprezzamenti con cui hai voluto apprezzare il mio post di settimana scorsa. Il mio numero di cellular…”

TOTÒ!!

(Per i lettori casuali: il “Miracolo a Milano” della settimana scorsa è stato particolarmente apprezzato da Francesca, il che ha causato in Totò una serie di scompensi psicosocioattitudinali, deliri di onnipotenza, travasi di autostima e una parvenza di innamoramento: ecco spiegato l’incipit…)

“Cari e affezionati lettori della mia apprezzata e famosa rubrica di impressioni gastronomiche, questa settimana vi racconterò della mia visita…”

Come “mia visita”? Sei andato un’altra volta fuori da solo senzumpfff!!

“Scusate ma ho dovuto imbavagliare Emanuele per potervi illuminare sull’esperienza quasi mistica di cui sono stato protagonista. Esperienza mistica in senso proprio, direi: sono stato a cena al Refettorio Simplicitas, un nuovo ristorante aperto da un sei mesi tra Brera e la Scala. Già il nome è un programma: l’idea del ‘refettorio’ monacale infatti si rispecchia nell’arredamento, dai tavoli e sedie di legno chiaro alle candele sui tavoli e alle pareti, alle luci soffuse, ai toni sommessi dell’ambiente. Beh, sommessi almeno finché non è arrivata una piccola comitiva rumorosa… ma niente di insopportabile. ‘Ambiente monacale’ in senso lato: niente di punitivo e penitenziale, ma semplicità, modernità, familiarità conviviale. Siamo all’interno di un palazzo ottocentesco, risistemato dall’architetto Piero Castellini; l’entrata è minimale, un’apertura laterale della facciata (ancora priva di insegna, sostituita da un biglietto da visita…), le finestre si affacciano sul giardino interno compreso fra i palazzi di via Brera-via dell’Orso.

“Simplicitas, abbiamo detto: nell’ambiente anzitutto, ma che passa poi nel menu, e – nella sua variante ‘moderatio’ – nei prezzi abbastanza accessibili (specie nel menu a prezzo fisso: 12€ il primo, 15€ il secondo, completo a 18€), e nel modo di cucinare, nelle scelte dei prodotti e così via. Il mangiare bene, a prezzo equo, e in ambiente amichevole, con attenzione ai prodotti, è ormai la tendenza che domina la ristorazione milanese (non per nulla anche la nuova creatura di Andrea Berton, Pisacco, ha come slogan fresh, affordable, sustainable) e non solo. Il giovane (è nato nel 1984) chef Giovanni Ruggieri (esperienze ad Alba nella cucina di Enrico Crippa) propone una cucina moderna, contemporanea, che parte dalla tradizione contadina, come si vede anche dalla scelta dei prodotti (e sul sito è consultabile una ‘carta’ dei prodotti e produttori). Il menu prevede i piatti del giorno (sul sito si può leggere il menu completo, e quello dei piatti del giorno per tutta la settimana) e un menu alla carta, tutti accompagnati dal ‘companatico’: acqua microfiltrata (a volontà), antipastini di benvenuto, pane, dolce, caffè. C’è anche un menu ‘milanese’, con proposte che vanno dal risotto giallo con ossobuco in gremolata (che tornerò presto ad assaggiare) alle sarde con la polenta (le sarde fanno parte della cultura gastronomica lombarda: arrivavano con le barche che risalivano i Navigli, erano un cibo ‘povero’)…

“Allora: benvenuto con hummus, finocchi tagliati sottilissimi, spinaci al limone, buonifreschisaporitidelicati, e una giardiniera con miele di montagna che fa parte probabilmente delle sette meraviglie del palato; cavatelli e crema di zucchine dal menu del giorno (fatti in casa, buoni, cotti giusti, la crema molto calda ha mantenuto il calore fino alla fine del piatto), 12€; ma poi ho deviato verso il menu alla carta, gettandomi subito (dopo aver meditato sulla faraona con crema di sedano rapa, porcini e spinaci, 22€) sul cosciotto d’oca al miele con coste e ravanelli, dal menu milanese, perfetto da tutti i punti di vista (raccomanderei allo chef Ruggieri l’utilizzo di oche africane, del peso di una dozzina di kg, o di Embden o di Skanegas, che oltrepassano i 15 kg… con cosce in proporzione…), 16€; discreto il dolce, una fetta di torta con salsa al cioccolato, 5€ (ecco, sui dolci forse si può lavorare un poco: i due o tre dolci del giorno proposti non mi hanno fatto risuonare nessun campanellino goloso…). Un bicchiere di Negroamaro, 5€. Conto: 38€.

“Difetti: se uno legge prima il menu della settimana, non ha la sorpresa di scoprire cosa c’è di buono una volta arrivato in loco; il personale continua a ringraziarti, e anch’io sono uno che ringrazia quando qualcuno gli porta qualcosa, per cui sembrava una rappresentazione teatrale del Galateo di Della Casa; la colonna sonora – sonate per pianoforte –, non avendo nessuno con cui parlare, era leggermente pesante (vorrà dire che mi porterò dietro Emanuele, la prossima volta… – ‘Sgrazmpfie!!’); e poi… dunque… Nient’altro: diciamo che – sarà l’atmosfera conventuale, o la rilassatezza generale, o mi sto rammollendo (o era proprio buono…) – qui ci manca proprio poco per soddisfare la mia ricerca di un ‘miracolo a Milano’…”

Vieni un po’ qui, Totò…

“Ma come… ti sei liberato…? Aspetta – ragioniamo – ma quella non è la mannaietta inox con manico atossico da 24cm 1500gr K1424 di Medagliani che… ehm… aspetta… aiuuuto!!”

Refettorio Simplicitas. Via Dell’Orso 2. Milano. Tel. +39 02.89.09.66.64

[Link: atcasa. Immagini: Matteo Girola/Refettorio Simplicitas]



9 commenti su “Miracolo a Milano. Al Refettorio Simplicitas mangi bene a prezzo equo

  1. Toto’, non capisco perche’ consenti a Bonati di impedirti di dare il tuo cellulare a chi ti pare… E pure di riscriverti i pezzi (o sbaglio?). Comunque grazie per la dedica, l’ho trovata davvero galante e mi candido a musa ufficiale del miracolo (ma solo se e’ a firma tua e senza manipolazioni e censure !!) :-)

        • Cara Francesca,
          questa risposta è a quattro mani. Anzi, le mani sono di Emanuele – nonostante le apparenze, io Totò non sono molto informatizzato, l’uso di iPhone e macchine fotografiche mi è poco familiare, così come tutto il cotê elettronico del mondo moderno. Io Totò sono un tipo antico all’antica, per certi versi (anche se per altri forse più moderno di Emanuele).
          La nostra “esplorazione gastronomica” (sono Emanuele) è nata da una profonda amicizia, che ci permette di battibeccare a oltranza e di “giocare” su questo aspetto; noi non siamo critici, né degustatori, né esperti in alcunché – semplicemente, due amici che girano, mangiano, e raccontano. E scrivono – qui, a volte anche su http://www.blogvs.it – a due teste e due mani (le mie), divertendosi.
          E troviamo molto simpatiche le tue missive, e siamo soprattutto contenti che tu apprezzi il nostro “gioco”…
          Totò ed Emanuele

    • In realtà, la tendenza qui a Milano è iniziata già da qualche tempo (non sono in grado di dare un riferimento temporale preciso: vogliamo partire dal menu di mezzogiorno di Oldani? o dallo stesso menu a prezzo fisso della sera, a 32€?) – e non può essere altrimenti, si tratta di una tendenza dettata dalla “crisi” che ci attanaglia… contro i ristoranti vuoti, cos’altro puoi fare? (oddio, una risposta ce l’avrei… Eat2.com…)

  2. Dato che sono una visitatrice casuale e non capisco se Emanuele e Totò siano la stessa persona scrivo pertanto ad entrambi o all’unica entità che essi rappresentano, seguendo l’onda mistica che sottende all’ esperienza al Refettorio Simplicitas.
    Voglio sperare che l’aggettivo mistico tu lo associ solo al nome ed allo stile perché di mistico c’è ben poco.
    Di avido e commerciale parecchio.
    Riguardo al tuo titolo..”Mangiare bene a poco” ti chiedo se è poco spendere in data odierna ore 13:30 euri 37,00 per un piattino di verdura bollita ed un piattino di tagliatelle al ragù di salsiccia, avendo poi scoperto che acqua (del rubinetto – vero molto scenografico il grande lavello di pietra in sala – ma pur sempre di acqua del rubinetto si è trattato) e caffè sono inclusi nel coperto.
    Ennesima operazione di grande marketing. Presa per i fondelli poco mistica e molto palese.
    Citi Crippa, ecco quella è un’esperienza sublimante (mi conceda la licenza poetica).
    Cordialità, Mirella

  3. Cara Mirella,
    rispondiamo subito a due dita (le mie sulla tastiera) e una voce (la nostra). “Mistico” è ovviamente riferito all’aura paramonastica eccetera; ma anche la “nostra” esperienza gastronomica è stata molto positiva (anche se, in questo caso, non “mistica”, certo: il tono del nostro resoconto sarebbe stato ben diverso). Ci lasciamo andare a ‘giochi’ con le parole…
    Il nostro “poco” si riferiva ai prezzi che abbiamo indicato nell’articolo: a mezzogiorno, un primo 12€, un secondo 15€, primo più secondo 18€ (ho appena controllato sul sito, è ancora tale). Che mi sembrano equi, tutto sommato, anche se non certo da pausa pranzo quotidiana (la mia perlomeno ma io mangio in mensa e spendo 1.20€ circa…). Ci sono locali più economici, altri meno – sono stato con le mie colleghe a pranzo l’altro giorno in un piccolo ristorante qui vicino: chi ha preso il primo, chi il secondo, acqua, caffè, abbiamo speso 12€ a testa – meno. Ma era meno buono.
    Dopo di che, abbiamo descritto e precisato quanto mangiato e speso, di sera, al Refettorio: la stessa cifra che hai speso tu, all’incirca, anzi un euro più di te – antipastino di benvenuto, primo, secondo, dolce, vino, acqua caffè… Porzioni normali, da ristorante (non i piatti debordanti da trattoria di una volta… che forse non esistono più), sapori molto buoni, qualità idem… forse siamo più bravi a scegliere dal menu – scherzi a parte, non sapremmo cosa risponderti d’altro. Abbiamo raccontato la nostra esperienza.
    37 / 38€ sono tanti, pochi? Non lo sappiamo; ci sono sembrati giusti, perché quello che abbiamo mangiato, e il posto, ci sono piaciuti.
    I menu di Crippa (citato in quanto ‘maestro’ dello chef) vanno da 140 (6 portate) a 180€ (9 portate): sono tanti, pochi? Sono sicuramente tanti (per noi): ma quando ci andremo, e ci andremo (Totò mi ha già minacciato più volte…), se come è probabile ci piaceranno i suoi piatti saremo contenti anche di avere speso tanto – se non ci piaceranno, saremo insoddisfatti, ovvio, e pochissimo contenti…
    Non è una gran risposta, vero?
    Grazie comunque per averci letto –

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