Stella Michelin 2013. Gioire con Pipero al Rex e non di solo carbonara

“D’altronde ha preso anche la stella Michelin 2013 a Roma”. Premiazione alla Città del Gusto (Premio Birra Moretti Grand Cru) e la domanda che mi rivolge Paolo Marchi per i 10 chef finalisti che hanno preso parte all’intensa giornata (di cui leggete qui con Christian Milone della Trattoria Zapaptori che ha vinto il premio di 10 mila euro) è stata una sola: Carbonara? Non c’è alternativa, Pipero al Rex con la sua strapaparazzatissima carbonara all’etto, 10 € per 50 grammi con un un massimo di 250 grammi opzionabili che ha rischiato di mettere in ombra tutto il menu. “D’altronde ha anche preso la stella Michelin”, appunto. Non so se sia per questo o per il video in stile Buster Keaton che ha rilanciato il dilemma meglio tradizionale o creativa, ma sta di fatto che Alessandro Pipero, sommelier, maître, istrione e il mai troppo citato Luciano Monosilio che smazza le carte ai fornelli dovrebbero avercela fatta.

Ora, mentre state a riguardarvi il divertente filmato con la coppia che scoppia di carbonara, eccovi a seguire il testo di Marco Dall’Asta, uno dei 4 vincitori del contest fotografico indetto da Scatti di Gusto per la Rome Restaurant Week – in sigla RRW – che ha avuto il culo la fortuna di essere uno degli ultimi scriventi ante Star (a meno che non corriate tutti stasera al Pipero per chiarire la differenza che c’è tra a.S. e d.S.) e le foto di Daniele Amato (ultimo fotografo di Pipero a.S.).

Fuori aria umida, intrisa di pioggia. Dentro un ambiente intimo, direi classico, ravvivato  con qualche tocco creativo e sprazzi di colore. Accoglienza professionale, atmosfera rilassata, non pedante che mette subito a suo agio la mia bella accompagnatrice, alla sua prima volta in un ristorante gourmet di siffatto livello. Prima del menu previsto per la RRW, in rapida successione dalla cucina dello chef Luciano Monosilio arrivano sulla tavola tre piccoli, piacevoli, divertenti – buoni – assaggi/amose bouche, Lardo di patanegra e balsamico, Waffle con patè di fegatini e gelatina di moscato e Marshmallow di latte e formaggio (questi ultimi due, evviva, da mangiare rigorosamente con le mani) che rallegrano il cuore e allietano il palato. Il tutto accompagnato dai fragranti grissini fatti in casa e dalle tre tipologie di pane bianco, al limone e alle cinque farine).  

Poi ecco il goloso (per me!) crudo d’oca avvolto in pane croccante con salsa di senape e cubetti di mela verde marinata, abbinato dal nostro ospite con un bicchiere di Moscato di Terracina Capitolium, seguito dagli scoppiettanti e perfettamente al dente Spaghetti mantecati di mare con uova di pesce volante (qui si beve un bianco pugliese barricato). Si passa al lato dolce della serata, per la gioia della mia mora commensale.

Pre dessert – Sfoglia di riso con crema di gianduia (con effetto frizzi-frazzi in bocca per la lavorazione con anidride carbonica, se non ricordo male) – dessert – ananas, cocco e meringa al rum – e petite patisserie a cui il nostro ospite abbina spavaldo un amaro dalle amalianti note floreali e dal finale quasi zuccherino. Usciamo con un sorriso che ci accompagna fino all’abbraccio finale con Morfeo. Grazie a Pipero e al suo perfetto staff (di cucina e di sala) e a Scatti di Gusto per l’incantevole esperienza. (Marco Dall’Asta)

Dopo tutto questo menu (tra l’altro, breve proprio per lo spirito della RRW) potete ancora pensare che una stella Michelin si possa guadagnare con uno scontato piatto di carbonara?

[Credit: dissapore. Immagini: Daniele Amato]



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