Mozzarella di bufala. Guida ai 10 migliori caseifici salernitani

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Le strade delle vacanze per molti saranno punteggiate dagli acquisti di mozzarella di bufala. E dalle solite discussioni: migliore quella salernitana o quella casertana?

Le classifiche abbondano, ma ci siete voi, inesausti lettori che anche nel pieno del caldo africano riuscite a mettere in fila i migliori grazie a preferenze personali che spaziano dal sapore alla consistenza per finire alla comodità di ingresso del caseificio e alla simpatia degli operatori al banco.

Senza dimenticare che c’è la notorietà a guidarvi. Il bollino di qualità del popolo della rete. Che non sempre coincide con quello del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop, massimo depositario della verità bufalina secondo lo slogan: “O è così, o non è”. Sottinteso, la mozzarella che solo i consorziati sanno fare.

Poi guardi qualche classifica, manifestamente limitata perché  appunto ci sono solo consorziati o sono redatte in occasione di eventi, e più ti chiedi se veramente la migliore mozzarella è quella prodotta dal consorzio [che si appresta a cambiare il disciplinare per utilizzare il latte congelato anche nella mozzarella “fresca”].

Le nostre classifiche e i malumori per l’idea di far approdare cagliata congelata nel disciplinare dicono di no. È non serve il reportage (fazioso?) di Servizio Pubblico a ricordarlo. Basta l’intervista rilasciata dal Presidente del Consorzio di tutela, Domenico Raimondo, durante la festa delle Bontà di Bufala per accorgersi che gli ortodossi premono sempre di più. Il de profundis del congelato è suonato, mentre la temuta norma del doppio stabilimento che aveva fatto gridare alla morte del consorzio diventa addirittura arma strategica per garantire mozzarella con latte di sola area Dop. Dietrofront o passo indietro lo decideranno, al solito, i consumatori.

Noi intanto vi diciamo che se siete all’estero e vi viene voglia di mozzarella di bufala, tra uno sconosciuto caseificio in odore di italian sounding e una confezione a marchio Dop non avrete dubbi: meglio il consorzio.

Ma se state in vacanza dalle parti di Paestum e potete andare a comprare al banco, avete da sciogliere il dubbio: O Dop, o non Dop.

Vi aiutiamo noi partendo dai due campioni che si sfidano da 20 anni: Vannulo (non Dop) e Rivabianca (Dop) che guidano le due classifiche così composte.

Dop

Rivabianca

  1. Rivabianca. L’istituzionale che non delude mai (Via Strada Statale 18, 84063 Paestum (Salerno). Tel. +39 0828.724030)
  2. Azienda Agricola Barlotti. La mozzarella di bufala in costante pressing (Via Torre di Paestum 1, Capaccio Paestum (Salerno). Tel. +39 0828.811146)
  3. Taverna Penta. Per chi non ha come meta il Cilento (Via A. Conforti, 1 – 84098 Pontecagnano (Salerno. Tel. +39 089 383268)
  4. Roberta. L’alternativa a Battipaglia e dintorni (Via Faraldo, 20/22. 84084 Fisciano (Salerno). Tel. +39 089 826224)
  5. La Tramontina. Il caseificio più vicino alla Costiera Amalfitana (Via XXV Luglio, 297. Cava de’ Tirreni (Salerno). Tel. +39 089.444544)

Non Dop

Vannulo

  1. Vannulo. La mozzarella fatta persona (Via G. Galilei. Contrada Vannulo. 84047 Capaccio Scalo (Salerno). Tel. +39 0828.727894)
  2. Torricelle. L’outsider che regala grandi sorprese (Via Torricelle, 1- 84063 Capaccio – Paestum (Salerno). Tel.+39 0828.811318)
  3. Il Granato. Oltre alla mozzarella, gelato e yogurt (SS. 18 km. 96+500 Loc. Spinazzo 84047 Capaccio-Paestum (Salerno). Tel. +39 0828.722712)
  4. La Masseria. Facilissima da raggiungere all’uscita del casello autostradale di Eboli (Via San Vito Martire – Tel. +39 333 2637750)
  5. Masseria Lupata. I templi come scenografia (Via Porta Marina 29. Paestum-Capaccio (Salerno). Tel. +39 0828.722002)

È mentre voi decidete se puntare su Dop o non Dop, sarà il caso di ascoltare cosa ha detto Antonio Palmieri di Vannulo a Jonathan Nossiter che sull’Internazionale paragona i produttori non Dop ai vignaioli non Doc.

In un momento in cui i migliori vignaioli stanno uscendo dal doc – dall’ex Chianti esemplare di Pacina alla stella campana di Cantina Giardino – sono curioso di sapere come Palmieri vede il suo dop: “Non ne faccio parte. Sono fuori dal dop, che è una garanzia per i consumatori. Ma qui la garanzia sono io. Sono chilometro zero da prima che esistesse il concetto. Dal 1988, non ho mai venduto a un negozio o un ristorante. Solo a chi si presenta al caseificio”. Poi aggiunge con un leggero sorriso ironico: “Ho rifiutato tutti i ristoranti tre stelle. E perfino il Vaticano!”. 



18 commenti su “Mozzarella di bufala. Guida ai 10 migliori caseifici salernitani

  1. Vannulo è il punto di riferimento di consumatori e caseifici. Piaccia o no anche il presidente del consorzio ha dovuto fare i conti con lui per accreditare le scelte del consorzio. È il numero 1, fatevene una ragione

    • secondo te è il numero uno… io ti dico invece che senza i grossi appoggi politici che ha sempre avuto non avrebbe di certo fatto l’imprenditore filosofo… Il parmigiano di qualità lo devi andare a comprare dove lo producono? Siamo nel 2014 in un mercato globale non nel Cilento del dopoguerra!
      chiediti un po’ come si è riuscita a sostenere una struttura del genere (Vannullo) con le poche bufale che ha e con la produzione contenuta che fa…

  2. le ultime 4 righe sono il succo della stupidità italiana, e i risultati si vedono, uno dei peggiori paesi al mondo in quanto a crescita delle imprese…e la colpa non e’ tutta della politica…

    • Quello che dice Palmieri è stupido? E perché? Ti potrei rispondere che ci mette la faccia e il nome a differenza di altri che esibiscono un marchietto ma non lo farò

    • Vannulo come caso di miopia imprenditoriale italiana mi sembra un po’ forzata come visione. Evidentemente non c’è mai stato al caseifico , vabbe’ caseifico , resort forse è meglio. E’ tappa di obbligo per chiunque passi in zona e voglia una mozzarella come si deve, costantemente affollato per via del punto vendita ma anche per il bar caffetteria che vende gelati al latte di bufala, yoghurt e altre preparazioni artigianali. A me sembra un caso di successo.

    • al contrario: le ultime 4 righe sono l’emblema dell’intelligenza! solo un intelligente capisce che non si può adattare la produzione alla richiesta del mercato e pure che non sarebbe corretto per accontentare il mercato aumentare a dismisura i prezzi come se si trattasse di un’asta. è giusto così: se vuoi il meglio vai direttamente alla fonte. e soprattutto dai il tuo prodotto migliore prima di tutto alla gente della tua zona, ovvero alle persone che ti hanno permesso di diventare ciò che sei. se si seguissero i principi del mercato, magari riuscirebbero a vendere la mozzarella a New York, trasportata con posta aerea espressa e a venderla a 50€ al Kg. ma per cosa per accontentare il palato di incompetenti che hanno soldi da spendere? lasciamo stare che è meglio…..

      • secondo te è intelligente… io ti dico invece che senza i grossi appoggi politici che ha sempre avuto non avrebbe di certo fatto l’imprenditore filosofo… Il parmigiano di qualità lo devi andare a comprare dove lo producono? Siamo nel 2014 in un mercato globale non nel Cilento del dopoguerra!
        chiediti un po’ come si è riuscita a sostenere una struttura del genere (Vannullo) con le poche bufale che ha e con la produzione contenuta che fa…

  3. Vi siete dimenticati del caseificio la perla del mediterraneo anche se le sue dimensioni sono di tipo industriale fa una mozzarella di valore e soprattutto il gusto unico… i

    • Come no.. Almeno 6 anni fa forse.. La Perla fa una mozzarella industriale ormai davvero scadente a 9 euro al kg. Se ti informi un po’ potrai verificare che è impossibile fare questi prezzi. Ci sarà qualche anomalia nella produzione? Utilizza latte o pasta economici? mah….

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