Milano. 28 Posti, il ristorante che recupera detenuti, design e piatti mediterranei

28Posti Milano

Il posto si chiama 28 Posti perché c’è posto solo per 28 posti. Punto. Aperto a Milano da una manciata di mesi, si trova in via Corsico, una traversa che da via Vigevano porta al Naviglio Grande – siamo in una delle più nutrite colonie di nuove aperture che negli ultimi anni, e mesi, hanno fatto della Milano “da bere” una Milano “da mangiare”. Aperture che sembrano procedere a “macchia di leopardo”, occupando varie zone della città, dalle più tradizionalmente frequentate, come questa (Navigli), o Brera, ad altre nuove (Isola, Firenze-Sarpi, ad esempio), trasformandole in mega-esposizioni di possibilità manducatorie.

28Posti ambiente28posti cucina a vista

Seguendo un trend fra i più trendy, il locale nasce sulle ceneri del vecchio Karaoke CantaMilano, recuperandone quindi la muratura, debitamente scrostata, arredandolo con materiali di recupero e di design, ingresso che dà sulla cucina a vista, che resta visibile attraverso un’apertura orizzontale ad altezza mani-che-cucinano anche dalla prima delle due sale. Ambiente forse un po’ freddo ma piacevole con questi muri scrostati che abbondano e non mi meraviglierei di vedere il nuovo ristorante di Andrea Berton, in uno dei nuovi grattacieli alle ex-Varesine, tappezzato da pareti di mattoni strappati.

28posti tavoli

Questi, però, hanno una ragione in più. Infatti i lavori edili e gli arredi sono stati realizzati da detenuti dell’Istituto Penitenziario di Bollate, grazie ai benefici del famoso articolo 21 e al laboratorio di falegnameria all’interno del carcere dalla ONG Liveinslums. Il design è firmato da Gaetano Berni, Silvia Orazi, Francesco Faccin, Maria Luisa Daglia con la consulenza del maestro ebanista Giuseppe Filippini. Gli oggetti di arredo saranno in futuro in vendita nel locale al pari delle lampade in bottiglie di plastica riciclate, realizzate da indigeni colombiani su disegno di Alvaro Catalan.

COLLEGATO

E come si mangia? Bene. Abbiamo optato per il menu degustazione, con calici abbinati, da 60 €, perché la mia compagna d’avventura non se la sentiva di optare per quello più impegnativo, con più portate. Inizio con una entrée in forma di gradevole insalatina, seguita da una Insalata croccante con radicchio, scarola, mela, primo sale, olio, aceto, senape (accompagnata da un Pecorino 2012 Vigneti Radica) – altrettanto gradevole, ma forse poco significativa. La cucina è di impronta mediterranea, creativa, privilegia pesce e verdure, prodotti biologici, chilometro zero.

A seguire, Sardine spadellate e ricotta di pecora su caviale di melanzane – molto molto buone (anzi, buona – la sardina,ma ne avrei anche mangiato un intero branco). Fra gli altri antipasti in carta, Insalata di mango con fichi secchi, pinoli, uvetta, cuore di lattuga, emmenthal, Tortino al radicchio su salsa alle noci e cialda di parmigiano, Tartare di orata con peperoni e  patè vegetale alle mandorle.

I primi. Abbiamo assaggiato una Crema di piselli con crème fraîche, quinto quarto di tonno e ricciola (più Chardonnay 2012, Torre Rosazza) e Spaghetti spolverati al verde su crema di cozze, patate, erba cipollina (con un Pinot Grigio 2012 sempre di Torre Rosazza), intervallati da una specie di sushi riso-tonno-prugne (non male): un parimerito, buoni indovinati gli accostamenti equilibrati e tutto quanto. Resta la curiosità per gli altri primi, fra cui il Risotto al timo con capesante, limone e zafferano. Ho letto mi sembra sul loro sito che il menu cambia tutti i mesi: lo chef è Raffaele Mancini – sua appunto l’impronta mediterranea – molto gentile. È venuto a chiedere se era andato tutto bene (sì, grazie, davvero, a parte le insalatine iniziali e inessenziali).

Molto buona anche la Verticale di parmigiana terra e mare con diversi tipi di formaggi, melanzane e filetti di branzino accompagnata da un Pinot Grigio 2012 ancora di Torre Rosazza. Mi incuriosiscono la Tartare vegetariana ai 3 formaggi, noci e salvia e il Baccalà confit con patate vitelotte, zafferano e salsa allo zenzero, la Tartare di tonno e guacamole alle prugne (il tonno c’è spesso in menu) e il Filetto di ricciola su peperoni marinati al miele con infuso di zenzero e basilico, letti sul menu, che ho poi consultato sul sito. Il sito è bello, funzionale, ordinato, chiaro. Pecca, parziale: il menu non ha i prezzi, per cui va a finire che ci si dimentica tutto; non ci sono i due menu degustazione, né i vini.

Due dolci: Cubi (uno) di panna cotta con coulis di frutta fresca e Soffice al cioccolato con lamponi e panna chantilly, Buoni! Non male anche i vini – a parte uno, molto profumato ma probabilmente rimasto aperto un po’ troppo a lungo.

Tirando le somme: a parte le insalatine iniziali (già detto?), proposte  interessanti, buone, ben equilibrate, con sapori riconoscibili. Il “contorno” sociale (fra l’altro, nelle cucine lavora anche un gruppo di detenuti) rende il tutto ancora più saporoso e piacevole.

28 PostiVia Corsico 1-3. Milano. Tel. +39 02.8392377

[Immagini: Filippo Romano]



giovedì, 24 ottobre 2013 | ore 8:52

10 commenti su “Milano. 28 Posti, il ristorante che recupera detenuti, design e piatti mediterranei

  1. Passo davanti spesso e avevo una mezza idea, ma quello che mi scoccia sono le porzioni che mi fanno venir voglia di andare dall kebbabbaro una volta finita la cena.
    Con 50-60-100 eur (non al 28 in particolare) penso che aggiungere qualche grammo non vada ad incidere la profittabilità.

    Cito un locale di Milano, “La cucna economica” (!) in cui ho smesso di andare xke non si può prendere un menù completo e sfamarsi col pane.

  2. Diciamo che non è un locale da robusti appetiti, probabilmente, ma che comunque c’è del (buon) pane in abbondanza…
    Il “problema” è reale, parlando in generale – diciamo che è la partenza che è leggermente diversa, vado in un posto che so avere porzioni non proprio pantagrueliche perché mi interessa un’esperienza diversa, come tecniche accostamenti gusti e così via – vado in un posto dove hanno tinozze al posto dei piatti per un’esperienza diversa…
    E in qualche caso aggiungere qualche grammo non basta…

  3. Premesso che:
    a) amo essere coccolato
    b) in base a quello che pago esigo servizio e qualità
    c) vivo in zona da quasi 14 anni
    ho provato il 2 agosto scorso a cena “28 posti” per festeggiare a modo mio il fatto di non essere andato a fuoco la notte prima (incendio nel palazzo dove vivo). Anziché optare per i miei punti di riferimento ho dato fiducia a questo locale specie per l’aspetto sociale (e non “social” una volta tanto!) che sottende.
    Avevo dato uno sguardo sul sito e le aspettative erano alte.
    Entro nel locale da solo e mi guardano un po’ come fossi un marziano. Ma passi…
    Chiedo una bottiglia di champagne – forte del secchiello Perrier-Jouët che faceva bella mostra e il cameriere torna sconsolato dicendomi che non ne hanno alcuna. Chiedo di portarmi allora la migliore bottiglia di spumante che hanno disponibile e mi porge una Cuvée Prestige Ca’ del Bosco. Mi faccio qualche domanda tra me e me ma accetto la proposta.
    Ordino alla carta un antipasto – non male, un primo – insignificante e la loro declinazione di tonno in tre versioni (o battezzata in un modo similare) e qui veramente mi son venuti i famigerati cinque minuti.
    Al di là delle porzioni risibili del tutto (tengo a precisare che faccio l’impiegato e non necessito di alimentarmi con quantità atte a sfamare un minatore) proprio non mi piaceva questo secondo tanto che ho posto dopo un paio di assaggi (quindi diciamo il 30% della pietanza?) le posate sul piatto a indicare che per me era NO. Passa una signora che poi ritroverò alla cassa chiedendomi se tutto era a posto. Ergo le dico di no, che il secondo non era di mio gradimento. Mi chiede se voglio un dessert o un caffé ma declino l’offerta. Boccia di vino, i 3 piatti di cui uno lasciato per oltre metà in loco, no acqua, no caffé, no, no, no… Euro 104,00 strisciati da Ristorante Cavoli A Merenmilano

    Ecco, col cavolo che ci rimetterò piede!

  4. 28 posti a me è piaciuto molto. In due abbiamo fatto un percorso degustazione da 8 assaggi con calici di vino abbinati. Sapori interessanti. Era tutto buono, materie prme di ottima qualità. Nessun piatto che mi rimarrà nella memoria in eterno, ma tutto molto buono. Inoltre il locale è davvero molto carino. Qualche difettuccio tipico dei locali aperti da poco ma nel complesso un’esperienza assolutamente da ripetere e da consigliare.

  5. Locale diverso, semplice ed accogliente allo stesso modo di un blasonato, cucina ricercata ed ingredienti di qualità, sapientemente abbinati da una ottima chef, sembrano vuoti i piatti serviti, ma vi assicuro che sono di sostanza e gustosi. Ci ritornerò al mio prossimo viaggio a Milano.

  6. ci ero andato subito dopo l’inaugurazione, mangiato benissimo. Lo chef era una donna, Locanda Toscano a Pizzo in Calabria.
    Sono tornato con amici, convinto di fare bella figura, ed è stata una delusione: abbiamo mangiato così così e pagato uno sproposito. Per cui, mai piu.

  7. sono stata ultimamente e mi è piaciuto tantissimo sia il posto che la cucina, Ottimo menù degustazione con abbinamenti di fini ad hoc. prezzo in linea e cortesia nella gestione e nel servizio. Progetto interessante nato in collaborazione con il carcere di Bollate. Rimane un locale di nicchia, che si differenzia sia come location che come gusti e colori nel cibo Lo chef raffaele, è venuto da noi per sapere se ci fosse piaciuto il menù, La signora, molto carina nei modi, ci ha offerto un ottima grappa e ci ha invitato al brunch della domenica. Ci ritornerò spesso

  8. Il ristorante 28 posti attualmente e’ un ristorante innovativo, creativo ed e’ la proposta piu’ interessante in zona navigli -via vigevano.
    Ultimamente ne sono nati diversi, con particolari tipologie, ma il 28 Posti rimane il migliore
    Lo frequento a cadenza quasi settimanale, con amici, ma anche da sola. Inoltre non amando la carne, e’ il posto ottimale, con varieta’ di verdure e pesce sempre fresco, con profumi e sapori mediterranei, ma di grande intensita’.
    il conto e’ in linea con la qualita’ offerta, la direzione riserva gentilmente, una riduzione sul prezzo per clienti abituali, e questo e’ molto ben gradito. Il servizio e’ professionale, cortese. Gestione sorridente e serena, inoltre lo Chef (Raffaele Mancini) interessato al parere dei clienti, dimostra una semplicita’ e professionalita’ indiscutibile. Per pra e’ il mio preferito e lo consiglio

  9. ho passato la serata di San Valentino e ho apprezzato moltissimo il menù creato per la cena a tutto cuore!!!! Vado spesso e sono andato a colpo sicuro, peraltro a differenza del passato, i prezzi sono concorrenziali con posti simili, di alta qualità, ma con un rapporto qualità prezzo interessante. La serata si è protratta fino a tardi ma il menù era sostanzioso, una cena ottima, buona e bella da vedere. La gentilezza e la cortesia fanno il resto. Poi mi fa piacere essere accolto con un sorriso, ogni volta. Il cliente fedele si tende sempre a trascurarlo. Bravi!!

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