Top Class. Quanto costa mangiare nei 10 ristoranti più costosi edizione Italia

La qualità si paga e anche l’Italia non poteva sottrarsi a una classifica dei ristoranti più costosi dopo il tour mondiale. Il conto diventa salato per l’alto tenore dei piatti proposti, in termini di ricerca, materie prime e realizzazione. Forse molti di questi nomi saranno già sulla vostra lista degli almeno una volta nella vita…. Noi li abbiamo elencati con il prezzo più basso del menu degustazione disponibile. Nella Top Ten dei più costosi restano fuori gli “economici” come Ilario Vinciguerra (menu degustazione tra 70 e 95 €), Villa Crespi (95/150 €), Combal.Zero (110/160 €) o il nuovo tre stelle Michelin Niko Romito con il Reale (100/120 €).

10. Combal.zero, Rivoli (TO)

Scabin-fassona-camino-2-Cena-Festa-a-Vico-2012

Davide Scabin compie da sempre una ricerca maniacale delle materie prime, delle forme e delle cotture degli alimenti, in un trionfo di performance visivo-gustative. Il menù base di 5 portate costa 110 €, il degustazione Combal Zero 160 € a persona, sempre bevande escluse. 

9. Osteria Francescana, Modena

Osteria Francescana - Camouflage

Massimo Bottura è la mente geniale di questo ristorante collocato in una silenziosa via del centro storico di Modena. Ritenuto il terzo ristorante migliore nel mondo nel 2013, ha tre stelle Michelin e detiene l’oro nella guida dell’Espresso ai Ristoranti d’Italia. Bottura, 51 anni, è stato allievo di Alain Ducasse ed ha lavorato con Ferran Adria, grazie al quale ha spinto la sua cucina verso una combinazione perfetta di scienza ed arte.

Se volete assaggiare il Croccantino di foie gras o altri piatti, avete a disposizione un menù Tradizione (6 portate) a 110 €, più 65 € se si desidera un abbinamento di vini; un menù Classici (8 portate) a 150 € (più 90 € per i vini), o un menù Sensazioni (“Come to Italy with me”) a 180 €, con altri 135 € di vini.

8. Ristorante Cracco, Milano.

Uovo di cracco

Da Cracco, nato nel 2007 a Milano con due stelle Michelin, i piatti della tradizione milanese vengono rivisitati proponendoli in una chiave contemporanea.

Menù degustazione da 130 a 160 €.

7. Casa Vissani, Baschi (TR)

Vissani - triglie con crema

Il ristorante di Gianfranco Vissani è proprio la sua casa, il suo regno e qui si è formato tra gli ’80 e i ’90 il suo stile ai fornelli, esuberante e pomposo, proprio come lui. Gli ambienti sono incantevoli, belle sale e un parco vista lago. Lo chef e il ristorante sono diventati famosi per l’apporto alla cucina italiana contemporanea ma anche per la sua presenza regolare in televisione, che lo ha reso una star.

Proposta Vissani Three Levels, 4 portate a 130 €, 6 portate a 180 € a persona. Con selezione di vini altri 95 €.

6. Da Vittorio, Brusaporto (Bg)

chef Enrico Cerea Ristorante Da Vittorio Brusaporto (BG)

Luogo d’incanto, villa elegante, sala raffinata, ottima cucina. I fratelli Cerea alla guida di questo ristorante che coniuga alla perfezione la tradizione lombarda e il genio creativo, ovviamente nel rispetto delle stagionalità. Tre stelle Michelin e parte di Relaix & Chateaux.

Costi? Menù di pesce e crostacei Nella tradizione di Vittorio a 170 €, menù tartufo a 280 €. Un’Orecchia di elefante alla milanese costa 160 €, un Vitello alla Rossini 120 €.

5. Piazza Duomo, Alba (Cn)

Piazza Duomo - spugna di erbette

Tre stelle Michelin e 41esimo posto della classifica The world’s 50 best restaurants 2013, il ristorante apre nel 2005 ed è condotto da Enrico Crippa, uno degli chef della nuova schiera di giovani italiani. Crippa si spinge oltre i limiti della propria cucina regionale, rispettandone però le tradizioni e avendo anche la prima scelta su molte delle materie prime che le Langhe forniscono, insieme ai migliori formaggi italiani e ai vini Barolo e Barbaresco. I suoi piatti sono squisitamente stagionali e senza troppe decorazioni.

La proposta dei menù? Evasione e territorio a 200 €, Tradizione e innovazione a 170 €Degustazione con piatti dello chef 170 €. L’antipasto più caro è l’Insalata di Uova e Uova, alla cifra di 60 €.

4. Dal Pescatore, Canneto sull’Oglio (MN)

Dal Pescatore - Fegato di vitello

Inserito nello speciale contesto della Riserva naturale del parco dell’Oglio Sud, il ristorante apre nel 1925 grazie a Teresa Mazzi e al marito Antonio Santini, pescatore sul fiume Oglio. All’inizio semplice osteria, oggi ristorante eccellente dotato di tre stelle Michelin e parte di Relais & Chateaux e Les Grandes Tables du Monde. Oltre alla bellezza dell’ambiente, sono la qualità e la fama a contraddistinguere il lavoro delle tre generazioni di Santini.

I menù sono sempre stagionali e oscillano tra i 175 e i 190 €.

3. Le Calandre, Rubano (PD)

Le Calandre - cannelloni

Aperto nel 1981 da Erminio e Rita Alajmo, Le Calandre è uno dei sette ristoranti italiani insigniti delle tre stelle Michelin, delle quali gode da cinque anni. Lo chef Massimiliano “Max” Alajmo guida la cucina del ristorante, con princìpi qualitativi di leggerezza, fluidità e profondità dei sapori. L’approccio creativo alla cucina si rispecchia anche negli ambienti e negli arredi, progettati dai fratelli Alajmo in collaborazione con artigiani italiani.

Per il menu Estrazione (5 portate) la spesa è di 175 € mentre per In.gredienti ogni commensale dovrà pagare 250 € (110 € in più se sceglierà di abbinargli la degustazione abbinamenti vini), e per I grandi classici 220 € (95 € coi vini). Il raviolo Mezzo Bergese al tartufo bianco (dedicato a Nino Bergese), farcito con crema di cicoria e succo di carota, costa 65€, mentre un dolce al cioccolato Dessert In.time 40€.

2. Enoteca Pinchiorri, Firenze

Enoteca Pinchiorri - Maialino

Situato nel settecentesco palazzo Jacometti-Ciofi a Firenze, il ristorante di Giorgio Pinchiorri ed Annie Féolde è considerato uno dei più prestigiosi d’Italia e del mondo.  Al timone della cucina vi sono la Féolde stessa insieme al duo di primi chef Italo Bassi e Riccardo Monco. La cucina dell’Enoteca infrange i codici della cucina tradizionale italiana ma da questa ne trae origine, in un perfetto equilibrio con la sperimentazione gastronomica.

Menu degustazione di 6 portate: 200 €. Menu degustazione Venti d’Autunno: 20 assaggi a 225 €. Antipasti dai 50 ai 75 €, primi dai 55 € agli 80 € (Ravioli di patate rosse di montagna con gamberi zafferano e spinaci), secondi dai 65 € ai 80 € (maialino di razza Mora Romagnola con topinambur e scalogno alla senape in grani).

1. La Pergola, Roma

La Pergola - triglie patè olive fiori di zucca

E’ il ristorante che gode del panorama più mozzafiato dell’intera capitale. La Pergola, all’ultimo piano dell’Hotel Cavalieri Hilton di Roma a Monte Mario, ha fama internazionale e per poter cenare guardando il Cupolone di S.Pietro occorre prenotare con largo anticipo. Lo chef tedesco Heinz Beck ha trasformato il ristorante con una cucina romana e mediterranea di qualità, introducendo anche la pasta nel menu, diventata celebre come “Beck Pasta”.

Qui, il menu degustazione di 9 portate costa 210 € (se si prende un piatto con tartufo d’Alba, la maggiorazione è di 85 €). Il primo più costoso, il Fagottino ai funghi porcini con tartufo bianco d’Alba, costa 98 €.

Se poi volete stupire il vostro commensale, allora andate fuori classifica

0. Solo per due, Vacone (RI)

Solo per due - sala da pranzo

In cima alla classifica, un ristorante che non è solo il più caro ma anche il più piccolo d’Italia. Appartenente alla famiglia Di Claudios, ha un solo tavolo ed accetta esclusivamente due persone a pasto, alle quali verrà riservato un trattamento speciale. La struttura è risalente al secolo scorso ed è inserita all’interno di vestigia di un’antica villa romana. Il menu, basato sulla selezione di ingredienti freschi e stagionali, varia in base alla preferenza del cliente che suonerà un campanello d’argento per chiamare il cameriere. Costo 250€ a persona. Sia se prendiate oppure no i vini in abbinamento. Ma se volete champagne o vini particolari pagate di più.

Come dire che al lusso sfrenato non c’è limite. Siete d’accordo?

[Immagini: ilpreboggion.blogspot.it, passionegourmet.it, cucchiaio.it, facebook, referentiel.nouvelobs.com, nettavisen.no, Alfonso Catalano @SGP]



martedì, 19 novembre 2013 | ore 13:43

19 commenti su “Top Class. Quanto costa mangiare nei 10 ristoranti più costosi edizione Italia

  1. Ma fateme capi’,ma quanto ricarico mi puoi mettere per farmi pagare cosi’ tanto.Lusso? Ma per favore.Come farsi sfilare soldi e basta altrochè.

    Cos’è,nel conto finale è conteggiata la benzina che lo chef mette alla sua auto,una percentuale della rata del mutuo della villa che si è comprato,del Ferrari o chissa’ cos’altro? Ma se li avessi i soldi per permettermi di mangiare in ristoranti simili col cavolo che ci andrei.Bravi allocchi che si fanno spennare.Davvero scandaloso.

      • Di sicuro tu non mangi nemmeno al mac donald perché se avessi i soldi per mangiare in certi posti non staresti a trafficare e trollare al primo che vedi in un commento.

        • Pippo avrai anche i soldi per mangiare in questi posti ma la tua risposta fa capire quanto tu sia intellettualmente povero.
          Ottima invece la risposta qui sotto di Manuel De Pasquale

    • Vedi tu non puoi dare di allocchi alke persone stai parlando senza conoscere i prodotti. Ti assicuro cge da professionista se fai il calcolo con i prodotti che compri nei suppermercati sei fuori strada. Ci sono cose come ad esempio sale che tu compri a meno di 50 centesimi e sali che costano 70 euro il kg. Ora non dico che bisogna spendere 70 a casa quello sarebbe folle ma che tu provassi a capire il perché sono migliori sarebbe già un passo avanti. Ti faccio un esempio se tu hai un figlio e dico una cosa a casa lui ama i gamberi dal tuo raggionanento andresti a comprare gamberi di provenienza cinese con prodotti all’interno che possono essere usati per lo sbiancamento di vernici. O altrimenti comprerei gamberi freschi di giornata il cui valore può variare da 20 a 60 il kg vedi rossi di mazzara . Quindi prima di parlare a vanvera bisogna conoscere. E io sono convinto che se anche una sola volta tuo figlio si sentisse male o gli verebbe una intolleranza tu poi spenderesti una follia per ricercare prodotti spettacolari per la salute. Ooo non ti auguro ovviamente una cosa del genere e solo per farti capire che a quei livelli anche la cosa meno costosa che compriomo loro hanno una qualità super e costa dieci o venti volte la nostra.

  2. Ma non avete mai mangiato dai fratelli Franco Carlevero.

    Andrea , Diego e Stefano non sono dei politicizzati o dei
    giornalistati, il loro unico canale e’ il lavoro serio di tutti
    i giorni.

    Qualcuno provi a dargli una mano e poi ………..buon appetito nel vero senso della parola , e senza insensate politiche di manate di
    Euro……….

    Tenetevi i soldi ed andate a mangiare in un locale che non sia una
    galleria d’arte dove chi esibisce il quadro piu’astruso e’ il piu’
    creativo……….con soldi che arrivano da tutte le piu’…strane
    notizie finanziarie di tutti i giorni e relativi scandali e relativi
    insabbiamenti ……….basta ho gia’ la nausea una alka seltzer
    per favore,,,,,,

  3. Quando si compra una creazione di un artista, non si pagano le materie prime, ma la sua creatività il suo estro. La stessa cosa per gli Chef e non cuochi. Si paga la sua conoscenza degli alimenti, la capacità di creare nuove combinazioni. Stupire non solo il palato, ma anche l’intelletto la memoria dei sensi.

  4. Marchesi ha ragione! Cuochi, non chef! Basta con ste menate! Non ce la si fa più di inesperti arricchiti che pensano che guardare Hell’s Kitchen li giustifichi a spendere 300 euro per un pranzo. Io vengo da una famiglia per cui il cibo è arte e filosofia insieme. Ora vi dico un segreto…da Crippa NON si mangia bene! Si mangia tanto e si mangia bello. Ma chi cucina da sempre (e non perché ha fatto scuole, ma perché i genitori che lavoravano non c’erano mai) dall’età di 7 anni, sentir parlare di ste menate fa girare le scatole. Sappiate che le stelle Michelin sono l’Oscar della cucina. Cracco è la Lady Gaga della ristorazione. Andate pure in sti posti che non sanno di nulla, io continuerò a vedere film d’autore e ad ascoltare musica buona.

  5. In questo mondo virtuale dove la idiozia umana e l’inutilità delle cose sovrastano la ragione ed il vero senso della vita, tutto è ormai relativo.
    Speriamo arrivi presto un meteorite….. che rimetta ordine e buon senso!!! Forse.

  6. Signori, le vostre critiche sono fuori luogo, nella vita ci sono da sempre tutte le cose che sono per chi ha un budget e chi un’ altro, se dobbiamo seguire i vostri commenti allora l’ azienda Ferrari o Lamborghini dovrebbe chiudere, direste: ” eh ma compratevi un’ Audi o Bmw che ci fate di un’ auto che costa 300.000euro, come andate con l’ Audi-Bmw andate col Ferrari” stessa cosa per il Ristorante, ci sono posti (ringraziando dio ci sono) dove chi se lo può permettere ci va chi no va in Ristoranti sempre buoni ma di altre tasche, cosa cè da criticare mi sembrate solo invidiosi se fate cosi

    • buongiorno vorrei rispondere a Marco , certamente ci sono sempre state le persone che avendo le possibilità sono disposti a spendere cifre folli per mangiare il nulla . Assurdo spendere x una cena completa x due persone 500/600 euro ed anche di più . Capisco la qualità , ma normalmente quando esci da certi ristoranti rimani sempre un po’ con lo stomaco vuoto . E poi il guadagno assurdo di certi ristoranti stellati fuori da ogni logica. Non parlo x invidia sia ben chiaro . Grazie Loredana Consalvo

    • Sono pienanente d’accordo con te. Io sonobun cuoco profesdionista e il mio pensiero rispecchia la tua scrittura. Ora io cuocio pietanze per chi ha voglia di spendere di piu e chi meno. Rispondo a quelle persone che contestano i grandi stellati. Primo consiglio se si ha un gusto classico e casalingo e si e convinti che per mangiare si debba spendere 15 euro massimi non capirete mai questi locali. Secondo non voglio assolutissinamente dire che si mangi male dove si spende poco. Me e pur vero con un esempio semplice cge c’è chi acquista un pomodoro in scatola che se ne frega di come e da dove arriva na spende poco e di solito e fatto con pomodori checse li vedeste all’origine io penso che non lo mangiereste piu. E ristoranti come questi che vi assicuro che comprano in stagione pomodori che arrivano a costare anche 4 /5 euro il kg e penso che non ci sia nemneno argonento di discussione. Comunque esempio di marco è ancora piu perfetto per capire il senso.

  7. Incipit: “La qualità si paga”…
    Chiedo per prima cosa all’autore di questo post cosa intenda per qualità e perchè debba poi costare.
    In realtà quando devi mantenere almeno due dozzine tra personale di cucina e di sala i prezzi son più legati ai costi di gestione che al prodotto finito. Ma nessuno obbliga nessuno; la mia forma mentis tuttavia respinge solo l’idea di frequentare certi posti perché non paghi la qualità o quel che si possa intendere con questo termine, ma tutto il resto. La qualità non ha prezzo, eh…
    Riflessioni a parte, se uno riesce a vendere un tramezzino a 5000 euro e trova chi glielo compra, buon per lui. Lo decide il mercato o, direbbe qualcun altro, ce lo impone.

  8. E vero che si vive una volta sola ma spendere centinaia di euro per un pranzo o cena e assurdo tanto poi tutto finisce la mattina nel WC allo stesso modo come quando mangi 2 uova al tegamino

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