Napoli: 10 trattorie dall’inarrivabile rapporto qualità – prezzo

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Napoli è una città famosa per la pizza. Spendi poco e mangi bene. Ma non è vero. Nel senso che puoi mangiare molto altro, oltre la pizza, e spendere poco. Come accade a Milano, Roma o Torino.

Ecco allopra 10 piatti imperdibili per qualità e prezzo che sono la bandiera di altrettante trattorie in città per andare anche oltre il mitico ragù (di cui avete la ricetta).

1. Vini e cucina dalle Sorelle

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Il gattò di patate, meraviglioso piatto ricco (più ci metti, più ci trovi) lo mangiate qui. La ricetta delle sorelle Spoleto, eredi di cinque generazioni di mescite e poi Vini e Cucina all’Arenaccia è quella originale. Patate rosse (quelle vecchie), fiordilatte, salame napoletano, uova, sale, pepe, latte, parmigiano e pecorino grattugiati, pane grattugiato di casa (non quello delle bustine). Il risultato è un miracolo soffice, saporito, fumante che soddisfa l’anima e la pancia. Qui tutta la cucina napoletana è al top.

Il gattò vi costa 6 €. Se scegliete invece menu di mare (antipasto, primo e secondo) spendete 37 € godendo di freschissima insalata di mare, spaghetti a vongole veraci, pesce spada e tre gamberoni alla griglia.

Aperto a pranzo e cena. Chiuso la domenica. Via Benedetto Cairoli, 1 (angolo Piazza Poderico – Arenaccia). Napoli. Tel. +39 081. 45 47 57 

2. Osteria della Mattonella

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La Genovese di Antonietta è famosa in tutta la città: la prepara al massimo due volte la settimana, versando lacrime per pelare chili di cipolle. Voi le versate dopoaverla assaggiata mentre vi commuovete alla vista delle famose ‘riggiòle’ napoletane. L’osteria esiste dagli anni ’50 ed è stata rilevata dalla famiglia Marangio all’inizio degli anni ’70. In cucina c’è Antonietta Imperatrice, nata in Via Speranzella, nel cuore dei quartieri spagnoli.

Per la genovese spendete 6 €. Per un pranzo di terra o di mare, dall’antipasto al dolce  all’insegna della pura tradizione, spendete  25 o 30 €.

Aperto a pranzo e cena. Chiuso la domenica sera. Via G. Nicotera 13.Napoli. Tel. +39 081. 416541 

3. Osteria da Teresa dal 1913

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Le polpette al sugo si possono preparare in vari modi: fritte in bianco o al sugo, meglio se ragù. Quelle più buone di Napoli si mangiano a via Kerbaker, al Vomero, da Teresa, centenaria osteria a conduzione familiare della famiglia Sorvino. Qui le polpette sono prima fritte e poi calate nel sugo. C’è sempre la fila fuori la piccola trattoria per assicurarsi una porzione di polpette seguita da doverosa ‘scarpetta’.

Il prezzo? 4 €. Un pranzo di terra o di mare  (con stocco o alici) vi costa, incluso il vino, 12 €, 14 con il dolce.

Aperto a pranzo e cena. Chiuso la domenica. Via  Kerbaker, 58. Napoli. Tel. +39 081. 5567070  

4. Trattoria da Emilio

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Quartiere popolare, Fuorigrotta. Qui dal 1959 c’è la trattoria che Domenico gestisce insieme alla moglie Tania. Pochi tavoli e tutti, ma proprio tutti, i must della cucina napoletana verace. Io mi sono fatta tentare dagli ziti lardiati. Ingredienti semplici: lardo, pomodori, olio, pecorino, aglio o cipolla (ci sono due scuole di pensiero) e basilico fresco.

Un piatto, 3 €! Per  un pasto completo a base di piatti di terra qui c’è il prezzo fisso imbattibile (primo, secondo, contorno, quartino di vino e mezza minerale) a € 7,50 €. Se scegliete il mare: 15 €.

 Aperto a pranzo e cena. Chiuso il sabato. Via Lepanto 45 (Fuorigrotta). Napoli. Tel. +39 081. 2394560. +39 338.1193919 

5. Il Porto dei Sapori

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Quattro generazioni in cucina, il nome è cambiato negli anni, tutti a Napoli lo conoscono come Don Antonio, il papà di Biagio e Giovanni, attuali ‘osti’ di questo ‘porto di mare’ che accoglie tutti già dalle 11 del mattino e sino a pomeriggio inoltrato. Cucina napoletana al completo, anche di terra, ma il gigantesco calamaro alla brace è un mito. Cotto a puntino, condito con ‘miscela’ segreta di Giovanni, è calloso, saporito e, cosa rara, pure digeribile.

Il calamaro costa 8 € e difficilmente riuscirete a mangiare altro. Menu di terra: 15 €, vino della casa e dessert incluso. Menu di mare: 20 € sempre con vino e dessert.

Aperto a pranzo. Chiuso la domenica. Molo Immacolatella Vecchia (all’interno del porto – varco Duomo). Napoli. Tel. +39 331. 7349710. 

6. La Campagnola

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Nel cuore dei decumani La Campagnola  è in via Tribunali da quasi 70 anni, sosta strategica per visitare il centro storico di Napoli. Qui, oltre a tutti i must della cucina verace, scegliete un piatto della cucina “degli avanzi”: le ‘manfredi’ con ragù e ricotta. Un antico formato di pasta ondulata ai margini, di origine pugliese, della città di Manfredonia. Ragù della domenica ben caldo, da amalgamare con ricotta e parmigiano. E da finire con scarpetta.

‘E mmanfrede ‘rraù e ricotta costano 4 €. Menu di terra (dall’antipasto al dolce, caffè incluso): 20 €. Menu di mare: 22 €.

Aperto a pranzo e cena. Chiuso domenica, lunedì a cena e martedì. Via Tribunali  47. Napoli. Tel. +39 081.459034 

7.  Totò, Eduardo e pasta e fagioli

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A Corso Vittorio Emanuele, altezza Piazza Mazzini, da oltre 50 anni, c’è la trattoria di Mario Bianchini, con bellissimo terrazzo e panorama mozzafiato sul golfo di Napoli. Atmosfera casalinga e tanti piatti ‘espresso’ come i bucatini ‘o scarpariello. Pasto molto veloce da prepararsi per i calzolai (gli “scarpari”, da qui il nome “scarpariello”) nella zona dei Quartieri Spagnoli dove c’era un pullulare di fabbriche di scarpe a conduzione familiare. Bucatini, pomodorini freschi, strutto, parmigiano e pecorino, olio, aglio, peperoncino a piacere, basilico e prezzemolo. La scarpetta con il pane che arriva da Frattamaggiore è la fine del mondo.

‘O scarpariello vi costa 3,50 €. Menu completo di terra: 18 €. Con 20 € ordinate baccalà. Pranzo light con baccalà, insalata e un bicchiere di vino a 10 €.

Aperto a pranzo e cena. Chiuso il lunedì. Corso Vittorio Emanuele 514. Napoli. Tel. +39 081.564 2623 

8. La Cantina di Via Sapienza

parmigiana

La parmigiana di melanzane è un fatto serio. Piatto jolly da mangiare tiepido o freddo in tutti i momenti della giornata, come primo, contorno o in mezzo al pane ( ‘a marenna napoletana). Secondo Raffaele Bracale, studioso della napoletanità,  la parmigiana non ha origini nel sud Italia, ma nella città del Ducato di Parma da dove nel 1731 emigrò verso il Regno di Napoli e lì prese stabile dimora. La parmigiana più buona si mangia in Via Sapienza, alle spalle del Vecchio policlinico. La cantina ha oltre cent’anni, genuinità e sapore garantiti.

Con 3 € vi assicurate una fetta di paradiso accompagnata da magnifico pane ‘cafone’napoletano doc. Menu a base di piatti di terra (dal primo al dolce con vino della casa) 20 €. Menu di mare: 25 €.

Aperto a pranzo. Chiuso la domenica. Via Sapienza 40. Napoli. Tel. +39 081.459078

9. Cucina tipica da Vittorio

stoccafisso

Siamo ai confini dei quartieri Bagnoli e Fuorigrotta. Qui da oltre cinquant’anni c’è Vittorio Correale, esile cuoco ‘equilibrista’ (la sua cucina non arriva a 3 mq) che fa miracoli soprattutto il venerdì. Prepara lo stocco, o meglio il coronello in bianco con le olive. Alto circa dieci centimetri, condito con ottimo olio e olive nostrane è il migliore di Napoli. Lo mangiate fianco a fianco con sconosciuti (qui non ci sono posti assegnati), ma la bontà del cibo,  l’atmosfera familiare e l’esiguità del prezzo, valgono il viaggio.

Per lo stocco  spendete 7 €. Il menu completo di terra e mare (senza distinzione) con antipasto e bevande: 22 €. Il segreto? La fatica, la spesa oculata e la conduzione rigorosamente familiare.

Aperto a pranzo e cena. Chiuso la domenica. Via Diocleziano, 67 (Fuorigrotta). Napoli. Tel. +39 081.7626129

10. Vini e Cucina dal 1913

alici fritte

La famiglia Liguori cominciò con poco: pasta e fagioli, alici e baccalà fritti. Durante la festa di Piedigrotta (ormai scomparsa) Salvatore Liguori metteva una grossa pentola colma d’olio per friggere le alici sul marciapiede  e vendeva i cd. ‘cuppetielli sale e pepe’ per i quali la gente impazziva. Oggi quelle alici sono le migliori di tutta Napoli. Pulite ogni giorno freschissime da mamma Luisa che poi le frigge nelle padelle nere di una volta (oggi introvabili).

Un abbondante  piatto di alici fritte dal sapore inimitabile 3,50 €. Un pranzo a base di piatti di terra (incluso il vino) : 10 €. Pesce (si preparano soltanto alici, spaghetti a vongole, frittura di paranza o gamberi e calamari, insalata di polipo): 15 €.

 Aperto a pranzo e cena. Chiuso la domenica sera. Via Piedigrotta 56. Napoli. Tel. +39 081.667923

guida trattorie Napoli Giulia Cannada Bartoli

C’è un libro che racconta le trattorie e lo vedete qui sopra.

[Immagini di copertina: Luciano Furia. Immagini: Vincenzo Pagano, Scatti di Gusto, Giulia Cannada Bartoli]



139 commenti su “Napoli: 10 trattorie dall’inarrivabile rapporto qualità – prezzo

  1. Andavo alla Campagnola negli anni ’80. Ci sono stata per quasi 4 anni.
    Poi mi avevano detto che era stata chiusa, sono contenta di sapere che esiste ancora.

    Spero sia rimasta uguale con tante bottiglie d’acqua sempre tra i piedi perchè non venivano messe a posto in tempo.

    🙂

    • anche per me è così. sono contenta che ci sia ancora. Abitavo vicino, sulla via c’era giusto una pizzeria e non era incoronata e moltiplicata, io spesso sceglievo la trattoria. Me la fece conoscere un bambino

  2. mi duole dirlo ma manca una delle migliori trattorie a napoli se non la migliore. antica capri a via speranzella. i prezzi sono in linea con questi 20-25 euro ma un pasto completo. antipasto primo secondo dolce vino. 😉 andateci

  3. @Gaetano, ho stilato questa classifica tenendo ben presente il rapporto prezzo qualità, il mio libro , dopo tre anni di ricerca, contiene 50 antiche osterie napoletane, ma seconso i miei parametri Nennella, pur essendo fantastica per la teatralità, centenaria e super economica non è pari alle 10 qui elencate, cio’ non toglie che ci ritorni spesso perchè i titolari sono una famiglia straordinaria

  4. @Dirtyfishydishcloth, Mangi e Bevi non è stata inserita in questo elenco per poco, secondo il mio parere si trova qualche gradino sotto di quelle qui descritte pur essendo Luigi, Daniela e staff veri lavoratori che offrono menù buoni a prezzi strepitosi, sono infatti la salvezza degli studenti universitari e non solo della zona.:)

  5. E la pasta e patate della Trattoria “Nennella”?un must! Trovo tutti i piatti buoni ed economici. Per gli universitari è molto conveniente l’opzione da asporto.

  6. dalle sorelle sono straordinari il mussillo e il coroniello, le crocchelle di patate, anche i dolci, ho assaggiato degli struffoli stupendi. esperienze trascendentali

  7. Guida ideale x il mio modo di ricerca di posti dove degustate dei piatti tipici…grazie Giulia.dove la posso trovare…????.i

  8. ALLA VERA NAPOLI VIA NAZIONALE…..Si mangia benissimo, prodotti freschissimi, cucina napoletana tradizionale e splendida ospitalitá e cordialità

  9. Conosco già Giulia Cannada Bartoli per aver letto suoi articoli.
    La passione per Napoli e la potente forza espressiva rendono interessante e piacevole la lettura: Napoli “rivive” anche storicamente.
    La ringrazio per i suggerimenti che non hanno mai deluso e auguro un grande successo al libro.

  10. Vi consiglio di provare l’osteria “il gobbetto”, a due passi da piazza trieste e trento…Della lista ne ho provati molti e il gobbetto è superiore a tutti.

  11. io alla campagnola ho mangiato malissimo una volta, le ho dato una seconda occasione e ora non ci tornerei mai più, anche perché i prezzi non sono così bassi e la gentilezza non è di casa.credo che nel tempo sia un po’ peggiorata perché ha una fama enorme ma è scarsamente frequentata (almeno dai miei giri, non voglio assolutizzare) se non da turisti. in zona sono infinitamente meglio la taverna del buongustaio (questa aperta anche a cena e che secondo me a questi prezzi è la migliore) e le già citate trattoria la sapienza e mangia e bevi. Invece in zona chiaia aggiungo un classico della città, l’osteria da Tonino, mi sembra anche questa aperta a cena, ma non sono sicura. il ragù è commovente. concordo sull’esclusione di nennella, molta scena (che pur ci sta ogni tanto) e poca ciccia!

    • Sono d’accordo con Serena ,si mangia malissimo, pasta e ceci scadente sapore piuttosto strano, penne alla genovese (pasta cruda e comunque spaccata evidentemente qualità scadente) acquosa, così abbiamo deciso di non mangiare altro Ad ogni modo ho appreso con entusiasmo l’uscita del libro della signora Cannada , quindi ho deciso di approfondire la cucina Napoletana attraverso le trattorie citate , ma ahimè se questo è il livello ,credo che la signora ha sprecato tre anni di lavoro. Spero di cambiare parere alla prossima trattoria

      • Ciao giuseppe, sono antonio della trattoria campagnola solo adesso leggo questo tuo commento e spero che tu mi dia un’altra occasione o per accertare la scadente qualità o ricredendoti sul tutto. Grazie e ti aspetto

        P.s assicurati che la campagnola in questione sia quella a via dei tribunali (più avanti della pizzeria sorbillo)nulla togliendo ad altri locali con il mio nome

    • Carissima Serena ,mi dispiace veramente Che tu sia stata male nel mio locale per ben 2 volte, spero che tutto ciò si possa rimediare accettando un mio invito in modo da accertare le tue deduzioni o magari ricredendoti sul tutto. Per quanto riguarda i prezzi concordo con la guida una media di 22 euro a persona mangiando un bel pò.
      P.s accertati che la campagnola in questione sia a via tribunali ,(un pò più avanti di sorbillo)nulla togliendo ad altri locali con il mio stesso nome.
      Grazie spero di rivederci, cordiali saluti Antonio.

  12. Nella recensione della Trattoria da Emilio di via Lepanto cè forse un refuso.
    Al secondo rigo non si capisce cosa c’è su proprio tutti i tavoli…

    Tornando al libro, complimenti , finalmente una guida che va a fondo, approfondisce, mai banale, con evidente ricerca e lavoro dietro.

    Spero di esserci alla presentazione. Ma dov è?

      • Ci sono stato diverse volte in questo locale con la famiglia. Ambiente familiare ottima l’accoglienza e il servizio, locale sempre pulito, cucina tradizionale con prodotti veramente di prima scelta, prezzi ottimi. Merita di essere tra i primi della città. Consigliatissimo

  13. Una guida che effettivamente mancava. Conto di acquistarla. Non vedo recensita, almeno nelle prime posizioni La Taverna dell’arte, che si trova dalle parti di via mezzocannone, un tempo veramente eccellente, attualmente anche se manco da diverso tempo, un po’ standardizzata su piatti fissi. Ci sono anche trattorie che con meno di 15 euro dalle parti di via foria, si mangia davvero bene.

  14. Mi dispiace dissentire proprio sulla Campagnola di Via dei Tribunali… Residente nella zona per 15 anni, l’ultima volta che ci sono stata sono rimasta molto delusa… pasta con melanzane, bianca io e rossa mio marito… scotte, sfatte, unte come fossero del giorno prima… mi sono davvero dispiaciuta… non tanto per non aver potuto mangiare… ma perché mi è venuto a mancare un punto di riferimento gastronomico della città… Mi sa che è diventato troppo “turistico”… nell’accezione negativa del termine…

  15. Un bellissimo percorso gastronomico nella città più bella del mondo. nel libro che ho letteralmente divorato, sono notevoli i riferimenti storici ai vari quartieri della città e gli aneddoti sulla splendida gente napoletana.

  16. la guida è disponibile nel circuito feltrinelli, anche ordinabile online oppure scrivendo a info@edizionidellippogrifo.it. la presentazione avrà luogo domani a napoli all’enoteca mercadante in piazza amedeo (passeggiata colonna) a seguire cena a tutto ragù napoletano info e prenotazioni 081 420 70 66 . 334 7807377. la guida, un lavoro di tre anni, racconta di 50 trattorie tra le quali anche una a via Forìa ‘A cucina ‘e mammà, notevole ma non come queste 10. la trovate a pag. 84 del libro. Il Gobbetto è un buon locale, da piu’ di due anni è stato rilevato dalla famiglia di ‘Nennella’, si mangia piuttosto bene anche se ritengo l’atmosfera un p’ oleografica, da turisti, è comunque tra le 50 a pag. 146. Anche la campagnola è inserita nel libro, essendo molto accorsata, ci puo’ stare la giornata ‘ no’ ma è gestita dalle giovani generazioni della famiglia e questo è ammirevole. organizzano persino corsi di cucina napoletana per stranieri. Tonino 1880 è inserita nel ibro e apprezzo il suo ragù e l’atmosfera, lo trovate a pag. 308. da Emilio a fuorigrotta ho scritto ‘ must’ per intendere tutti i piatti della tradizione napoletana verace che non possono mancare in una trattoria lo trovate a pag. 106. grazie a tutti:)

  17. PRESO !
    Su AMAZON con il 15% di sconto, e spedizione gratuita.
    L’ho sfogliato da FELTRINELLI domenica, davvero bello, non ci sono le solite 4 righe per ogni ristorante, ma ben 3-5 pagine approfondite per ogni locale.
    Fatto bene, c’è dietro del lavoro e si vede.

  18. Concordo sulla neonata Antica Capri salendo le scale del Teatro Augusteo la si trova di fronte alla propria destra…da prenotare…non è facile trovare posti.
    Ce ne sarebbero, ovviamente, tante altre, in special modo in quei dedali di vicoli e vicoletti che caratterizzano i quartieri spagnoli ( a via c console, proprio di fronte al ristorante giapponese, un paio di mesi fa ha aperto una interessante, economica e gradevole trattoria napoletana) e la pignasecca.
    Buona giornata

    • Sergio, ho lavorato quasi 4 anni alla ricerca di locali stotorici con almeno tre generazioni dii conduzione familiare( le vecchie mescite di una volta) ne son venute fuori, camminando a piedi per Napoli, 50. diverse di loro inserite nel libro sono in pignasecca come la vecchia cantina e la taverna del buongustaio. ad un certo punto dovevo fermarmi, ma la mia ricerca va avanti, per un prossimo libro da qui ad un anno circa. naturalmente l’attenzione è centrata certo sulla qualità del cibo e sul prezzo, ma in particolare alle storie, le tradizioni, la città vista attraverso occhi di persone che gestiscono questi posti da generazioni:)

  19. Giulia…era chiaro che la mia era una constatazione e non una contestazione.
    Da lustri si mangia “interessante” dalla “Nonnina” nel mercato alla Torretta di fianco a Remi dei gelati…ovvio che non si può recensire tutto il “materiale” che Napoli, nel bene e/o nel male. offre.
    D’altronde..libro decisamente interessante…non sono, ahimè, un adolescente e diverse trattorie da te citate le conosco personalmente…ma è stato un bel promemoria.
    Buon lavoro

  20. Avete assaggiato la pizza dal campione a santa Maria in portico . Locale piccolo ma una pizza da sogno . Be se sta la da 15 anni ci sarà un perché

  21. Invito Giulia Cannada Bartoli ha proseguire sulla scia del suo libro, facendo una ricerca sulle 100 pizzerie di Napoli e Provincia(sottolineo)
    per uscire dai soliti clichè e dare ai “moderni viaggiatori” uno strumento(un libro o un ebook) “nuovo” per apprezzare anche delle realtà poco appariscenti ma valide.
    Giulia, prima di scrivere, s’immerge, fisicamente, anche per più giorni, nella cucina e nella vita del locale che deve recensire.
    Dotata di una “grande sensibilità umana” sa poi restituirci, con la scrittura, l”atmosfera” che si respira, insieme agli odori ed ai sapori.
    Cari saluti

    • Gillo m’investe di un compito arduo, magari in futuro per adesso il progetto è continuare sulla scia trattorie anche uscendo dalla città e estendendo la ricerca alla fascia dei comuni limitrofi in particolare vesuviani,ma come ha detto, io mi immergo, e prediligo i poco appariscenti, e per farlo ci vogliono tempo e passione, la seconda non mi manca il primo per ora si! ma io annoto tutto… e in ogni caso mai ebook io amo la carta, il libro si deve sfogliare, annusare, è un compagno di viaggio:) grazie del suggerimento:)

  22. bel lavoro. complimenti. Invito la sig.ra Giulia a fare lo stesso lavoro anche per le trattorie extra città. Manca una guida così.

  23. Trattoria da Emilio via Lepanto:

    L’ho trovato sporco cibo di qualità scadente aria all’interno talmente puzzolente che non riesci a starci infatti due bocconi e sono scappato via non lo consiglio a nessuno e trovo offensivo per delle locande storiche tipo la mattonella ecc.ecc. essere accostati a questa bettola.

    • gentile MP rispetto la sua opinione, io personalmente e molte altre persone che hanno letto la guida sono state da Emilio e non la pensano come Lei. il locale è di certo piccolo ma la moglie di Mimmo, il titolare è attentissima alla pulizia, quanto a quella che le definisce’puzza,’è normale che in un locale di piccole dimensioni, pur dotato di estrattore, il cucinare molti cibi diversi allo stesso tempo, produca odori intensi, ma che non definirei come ha fatto lei , disprezzando il lavoro di gente che si spacca la schiena dalla mattina alla sera per tirare avanti, ‘puzza’,le auguro una buona giornata e le consiglio ristoranti stellati e asettici per la sua alimentazione:)

      • Ci sono stato diverse volte nella trattoria da emilio, direi locale sempre pulitissimo, ambiente familiare e la qualità del cibo è ottima. Cucina tradizionale napoletana con prodotti veramente selezionati. Sicuramente consigliato

    • VADO DA EMILIO DA 20 ANNI ABITO LI VICINO E LO VEDO TUTTI I GIORNI
      FARE LA SPESA. MI TROVO IN PIENO HA UN RAPPORTO QUALITA’ PREZZO INARRIVABILE. QUANDO SI VA A PAGARE SI POSSONO OSSERVARE I PRODOTTI
      CHE USA E VI POSSO ASSICURARE CHE RISTORANTI BEN PIU’ BLASONATI
      NON USANO PRODOTTI DI QUALITA’ COME QUELLI DI EMILIO.
      L’UNICA PECCA E CHE BISOGNA ASPETTARE UN PO’MA E ANCHE UNA GARANZIA.

    • Mp io sono stata numerose volte da Emilo e mai una volta ho sentito puzze o ho mangiato cibo che non fosse di qualità il locale è piccolo ma questo li conferisce quell’aria familiare e piacevole

  24. comprerò il libro in giornata in quanto convengo sui giudizi dati sulle trattorie da me già conosciute.
    Ultimamente ho avuto modo di apprezzare la Taverna del Brigante,
    sita in via Martucci e convinto la propongo.
    Ancora complimenti per l’attenta analisi fatta.

  25. Ti vorrei indicare anche la Trattoria DONNA ELENA in via Tito Angelini
    a San Martino al Vomero.E’ un piccolo localino con non più cinque o sei tavoli dove si mangia veramente bene. Se non lo conosci ti consiglio di provarlo.

  26. Io direi che in zona Chiaia hai mancato un icona in questo settore.. In rapporto qualità e prezzo ma soprattutto come ambiente e semplicità.. Ed è. L’Antica latteria…

    • Michele, il mio è stato un percorso che non contemplava soltanto l’inserimento di un osteria per rapporto qualità prezzo, infatti il libro più che una guida è una narrazione della città quartiere per quartiere e a chiaia mi è piaciuta una scelta diversa che se vorrai legger il libro trovi a pag. 308, inoltre l’Antica Latteria ha cambiato diverse gestioni e i prezzi non mi sembrano così in linea. grazie comunque del tuo suggerimento:)

    • ciao Giorgio, credo tu abbia a che fare qualcosa con la mia compagna di scuola lilian?Comunque la Taverna del buongustaio è in guida tra le 50 del libro, è un posto delizioso per poco non è entrato in questa classifica che – credimi- mi ha preso giorni di riflessione. ho passato 3 anni a girare tra questi 50 locali ritornandovi piu’ volte ormai sono tutti amici e il mitico Sasà è indimenticabiile vero:)?

      • Cara Giulia sono il fratello di Lilian, complimenti vivissimi per il Tuo libro e sincera ammirazione per la Tua passione, da me del tutto condivisa, di scoprire osterie e taverne a buon mercato. Se la devo dire tutta, ma assolutamente non come critica, allora avrei aggiunto anche “Antica Osteria Pisano” all’ingresso di forcella sullo slargo che da su via Duomo, e la trattoria da “Carmine” in via Tribunali di fronte all’ingresso di Napoli sotterranea.Fammi sapere se le conosci e se per caso le hai inserite nel libro. Per quanto riguarda Sasà è davvero mitico, saluti affettuosi

        • si giorgio, grazie per i complimenti, sia osteria Pisano, sia da Carmine sono nel libro, grande famiglia romano e titina o meglio concetta Pisano! a loro sono dedicati due ampi capitoli con tante storie e foto. spero leggerai il libro, a presto giulia:)

  27. Perchè non una guida (con lo stesso metodo – lavoro ed approfondimento) sulle gastronomie, pescherie, macellerie . . . negozi del cibo a Napoli.
    Davvero manca qualcosa di sistematico del genere

  28. Cara Giulia volevo aggiungere che La Campagnola in via dei Tribunali pur essendo una delle più carine e caratteristiche in assoluto, da me assiduamente frequentata per la piacevolezza del posto, alla lunga mi ha un pò deluso sulla qualità del cibo. Cosa ne pensi?saluti

  29. frequentiamo spesso la Trattoria da Emilio a Via Lepanto in Napoli
    gradiremmo conoscere altri pareri su Emilio in quanto la valutiamo affidabile,buona ed economica

    • Milly, ho già detto su, che ritengo da emilio un luogo affidabile, pulito, genuino e soprattutto gestito da due persone con un cuore grande così:) come me ho sentito altri amici e lettori che mando spesso da Emilio.

  30. Vienm a Truva’,Via Kerbaker 108…Sergio è bravissimo..la sua pasta e patate con la provola ed il suo scarpariello….altissimo livello

    • Conosco bene Sergio Nicoletta abbiamo girato insieme uno speciale tv sulla lasagna e ho assaggiato la sua pasta e patate e scarparielo, lui pero’ si pone come associazione-club e non è stato possibile inserirlo nel libro:)

  31. penso che oltre al lato economico bisogna guardare anche la gentilezza la professionalità e la pulizia (cosa che almeno in 2 di questi locali manca),dove mettiamo “la mattonella” “nennella” “vini e cucina difronte la stazione di Mergellina” “charly”…
    Questa mi sembra solo una classifica al risparmio il che non vuol sempre dire qualità

  32. nunzio, attenzione , il miolibro non è una classifica e per giunta non al risparmio, il fil rouge di un lavoro durato tre anni che racconta la città, la sua gete , la storia, le tradizioni, l’umanità, la generosità e la vera gentilezza che ho trovato in tutte le 50 osterie. la conduzione delle trattorie è sempre familiare, il livello di professionalità si è molto alzato perchè adesso sanno entrando le nuove generazioni, che hanno studiato. per i casi che lei cita: La Mattonella, non ho riscontrato nessun elemento ( ci sono stata almeno 10 volte) che mi abbia indotto a pensare ad una cattiva igiene, sono stata anche in cucina e nelle toilettes; nennella è un locale dai grandi numeri che gira a velocità vorticosa, ha una sua storicità, oltre cent’anni, i locali sono piuttosto piccoli, ci puo’ stare qualche disattenzione, da loro non ci si aspetta l’alta cucina napoletana, ma il calore, l’allegria , lo stare bene spendendo poco. moccia, il vini e cucina di fronte alla stazione di mergelina, è li da quasi cent’anni, la famiglia con michele patrizia e alessandro, si spacca la schiena 16 ore al giiorno e proprio per garantire un servizio’pulito’ come dice lei, utilizza tovaglie mono uso . il giovane Alessandro è molto attento a tutto in primis alla qualità degli ingredienti. non conosco charly non è una trattoria, infatti non è inserito nel mio libro. grazie delle sue considerazioni:)

    • dimenticavo, in tutte le 50 osterie visitate piu volte inserite nel libro, il punto che affermo,oltre a narrare la storia di napoli delle persone, di vicoli, piazze e monumenti è proprioquesto che queste persone, tutte dalla prima all’ultima, con una spesa molto oculata, spesso da fornitori storisci riescono a garantire assolutamente qualità e prezzo al tempo stesso:)

  33. sono obbligato a consigliarvi un posto che ho conosciuto ultimamente Trattoria degli Autisti via delle repubbliche Marinare,400 , credetemi eccezionale in tutti i sensi…..

  34. Anche dalle sole “risposte” in questo post(ed ancor di più nel libro)
    la “sentite” l’anima, autentica, vera, di
    Giulia Cannada Bartoli.
    Non basta saper scrivere
    non basta essere napoletana
    ci un cuore grande.

    Auguri, Giulia.

    • Ettore, infatti Tonino è in guida ed è tra le piu’ antiche dal 1880, ora ci sono i figli Anna e Paolo con lui, e Tonino ultraottantenne, splendido oste, ride e ‘pazzèa’ tra i tavoli con tutti i clientii ormai amici, fantastico baccalà e il ragù:)

  35. la trattoria di Via Piedigrotta, 56 mi riporta ai sapori antichi di mia nonna che non ho ritrovato mai più, come le polpette al sugo, mitiche, e le alici piccole indorate e fritte con amore, per non parlare delle melanzane a funghetto che hanno tutto un altro sapore e i spaghetti con le vongole freschissime con quel pizzico di pomodorino che ti fa un sughetto meraviglioso. I
    l proprietario Salvatore Liguori è un simpaticone e ti mette sempre a suo agio.Io ci torno sempre con piacere, anche se vivo a Caserta. Vi consiglio di andarci

    • Antonella,l’ hai centrata in pieno. anche a me riporta indietro nel tempo a ricordi e sapori ‘nonneschi’ ho una foto di mamma Luisa Liguori che pulisce una marea di freschissime alici con fli occhiali sulla punta del naso, e gli occhi azzurri attenti ad ogni cosa che succede intorno. si respira aria di fresca e sana umanità dai Liguori. l’anno scorsco hanno compiuto 100 anni, sempre nello stesso, luogo, stessi, sapori, stessa accoglienza. li adoro:)

  36. VIVA VIVA LA TAVERNA DELLA SAPIENZA, NON C’E’ DI MEGLIO A NAPOLI DEL LORO “CURENIELLO DI STOCCO ALLA CANTINIERA” ! MA CHE NE SAPE ‘A GGENTE?

  37. Trattoria da Emilio di via Lepanto, questo posto è assolutamente da raccomandare! Locale sempre molto frequentato.. e ci mancherebbe 😉 Il menu è centrato attorno a preparazioni che esaltano le materie prime all’insegna della semplicità. Locale consigliato per qualità e prezzo

  38. La ringrazio Giulia Cannada Bartoli, per la passione che dimostra e per aver messo in evidenza tanti luoghi di grandissima qualità… Qualità, resa disponibile a prezzi più che accessibili, da tutte queste straordinarie trattorie. Ecco, io vorrei soffermarmi proprio su questo rapporto qualità-prezzo, che lei opportunamente ha messo in evidenza e le dico, in modo chiaro, che da decenni sono un appassionato frequentatore, anche se saltuario, della Trattoria da Emilio. La mia non è una scelta di campo, perchè apprezzo molto anche la cucina di altri da lei elencati, ma è solo opportunità, legata al fatto che frequento la zona di Fuorigrotta e che quindi, non posso non affermare,con assoluta certezza, che in questa trattoria, trovo ciò che lei sta evidenziano… qualità-prezzo, insieme a tanta ospitalità e cortesia. Ecco, mi piace sottolineare proprio questo, il rapporto qualità-prezzo, che unito ad un simpatico e caloroso trattamento, ti fanno sentire tutta la capacità di accoglienza, di chi gestiste la trattoria.
    Ammetto, sono di parte, perchè tutte le volte che vado nella trattoria da Emilio, oltre ad essere invaso da profumi di pietanze “”tentatrici””, trovo un’accoglienza che mi fa sentire a casa… Come dire, quattro chiacchiere con il gestore e un’accoglienza calorosa e amichevole, ti danno il piacere di assaporare …
    La ringrazio del suo lavoro e spero, voglia visitare il mio sito dedicato ad Eduardo.
    Un saluto e complimenti.
    Bruno Esposito.

    • Ho ordinato il libro su Amazon… Vengo dal Lussemburgo 3-4 volte l’anno….
      Ci sarà da divertirsi (soprattutto la mia pancia…)

  39. ti segnalo “La Pignata” a 2 passi dall’ex Rinascente a Via Toledo. Vico lungo del Gelso, è sempre affollata e dunque bisogna prenotare. Si mangia ottimamente, si spende poco e le porzioni sono davvero abbondanti. Consigliatissima, avevo fatto anche una rece su TRipadvisor, che ovviamente non me l’ha pubblicata.

  40. SONO ANNI CHE VADO ALLA MITICA TRATTORIA VINI E CUCINA IN VIA PIEDIGROTTA, DA SALVATORE LIGUORI, DIRE CHE SI MANGIA BENE È DIRE POCO, LA SUGGESTIONE DEL POSTO E DELLE FRAGRANZE CHE SI CAPTANO APPENA VARCATI LA SOGLIA TI RIPORTANO INDIETRO NEL TEMPO APRENDOTI SUBITO UNA VORAGINE NELLO STOMACO CHE SEMBRA DIRTI “ALLORA COSA STAI ASPETTANDO?SIEDITI E MANGIA DI TUTTO”
    NON È UNA TAVERNA PER LE PERSONE A DIETA O IN CERCA DI UNA INSALATINA, MA PER GENTE CHE AMA E SA MANGIARE E VUOLE RITROVARSI IN UN AMBIENTE ACCOGLIENTE E FAMILIARE CON UNA ATTITUDINE PARTICOLARE AL CUCINARE ALLA VECCHIA MANIERA! CHE DIRE? PER CAPIRE QUELLO CHE SI PROVA BISOGNA ANDARCI E MANGIARE,TRA LE ALTRE COSE UNA PASTA E FAGIOLI, DA URLO, ED UNA “SANA FRITTURA” SI SANA, PERCHÉ IL PESCE CONSERVA TUTTE LE SUE BENEFICHE PROPRIETÀ SOLO CON LA FRITTURA, E LA FRITTURA DI SALVATORE È AI MASSIMI LIVELLI, SEMPRE FRESCA E DORATA E MAI PESANTE, VA GIÙ CHE È UN PIACERE E SI DIGERISCE SENZA ALCUN PROBLEMA IN POCHI MINUTI!!
    CONCLUDENDO,TRA I MIGLIORI DI NAPOLI, DOVE SICURAMENTE NON RIMARRETE SENZA SOLDI, MA CON UNA GRANDE SODDISFAZIONE NELLO STOMACO E CON LA VOGLIA DI TORNARCI!!

  41. grane lavoro. grande libro. Il bello poi è che lo si legge quasi come se fosse un romanzo. Un consiglio, perché non si cimenta anche nella narrativa? magari a sfondo gastronomico?

  42. sarebbe bello se la sig.ra addetta a questa guida avesse gustato lo stoccafisso cotto al forno o la genovese della Cantina del Gallo al Rione Sanità…quelli non scherzano e secondo me sono bravi veramente!

    • Gentile Rosario la cantina del Gallo è stata recensita ampiamente dalla mia collega la giornalista Monica Piscitelli che l’ha inserita nella sua guida alla Pizzerie di Napoli e della campania edizioni dell’Ippogrifo- abbiamo lavorato su due canali laddove c’èra anche la pizzeria se ne è occupata lei, cmq non mancherò di visitare la Cantina del gallo grazie e buona serata

  43. Complimenti Giulia per il tuo lavoro… io sono abituata a gustare rivisitazioni (leggere) delle cucine tradizionali con ingredienti genuini.
    ho già ordinato il tuo libro e spero arrivi prima che parta per napoli che visiterò per qualche giorno per la prima volta.. nel caso così non fosse sai consigliarmi una trattoria tra le 50 a borgo marinari (sotto castel dell’ovo)

    • cara giulia, le trattorie sono tutte buone
      se vuoi proprio restare a borgo marinari bel libro è segnalata ‘O Tabaccaro se invece vuoi inoltrarti fino a piazza trieste e trento sulla salita della pizzeria brandi c’è Locanda ‘Ntretella. controlla ferie e giorni di chiusura buona vacanza giulia

    • ti passo due scelte Amedeo, Locanda ‘Ntretella,tel 081 427783 controlla perchè è stata aperta in agosto chiedi di rino.

      osteria della Mattonella zona ponte di Chiaia ci arrivi a piedi 081 416541 Antonietta e Massimo
      e và ti do la terza:La Taverna del Buongustaio zona piazza Carità, forse la più vicina 081 5512626 Sasà e Gaetano se vai di sera o week end prenota
      poi fammi sapere
      benvenuto a Napoli in anticipo
      giulia

  44. Mangio da quasi 15 anni a pranzo alla trattoria da Emilio a via Lepanto. La qualità del cibo e’ ottima. Alcuni piatti sono squisiti e Mimmo e Tania sono dei gran signori. Sono curioso del libro che mi procurerò al più presto.

  45. Mari

    Le direi Antica Trattoria da Donato tra le poche aperte dom sera ma verifichi prima 081 28 78 28 parli con Marilena
    poi mi faccia sapere….

    in realta’ a nspoli e’ difficile trovare aperti i locali, se non le pizzerie, perche’ e’ radicata l usanza del tradizionale pranzo domenicale in famiglia dopo il quale difficilmente si cena:) mi faccia sapere e dica a marilena chi l ha consigliata:)

  46. oggi x la prima volta e,sotto consiglio de”le 10 TRATTORIE”,sono andata in compagnia a “IL PORTO DEI SAPORI”…..ottimo….tutto quello che ci ha portato dalla parmigiana al pane alla frittura di paranza.Unico neo il prezzo certamente accessibile ma no certo sui 20/25€.Comunque grazie

    • Dal 25 al 28 Aprile,4 giorni a Napoli da sfruttare al meglio e scoprire il suo cuore!Cara Giulia hai suggerimenti o come si dice “dritte” da darci? Alloggiamo in via S.Tommaso D’Acquino,vicino via Toledo.Nel frattempo cerco di recuperare il tuo libro molto interessante. Grazie di cuore.

  47. @Silvia tranne Emilio e Vittorio che sn a Fuorigrotta sono tutte in zona e valgono tutte la visita includerei anche locanda Ntretella e Da Ettore Le trova facilmente
    in queste date meglio prenotare e soprattutto si goda la bellezza e la bonta’ di Napoli buon soggiorno e ci faccia sapere !:)

    • Silvia, grazie valgono tutte una visita, la maggior parte di queste sono in zona dove soggiornerete, ma valgono tutte il viaggio, includerei Locanda Ntretella e Da Ettore che trova facilmente su internet..il libro lo recupera su amazon…le auguro un buon soggiorno e si goda la bellezza e la bontà di Napoli 🙂 e ci faccia sapere qui 🙂

      • Quattro giorni a Napoli, piacevolissimi.Viaggiato in treno e spostamenti in metropolitana bella e comoda. Tutto il resto a piedi in mezzo alla gente tra vicoli e quartieri, per assaporare e gustare questo splendido teatro coronato dalla cucina napoletana. Devo ringraziarti per gli ottimi suggerimenti:”Trattoria da Ettore” locale pulito persone gentili ottima cucina/prezzo e “Trattoria La Mattonella” dove, oltre aver mangiato bene, abbiamo avuto una piacevolissima conversazione con la simpatica signora Antonietta e il figlio Massimo.Ho solo un rimpianto di non essere riuscita,per questione di tempo,ad assaggiare la trippa! SUGGERISCO a tutti la tua Guida, ben articolata tra storia,tradizioni e ricette per chi ama come me, entrare nel cuore di una città in questo caso Napoli.Complimenti ancora

  48. Gentile Giulia,
    ho acquistato il suo libro dopo averlo sfogliato alla Feltrinelli e l’ho già trovato utilissimo in più di un’occasione.
    Ad esempio mi ha fatto scoprire l’Osteria da Carmela in Via Conte di Ruvo, dove si può mangiare ottimamente a base di pesce benché a prezzi un po’ alti (direi in linea con quelli della costiera). Molto buona anche la Mattonella, altra bella scoperta fatta grazie alla sua guida.
    Devo però dissentire sul ristorante Mattozzi. I proprietari anziani sono certamente ancora dei gran lavoratori e l’atmosfera generale del locale è accogliente, ma ho trovato la cucina molto sciatta ed assolutamente non in linea con il prezzo.
    Anche la Cucina di Mammà, in Via Foria, citata nel libro, a detta dei miei figli che ci sono stati, ha un servizio ed una cucina piuttosto scadenti.
    Credo che la qualità vada constatata nel tempo, ma soprattutto proprietari e chef non dovrebbero mai sapere in anticipo che stanno sottoponendosi “ad un esame”. A quel punto sarebbe troppo facile. Sono ovviamente mie considerazioni estemporanee e sono certa che la sua ricerca viene fatta con molta serietà e passione. Concordo anche con quanti hanno apprezzato la storia dei locali e delle famiglie.
    Complimenti.

  49. Vengo spesso a Napoli essendo la mia città di origine e sono contento che qualcuno abbia pensato ad un libro del genere molto interessante e che acquisterò al più presto. Vedo però che nessuno parla della Trattoria “Festa”che si trova alla fine di via Duomo all’angolo di Via Nuova Marina proprio di fronte all’ingresso del porto, mi fermo sempre li a mangiare perché il rapporto prezzo-qualità-location è ottimo, lo consiglio a tutti vivamente e di nuovo complimenti a Giulia.

  50. L’articolo è prezioso come ha detto qualcuno,
    e la prossima cosa che farò sarà comprare questo libro.

    Intanto però credo che vada rivisto dato che nel frattempo
    ha riaperto la Locanda del Cerriglio,
    la più antica locanda di Napoli,
    che si trova proprio nel cuore della città!

    Il locale è stato restaurato dopo
    parecchi anni dalla sua chiusura probabilmente avvenuta
    tra il 1700 ed il 1800 o forse anche prima,
    ed è nascosto nel vicolo più stretto di Napoli,
    via del Cerriglio (adiacente a piazzetta Sedile di Porto),
    strada che incredibilmente prende il nome proprio dal locale,
    e non il contrario come si potrebbe pensare.

    Il posto è suggestivo, e da questa locanda
    ci sono passati nei secoli scorsi artisti di vario
    calibro tra poeti, scrittori, musicisti, ecc…
    di cui Michelangelo Merisi meglio conosciuto come Caravaggio,
    famoso in tutto il mondo per i suoi capolavori
    (chi come me ama la letteratura, l’arte e l’architettura
    non dovrebbe avere bisogno di dovercci mangiare
    per voler andare in questo posto!!!).

    I proprietari hanno fatto un lavoro minuzioso
    nel restaurare il locale,
    già dal vicoletto medievale così come l’hanno decorato
    si respira l’atmosfera di una volta:
    quando l’ho scoperto per caso insieme a degli amici
    che ho portato in giro per Napoli per mostrargli la città
    mi sono sentito come proiettato indietro nel tempo!

    All’interno invece tra dettagli in legno
    (niente prodotti di design finto legno!),
    un bellissimo “fratino” che si vede già dall’ingresso
    (per chi non lo sapesse è un megatavolo in legno massiccio
    così chiamato perchè veniva e viene
    tutt’ora utilizzato dai frati in ritiro nei conventi
    per poter pranzare e cenare raccolti l’uno vicino all’altro),
    è stata recuperata anche l’originale fontanina di cui parlava
    Salvatore di Giacomo nel suo celebre “Taverne famose Napoletane”.

    Per avere tutte queste informazioni e sapere tanto altro
    basta chiedere ai gestori quando ci andrete,
    organizzano praticamente ogni volta
    un piccolo tour tra una portata e l’altra
    per raccontare e mostrare ai nuovi arrivati
    questo ed altro con molto piacere!
    (alcuni degli amici in mia compagnia erano stranieri,
    ed i gestori sono stati così gentili da raccontarlo anche in inglese!!!).

    Tanta storia e tanta cultura,
    sono sicuro vi starete certamente chiedendo:
    ma cosa cucinano?!

    Praticamente i piatti napoletani più tipici,
    per capirci tutto quello che cucinava la nonna!!!

    Le mie impressioni?
    Vi dico solo che assaggiata la frittura napoletana,
    era così leggera che avrei voluto provare tutto
    già la prima volta che ci andai!
    (di solito la frittura ti fa sentire già gonfio
    e gli altri piatti che hai prenotato non li assapori per niente).

    Preparano ragù delizioso, genovese senza pari, e poi…
    linguine allo scoglio, colatura di alici,
    pasta fagioli e cozze, pasta e patate con provola,
    ed un minestrone come non l’ho mai mangiato in vita mia,
    per non parlare poi dei secondi!!!

    (per chi non mi credesse, il mio invito è quello di visitare
    TripAdvisor: dopo un anno di tempo da cui ha riaperto
    questa locanda è al momento in cui scrivo tra i primi 100
    ristoranti di Napoli su quasi 3000 recensiti,
    alla pari di nomi storici di ristoranti e trattorie
    che ad oggi hanno proprio poco da offrire se non il nome).

    Come potete vedere da commenti e foto varie
    postate da altri internauti italiani e stranieri
    ce ne è per tutti i gusti,
    e la proposta è sempre legata ai prodotti stagionali.

    I prezzi sono nella media,
    e dato che propongono piatti alla carta
    ed un’ampia scelta (nonostante sia una locanda!) di selezionati vini della Campania,
    non potrebbe essere altrimenti:

    prezzi più bassi vorrebbe dire prodotti
    surgelati o vini da supermercato, quindi meno qualità,
    quindi nessun motivo per parlarvi di questo posto!

    Per me è diventata ormai una seconda casa,
    ci vado praticamente una volta a settimana,
    ed è una tappa obbligata quando vengono a trovarmi
    amici da altre parti d’Italia o dall’estero.

    Per altro d’estate si sta freschissimi,
    quindi è l’ideale per pranzare o cenare
    come alternativa ai soliti chalet,
    che opinione personale trovo inadeguati
    per l’afa e lo smog.

    Ah, se ci andate tra le altre cose
    dovete assolutamente assaggiare le polpette di polpo!!!

    Per concludere, cosa molto rara,
    anche i dolci sono preparati da loro!

    A proposito, quando decidete di provare questo posto,
    vi consiglio prenotare…
    i piatti sono cucinati con ingredienti rigorosamente freschi:

    se arrivate tardi e molti altri hanno prenotato
    prima di voi il piatto che vorreste mangiare,
    probabilmente sarete costretti a ritornarci
    dato che si riforniscono di giorno in giorno!!!
    (purtroppo qualche volta che ho deciso di andarci last-minute
    non hanno potuto servirmi quello che volevo).

    Spero di avervi incuriosito e di non avervi annoiato,
    ma tra cucina e storia questo posto mi ha incantato
    (purtroppo sono arrivato secondo:
    Giulio Cesare Cortese fu il primo a definirlo
    ” ‘o Cerriglio ‘ncantato “,
    come recita la citazione su una parete della locanda).

    Ho già prenotato per festeggiare il mio compleanno!
    Potrete vedere le foto dell’evento
    sulla pagina Facebook del locale 🙂

    Fatemi sapere il vostro pensiero a riguardo…
    e suggerite numerosi sempre più luoghi
    e locali che arricchiscono le nostre città!

    A presto!

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