Lisbona: 48 ore e 9 indirizzi per mangiare e divertirsi a meno di 30 €

tram lisbona

Lisbona nel weekend è stata letteralmente invasa dal tifo calcistico, dagli amanti del pallone e dai loro accompagnatori a cui magari, della finale di Champions League, importava poco. Ma a chi si trovasse in città – o programmasse una visita a breve – e di calcio ne capisse poco, non andrebbe poi così male. La capitale portoghese vale un viaggio non solo per la vista mozzafiato che si gode dai miradouri sparsi per la città, i sali e scendi dal celebre tram 28 e le serate passate ad ascoltare il fado.

Lisbona merita un giro anche e soprattutto per la sua cucina – un crocevia culinario tra antiche tradizioni arabe, influssi brasiliani e richiami all’Europa mediterranea – e per i suoi ristoranti, di cui in molti dicono “più assomigliano a bettole, più si mangia bene”.

Due giorni sono pochi, ma un week end dovrebbe comunque bastare per farsi un’idea della ricchezza gastronomica della città.

Sabato: colazione con il pasticcino perfetto

Lisbona_Nata_Pasteis

Per iniziare a capire qualcuno bisogna partire dalle basi. E una città non sfugge a questa regola. Ecco perché un giro di Lisbona non può non cominciare dal pastel de Nata, il pasticcino portoghese a base di uova, la bandiera dei dolci sfornati nel Paese. Non è ancora tempo per andare a Belém, la casa per eccellenza dei pastéis, ma per acclimatarsi anche Nata è perfetto.

La pasticceria ha una veste moderna, ma la ricetta, giurano, è quella di una volta. Il risultato è una sfoglia croccante ripiena di un’ottima crema all’uovo, che ricorda vagamente la crème brûlée, spolverata (a seconda dei gusti) da un velo di cannella. Visitare Praça do Comérçio, a cinque minuti a piedi dalla sede super centrale di Nata (ma ve ne sono anche altre sparse per la città), sarà ancora più piacevole.

1. Nata – Rua da Prata, 78

Sabato: pranzo con le “tapas” portoghesi

ristorante pharmácia lisbona

Prima della mia partenza, nessuno si era premurato di avvisarmi che il popolo portoghese è molto fiero dei suoi petiscos, il corrispettivo delle tapas spagnole. Come i cugini iberici, la peculiarità dei petiscos è provocare dipendenza. Uno tira l’altro e spizzicarli per almeno un’ora è un gran lusso.

Lisbona_Pharmacia

Soprattutto se questo piacevole passatempo avviene al Phármacia, il ristorante all’interno dell’omonimo museo (l’avevamo già detto che l’accoppiata food/arte è una delle nostre preferite) dedicato agli antichi oggetti di uso medico con vista sull’incantevole Miradouro de Santa Catarina.

Tutto è piacevole: dalla sala allestita come fosse una farmacia – qui il menu è un ricettario, la bottiglia dell’acqua è quella per le soluzioni fisiologiche, i condimenti si trovano all’interno di una cassetta del Pronto Soccorso e i muri sono tappezzati di finte scatole di medicinali – ai piatti, frutto di un intelligente mix tra ingredienti di prima qualità.

Lisbona_Pharmacia_Melanzane

Ne sono un esempio le crocchette di anatra con salsa di arancia, gli involtini di melanzane ripieni di formaggio di capra e menta e il delizioso salmone affumicato con erba cipollina.

Lisbona_Pharmacia_Dessert

C’è da dire che, comunque, anche la torta al cioccolato con panna e crema di ciliegie non era affatto male! Il costo di ogni piatto va dai 5 ai 9 € e per saziarsi ne bastano un paio a testa, anche se la verità è che si potrebbe andare avanti per ore.

2. Restaurante Phármacia – Rua Marechal Saldanha, 1

Sabato: cena con la carne

Café de São Bento Lisbona

Una visita al Parlamento di una città, si sa, è d’obbligo. E ignorare uno dei luoghi dove, dicono, si mangi meglio la carne in città è anch’essa una questione di principio. Il locale è dislocato su due piani e si trova nella via di São Bento dove, purtroppo per voi, sarà quasi impossibile non passare almeno una volta nel corso della vacanza.

Purtroppo, perché la cena sarà impegnativa. Per fortuna, perché sarà un’esperienza esaltante.

Lisbona_Sao Bento

Non saprei come altro definire, se non forse con il termine foodporn con cui ho ovviamente hashtaggato ogni immagine della cena, il loro filetto. La Bife à Café de São Bento è così composta: ottimo filetto di manzo servito in una salsa a base di panna (e io che odiavo la panna in cucina!) e sovrastato da un uovo all’occhio di bue.

Ci hanno detto che qui la questione dell’uovo è un fatto di tradizione e noi, per cultura, non abbiamo osato tirarci indietro! Una cena a base di filetto, un paio di birre e dessert viene attorno ai 30 €: la carne da sola li meriterebbe tutti.

3. Café de São Bento – Rua de São Bento, 212

Domenica: colazione a Belém

Lisbona_Belem_Pasteis

L’affaire pasteis, l’avrete capito, qui è una cosa piuttosto seria. E cosa credete che i turisti vadano a fare fino a Belém? A vedere la torre patrimonio dell’Unesco? A visitare i chiostri in stile manuelino del Monastero dos Jerónimos? Certo che no. La fila è tutta davanti alla Casa Pastéis de Belém, da cui escono all’incirca 15 mila pasticciotti al giorno, preparati sulla base di una ricetta segreta tramandata dagli antichi monaci del luogo. La loro bontà, in effetti, fa gridare al miracolo e per iniziare bene la giornata non ne basterà di certo soltanto uno.

4. Casa Pastéis de Belém – Rua Belém, 84-92

Domenica: pranzo nella bettola

Lisbona_Cabacas_Picana na Pedra

Dicevamo, le bettole. Non avremmo mai osato entrare da Cabaças se non ce l’avessero espressamente consigliato. Pur essendo in pieno centro, girato l’angolo di Largo Chiado e di Praça Luís de Camões, l’estetica del luogo non invoglia esattamente a entrare. Un’unica sala arredata alla bell’e meglio, un nugolo di moschini alla porta, una gran caciara proveniente dal televisore.

Eppure, qui ‘deliziosa bettola’ non suona come un ossimoro. I proprietari sono cordiali e portano in tavola con il sorriso le specialità della casa, la picanha na pedra e il naco na pedra. La pietra è incandescente e basta appoggiare la carne un paio di minuti per avere una cottura al sangue perfetta. I due intingoli e il sale grosso con cui viene servito il manzo, poi, sono una veria goduria. Un po’ come il conto: per una porzione di carne accompagnata da un paio di birre si spendono meno di 15 €.

5. Restaurante Cabaças, Rua das Gaveas 8-10.

Brasileira Lisbona

Dopo un piatto del genere, lo stop per una bica – il caffè – all’adiacente 6. A Brasileira, il bar più storico di Lisbona, è una necessità.

Domenica: cena al Bairro Alto

Lisbona_Baccala_Decadente

Ennesimo miradouro, ennesimo ristorante coi fiocchi. Proprio davanti al miradouro di São Pedro de Alcântara – al confine tra il Bairro Alto e Principe Real – si trova il ristorante dell’ostello (per modo di dire, visto che originariamente era stato pensato come residenza dell’ambasciatore svizzero e tuttora sprigiona fascino da ogni angolo) The Independente, il Decadente.

Qui si possono gustare i piatti della cucina portoghese moderna interpretata dallo chef Nuno Bandeira de Lima. Il consiglio è di pasteggiare con i cocktail (o, almeno, di arrivare prima della prenotazione per un aperitivo veloce), decisamente di livello superiore, e di lasciarsi consigliare dallo staff. Abbiamo provato il baccalà, che occupa un posto di riguardo nella cucina lusitana, qui servito cotto lentamente a 56° con miele e mandorle, su un letto di patate al forno e spinaci saltati, e una guancia di maiale cotta per 12 ore e per questo morbida come accade di rado.

Lisbona_Decadente_Dessert

Vietato lasciare il ristorante senza aver ordinato dei dolci, vere specialità della casa. Noi abbiamo optato per una tartelletta di mele con burro e marmellata e per una torta di mele accompagnata da gelato alla vaniglia: entrambe speciali

!l conto finale si aggira sui 30 €, un prezzo più che onesto per una serata così piacevole.

7. The Decadente – Rua de São Pedro de Alcântara, 81

Domenica, a bere al Rossio a qualsiasi ora del giorno

Lisbona_A Ginjinha

Per finire in bellezza la giornata (o iniziarla, o inframmezzarla, insomma vedete voi) bisogna assolutamente considerare di far tappa a Rossio, il quartiere consacrato alla ginjinha, o semplicemente ginja, il liquore a base di visciole tipico della città da ordinare ‘con’ o ‘senza’ frutto. Dopo tanto mangiare, un digestivo è quello che ci vuole. Uno per modo di dire, perchè oltre alla Ginjinha, il primo locale dove sia mai stato servito (nessun posto a sedere, ma la meravigliosa piazza antistante per far fuori il bicchierino), in zona ce ne sono molti altri. Il prezzo per il paradiso è calmierato: 1 € e 35 centesimi a shot.

8. A Ginjinha – Largo de Sao Domingos, 8

pasteis de nata Lisbona

È un attimo, e Lisbona ti assorbe a tal punto da dimenticare che anche questa vacanza finirà.

Rimarrà, forse, giusto il tempo per un ultimo pastel de nata alla (9.) Confeitaria Nacional di Praça da Figueira. 

Ma adesso è arrivato il vostro momento per dirci i vostri posti del cuore a Lisbona, dalla ‘b’ di bica e baccalà alla ‘p’ di petiscos.

[Immagini: Danilo Ricci, Ezimut, Etasobal, eusougourmet, lisbon.net, Caterina Zanzi]



11 commenti su “Lisbona: 48 ore e 9 indirizzi per mangiare e divertirsi a meno di 30 €

  1. Con beneficio di inventario su grammatica ed esistenza attuale del locale ero stato molto bene alla Taqhuina di Adelaide .cerco conferme!

  2. Casa Pasteis de Belem.. ho provato ad entrare, non lo farò mai più. Non ricordo nessun locale con più odio di quello. Per il resto a Lisbona si mangia alla grande quasi ovunque e con poco. Per la ginjinha c’è anche Ginjinha sem rival da Eduardino accanto a 100 metri dal locale scritto qui. Per il buon pesce, personale gentile e prezzo invitante il mio ristorante preferito è però A Licorista O Bacalhoeiro, molto frequentato anche dai locali dove ho mangiato e bevuto bene con 10€.

  3. Ho visitato Lisbona (e poi altre parti del Portogallo) lo scorso anno.
    Arrivati la mattina per visitare il Monastero dos Jerónimos tentiamo di assaggiare le Pastéis de Belém (Rua Belém, 84-92): assolutamente impossibile, già c’era la fila e proprio mentre arrivavamo noi è giunto un pullman carico di turisti giapponesi che si sono prontamente messi in fila davanti a noi 🙁

    Risultato (paradossale?): fatta colazione nel vicino Starbucks (che si trova proprio lì, a Rua Belém 110), mangiato muffin non male. 🙂

    Nel pomeriggio, al ritorno, dopo aver visita la famosa Torre omonima (peraltro a mio parere non proprio un capolavoro…) siamo riusciti ad assaggiare le famose pasteis: buone, ma non al punto di gridare al miracolo. Certo magari per i turisti giapponesi possono risultare sorprendenti, ma non per chi ha altre abitudini:

    http://www.dissapore.com/grande-notizia/cabaret-paste/

    Last but not least: quel giorno era il mio compleanno e, tornati in albergo, ho trovato in stanza gli auguri dell’Hotel. Una spettacolare (qui veramente si) torta Sacher con candelina che, a mio giudizio, era più buona di quella assaggiata a Vienna al Cafe Griensteidl un paio di anni prima.

    That’s all 🙂

  4. Ho mangiato alla churrascheria in via malmhoa , vicino all’hotel “Ibis” dove alloggiavo. vicino alla fermarlta metro Giardino zoologico antipasti a buffet , e che buffet: baccala su un letto di patate , olive e bietina e ananas alla brace e una bottiglia di lancers.conto totale per due 36 euro

  5. Ho visitato Lisbona (e poi altre parti del Portogallo) lo scorso anno.
    Arrivati la mattina per visitare il Monastero dos Jerónimos tentiamo di assaggiare le Pastéis de Belém (Rua Belém, 84-92): assolutamente impossibile, già c’era la fila e proprio mentre arrivavamo noi è giunto un pullman carico di turisti giapponesi che si sono prontamente messi in fila davanti a noi 🙁

    Risultato (paradossale?): fatta colazione nel vicino Starbucks (che si trova proprio lì, a Rua Belém 110), mangiato muffin non male. 🙂

    Nel pomeriggio, al ritorno, dopo aver visita la famosa Torre omonima (peraltro a mio parere non proprio un capolavoro…) siamo riusciti ad assaggiare le famose pasteis: buone, ma non al punto di gridare al miracolo. Certo magari per i turisti giapponesi possono risultare sorprendenti, ma non per chi ha altre abitudini: vedi sempiterno cabaret di paste…

    Last but not least: quel giorno era il mio compleanno e, tornati in albergo, ho trovato in stanza gli auguri dell’Hotel. Una spettacolare (qui veramente si) torta Sacher con candelina che, a mio giudizio, era più buona di quella assaggiata a Vienna al Cafe Griensteidl un paio di anni prima.

  6. Bomjardin, o rey do frango, in Travessa de S. Antao 11, per il miglior pollo arrosto cotto nel forno a legna della vostra vita.

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