Home Restaurant. Aiuto, la moda del social eating ha colpito anche me

social_eating

Vi appassiona l’argomento home restaurant? Se ancora non sapete cos’è, vi dico in breve che significa trasformare la vostra casa in un ristorante. Una pratica che piace tanto a chi ama cucinare. Ho curiosato ed ho scoperto tante community che promuovono il social eat: TavoleRomane nella capitale, Home Food a Bologna, New Gusto in Abruzzo per citarne alcuni.

Gnammo, nato tra Torino e Bari nel 2012, è uno dei portali più affermati nell’home restaurant ed è per questo che ho deciso di parlare direttamente con uno dei tre fondatori, Cristiano Rigon.

fondatori_gnammo

Gnammo è semplicemente la versione moderna del social network più vecchio del mondo, la tavola. Insomma, il social eating. Così hanno pensato Cristiano Rigon, Gianluca Ranno e Walter Dabbicco, quando hanno deciso di unire le forze per mettere in contatto e far incontrare in ambienti informali gli amanti della buona tavola e quelli che amano cucinare e condividere. L’idea è nata dalla solita battuta “ma come cucini bene, perché non apri un ristorante?”

I tre ragazzi hanno messo in piedi un’intera piattaforma, Gnammo, che attualmente unisce più di 54.000 utenti in 287 città con 829 eventi in attivo.

“Si tratta di un portale che permette di organizzare o partecipare a un evento culinario, che può tenersi in luoghi affascinanti come parchi, atelier d’artista o case private in zone di pregio delle diverse città”, aggiunge Cristiano.

Il funzionamento è molto facile: basta iscriversi gratuitamente al sito od accedervi attraverso i social network e decidere il ruolo: Cuoco o Gnammer (che sono, ovviamente, interscambiabili).

Il Cuoco crea l’evento, fissa il menù, il prezzo (varia da 5 a 35 euro), il numero di partecipanti (da 4 a 12 in media) e le foto della location.

Lo Gnammer sceglie l’evento a cui partecipare ( che può essere pranzo, cena, merenda, brunch, degustazione, picnic ecc) e manda la richiesta.

Una volta che il Cuoco accetta, lo Gnammer effettua il pagamento attraverso PayPal e riceve l’indirizzo dell’evento. In seguito ognuno lascia il feedback sul sito (vengono presi in considerazione tutti gli aspetti: qualità del cibo, accoglienza, location, pulizia dell’ambiente, ma anche il comportamento degli ospiti ecc).

Semplice, no?

Ero curiosa di vedere come funziona Gnammo con i miei occhi, e sono andata a casa di una nota foodblogger, Alessia Bianchi, autrice di Dolcezze di Nonna Papera, che ha deciso di entrare nella community degli gnammers e di proporre una colazione  (a 20 € a persona) a casa sua sul lago di Como.

Ovvio, non il solito “cappuccino&cornetto”, ma una colazione domenicale di tutto rispetto: torte dolci e salate, biscotti artigianali, yogurt, cioccolato, tè, caffè, succhi di frutta. L’ambiente caldo e conviviale che mette a proprio agio persone che non si conoscono tra loro ha fatto si che la colazione durasse fino al tardo pomeriggio!

Direi che l’esperimento ha funzionato: oltre essermi divertita, oltre aver mangiato una bella selezione di manicaretti casalinghi, ho stretto un paio di amicizie interessanti e ho deciso che da oggi troverete anche me su Gnammo.

Verrete alla prossima cena a casa mia per dire la vostra sulla cucina e sull’home restaurant?



venerdì, 20 febbraio 2015 | ore 10:34

81 commenti su “Home Restaurant. Aiuto, la moda del social eating ha colpito anche me

    • è un evento privato,dal punto di vista fiscale, è una prestazione di servizio TRA PRIVATI, che non richiede alcun giustificativo fiscale 🙂

      • viva il nero. Viva l’evasione fiscale. Ricordiamoci che qualsiasi prestazione di servizio, che concorra a formare reddito DEVE ESSERE DICHIARATA e si devono pagare le tasse (altri redditi in sede di dichiarazione fiscale). Punto e basta. MI auguro che la Guardia di inanza faccia un bel controllo fiscale su questi 829 eventi di Gnammo

        • le tasse le paga gnammo il sito esiste per questo!!!! se leggi si paga sul sito!!! non dai i soldi in mano quando entri in casa ale sveglia

      • Le faccine non cambiano le cose: l’iscrizione avviene attraverso un sito, gli altri commensali, oltre che ovviamente l’ospite, non li conoscevi, quindi non si può nemmeno usare la scusa della “cena tra amici”. E’ evasione fiscale, punto.

        E la roba che sta scritta sul sito di Gnammo dal punto di vista della normativa fiscale è semplicemente ridicola.

        • le tasse le paga gnammo il sito esiste per questo!!!! se leggi si paga sul sito!!! non dai i soldi in mano quando entri in casa ale sveglia
          Rispondi

      • La cosa che davvero mi lascia di stucco, è che quegli idioti che stanno al potere in questo paese, stanno riuscendo nel loro intendo. Ossia fare il LAVAGGIO DEL CERVELLO ALLE PERSONE IGNORATI, così da far credere loro che sia giusto farci pagare DELLE TASSE INAUDITE!
        Se le tasse in questo paese di stolti e ladri fossero più basse, COME NELLA MAGGIOR PARTE DEGLI ALTRI PAESI EUROPEI, SE NON FORSE TUTTI, (O PER LO MENO CI FOSSERO STIPENDI, TENORI DI VITA, SISTEMI FUNZIONANTI ALLA PERFEZIONE, CHE GIUSTIFICHINO QUESTE TASSE ASSURDAMENTE ALTE), nessuno avrebbe problemi a pagarle, questa è la verità. Ci stanno togliendo tutto, e ancora c’è gente che crede che IL POPOLO, LA CLASSE MEDIA, DEBBA PAGARE PIU’ TASSE PER METTERE A POSTO LA SITUAZIONE. PAGHIAMO, PAGHIAMO, FINO A CHE LA CLASSE MEDIA DIVENTA POVERA, E RESTANO I RICCHI, SEMPRE PIU’ RICCHI. E tutto questo sta già succedendo alla grande.
        ANDATE A STUDIARVI IL CONCETTO DI CAPITALISMO PRIMA DI PRENDERVELA CON CHI CERCA DI RENDERE LA PROPRIA VITA PIU’ INTERESSANTE E MENO PIATTA. E che cerca di condividere momenti felici in questa vita che ci stanno rendendo sempre più triste e difficile.
        Rubare non è giusto. Ma chi ruba non son certo quelli che si fan pagare 35€ a testa per una cena. Che tra l’altro non possono superare i 5000€ all’anno, perchè i pagamenti avvengono tramite paypal, e quindi TRACCIABILI e PULITI.
        Ma ce la fate??
        Chi ruba davvero E’ CHI CI COMANDA. E la gente, leggendo da questi commenti, davvero comincia a credere che sia giusto, e che siano in diritto di farlo. E che noi, cretini, il popolo, dobbiamo PAGARNE (in tutti i sensi) le conseguenze.
        Voi siete pazzi.

        • hai ragione, io non ho ancora partecipato a nessun evento, mi sono iscritta su gnammo a quella di una mia concittadina, spero raggiunga il numero di commensali. l’ho fatto per conoscere gente nuova,visto che sono single, partecipo a delle cene in “locali regolari” e sono sempre le stesse che girano. a me pare un’ottima idea. l’obiezione della fiscalità mi pare ridicola. certo in questo momento sto indagando sul web su altri social eating, oltre a gnammo, qualcuno mi è parso un ristorante mascherato

        • Complimenti x la risposta!condivido tutto quello che hai scritto!questi che parlano di evasione fiscale sono un branco di pecore,schiavi dei padroni!si lamentano x l evasione fiscale…..ma questo sito nn é fatto certo x guadagnarci ma x condividere,tornare a parlare tra noi e se ci fosse un piccolo gguadagno ben venga!stolti idioti uscite di casa,aprite la mente parlate con il prossimo,divertitevi,girate il mondo così capirete come funziona!il problema è che la tv gli ha mangiato la mente……

        • Brava..son d accordo con te..di tasse ne paghiamo fin troppe e salate!! E bastano e avanzano per coprire quelle 2 o 3 cene che organizzi privatamente. .ma svegliatevi che pagate le tasse x rimpinguare i milioni che i politici si fottono e si sputanano alla faccia nostra.

        • da: http://WWW.cenodate.it

          E’ legale?
          Si, è legale. rientra nelle normative fiscali che regolano le “prestazioni occasionali” l’importante:

          1 – non dev’essere un’attività abituale;
          2 – dev’essere un’attività non professionale;
          3 – non deve svolgersi con continuità per più di 30 gg;
          4 – non dev’esserci una coordinazione.
          5 – il compenso annuale netto non deve superare i 5,000.00 €

  1. Da Gnammo cito testualmente

    Quale documento fiscale deve essere rilasciato a fronte del pagamento della cena?

    L’evento che tu realizzi è un evento assolutamente PRIVATO, e soprattutto, letta dal punto di vista fiscale, è una prestazione di servizio TRA PRIVATI, che non richiede alcun giustificativo fiscale: leggi nessuna ricevuta o fattura.
    L’agenzia delle entrate, ovvero chi controlla che si paghino le tasse, permette questo tipo di operazioni, con alcune attenzioni: quando il singolo privato (Cook) inizia ad avere un transato superiore a 5000€ in un anno, a prescindere dal numero di eventi creati, potrebbe contestarti il fatto che la tua è un attività professionale.
    Gnammo, che vuole essere attento a questi aspetti, raggiunta quella cifra, ti accompagnerà e supporterà se vorrai aprirti una partita iva.

    A questo punto immagino che quanto meno Gnammo abbia una contabilizzazione precisa del transato del singolo cooker. Viceversa non immagino difficoltà da parte dello stesso ad evadere fiscalmente sulle eccedenze di un € 5.000 non riscontrabile attraverso alcuna pezza giustificativa.

    Sono comunque perplesso.

      • Sono perplesso sulla ratio dell’home restaurant. Voglia di guadagnare? Avere introiti in tempi di difficoltà? Far conoscere agli estranei la propria bravura in campo culinario? Tutto qui.

    • ” Viceversa non immagino difficoltà da parte dello stesso ad evadere fiscalmente sulle eccedenze di un € 5.000 NON RISCONTRABILE attraverso alcuna pezza giustificativa.”
      Questo confligge con quanto pubblicato dalla gentile Giulia, da cui ricopio: “lo Gnammer effettua il pagamento attraverso PayPal”.
      Cosa sarebbe “non rintracciabile” in una transazione che avviene su piattaforma elettronica?
      Transazioni registrate => somma automatica per singolo cooker => al raggiungimento di una soglia, diciamo 4800 euro, esce dallo schermo un simpatico elfo che dice “ce la vogliamo fare una partita IVA, o preferisci una visita di €quitali@?”

      • Infatti ho testualmente scritto “A questo punto immagino che quanto meno Gnammo abbia una contabilizzazione precisa del transato del singolo cooker”. Avevo tralasciato la questione Paypal.

    • “…non immagino difficoltà da parte dello stesso ad evadere fiscalmente…”
      Ovvero, quello di cui sono accusati da sempre baristi e ristoratori. Con la differenza che qui si parla di 5000€ annui, nel caso di bar/ristoranti le cifre annuali in ballo (guadagnate e, in alcuni casi, evase) sono decisamente più elevate. D’altronde, il limite dei 5k euro annui vale anche nel caso di vendite online su siti tipo Ebay e anche in questo caso, i venditori professionali devono (dovrebbero) avere regole diverse, prima di tutto la P.Iva. Ma se un privato vendesse per 6000€? 🙂
      Riguardo gli home restaurant, le perplessità potrebbero esserci dal punto di vista dell’igiene e del rispetto delle misure di sicurezza. Ma, anche in questo caso, una cena di questo tipo è l’equivalente di una cena a casa di amici in cui uno mette la casa e gli altri si dividono le spese e dove l’HACCP non viene minimamente preso in considerazione… sbaglio a pensarla così?

      • Il limite dei 5.000 euro annui riguarda solo i versamenti INPS (al di sotto di questo non c’è bisogno di aprire una posizione previdenziale e pagare i relativi contributi). Per il resto quello che fa fede è la continuità dell’offerta e le caratteristiche della prestazione. Se si “organizza una cena” a settimana e si invitano solo sconosciuti reclutati attraverso un sito a cui (presumibilmente) si paga una commissione anche in modo indiretto, sarà un po’ difficile spiegare all’Agenzia delle Entrate che non si tratta di attività professionale…

        Poi se vogliamo discutere del fatto che le regole per tutta una serie di attività marginali (e non solo) andrebbero cambiate, io sono d’accordo, ma le regole per ora sono queste.

  2. Ciao MR, Roberto, Enzo, Paolo, Carlo 59 e grazie a Giulia per il bellissimo articolo e le belle foto.

    Sono Walter, responsabile della comunicazione di Gnammo e co-fondatore con Cristiano e Gian Luca di Gnammo.

    Proviamo a rispondere ad alcuni dei dubbi emersi nei commenti -rispetto ad altre occasioni qui sono davvero puntuali e stimolanti, grazie 🙂 – e nel frattempo ne approfittiamo anche per parlare un po’ della nostra storia.

    Il progetto Gnammo è partito oramai da un paio di anni, ed è, da alcuni mesi, il lavoro a cui ci dedichiamo full time.
    I primi tempi sono stati ovviamente i più complicati, in particolare perchè abbiamo passato molte giornate a validare il modello del Social Eating con i professionisti cui ci siamo affidati, ma la quadratura -fortunatamente- è arrivata abbastanza presto.

    Il modello di Gnammo è completamente conforme a tutte le normative vigenti in questo momento in Italia: si tratta di eventi SALTUARI tra PRIVATI che NON SONO APERTI AL PUBBLICO (spiego: rispetto ad un ristorante, sempre aperto e che deve rispondere a determinati adempimenti, qui parliamo di una casa dove può entrare solo chi sia stato preventivamente approvato dal padrone di casa e abbia approvato il regolamento di servizio di Gnammo), le cui transazioni AVVENENDO ONLINE sono completamente tracciate e per ogni acquisto, sia la piattaforma di pagamento che Gnammo, giustificate da documentazione fiscale (ricevuta dell’acquisto, bonifico al cuoco a fine cena, fattura per la commissione di servizio di Gnammo s.r.l.).
    Il cuoco É TENUTO a dichiarare i proventi della sua attività occasionale su Gnammo nel novero delle prestazioni occasionali.
    Ogni utente ha un suo archivio nel quale Gnammo conteggia i ricavi e dal quale ricava un alert automatico se vengono superati i 5000€/annui.

    Va da sè che Gnammo controlla che sulla propria piattaforma nessuno superi quel limite, ma non può sapere se uno cuoco ha al suo attivo altre prestazioni occasionali che contribuiscono a superare i 5000 euro complessivi annui.
    Siamo tuttavia certi che questo non avvenga, visto che costituirebbe un’azione non legale da parte dei cittadini.

    Spero di aver chiarito qualche punto un po’ confuso che ho notato emergere dai vostri commenti, ma se permanesse qualche curiosità non esitate a scriverci una mail, noi siamo qui apposta!

    Buon appetito,

    Walter

    • Chiarissimo: corrisponde a quanto dall’articolo emergeva. Confermi quanto confusamente mi ero disegnato, dal punto di vista del tracciamento e regolarità delle transazioni.
      P.S. se un giorno userete davvero un elfo per segnalare il superamento delal cifra “legale”, spero che almeno una brioche me la riconoscerete, come corrispèettivo del diritto d’ingegno 🙂

    • Ripeto: il fatto di superare o meno i 5000 euro non è l’unico criterio perché si possa parlare di attività imprenditoriale: sopra i 5000/anno si è sicuramente fuori, ma anche sotto, se ricorrono criteri come abitualità della prestazione e organizzazione, a un controllo approfondito si rischia grosso.

      • Grazie per il commento MR, ci permette di fugare un possibile ulteriore dubbio.
        Come sottolineato si tratta di EVENTI DI NATURA SALTUARIA.
        Nessuno su Gnammo può avviare un ristorante con insegna e aperto ogni giorno a chiunque si trovi a passare, non è conforme al regolamento della piattaforma, anche se il transato fosse di 1 EuroCent al dì.

        Grazie ancora,

        Walter

  3. Ragazzi, ma con 20€ ci mangio alla grande anche da Mannori, Rinaldini o Fabbri (solo per dirne 3) ? Ma chimofafà di spendere tali cifre a casa di un tizio/a che non so neanche in che condizioni lavora ? Per la vista sul Lago di Como? Me cojoni…

    • 20 euro è ancora nulla…ho aperto un altro sito simile per curiosità, tale “Ceneromane”, e il primo risultato proposto è un menù a partire da 90 euro a casa di alcuni tizi con terrazza vista Colosseo…volendo hanno anche il menù da 120 euro…
      Io su queste cifre piuttosto vado ad un ristorante affidabile, ma comunque non ho nulla in contrario su queste cene e nemmeno con chi ci va, può essere sicuramente un altro modo per incontrare persone con la stessa passione per la cucina, e farsi nuovi amici.
      Certo, c’è anche il rischio di incontrare quelli che lo fanno solo per soldi, ma credo che la maggior parte di chi partecipa sia gente appassionata.

      • Ciao Graziano e Silkwood,
        vi ringrazio per i vostri feedback.

        Mi permetto di sottolineare che il #SocialEating non è un’alternativa al ristorante, non è stato mai detto ciò e nessuno vuole che lo diventi.

        È un’esperienza completamente differente che ha nell’incontro a tavola con nuove persone e nella scoperta del padrone di casa e delle sue tradizioni, gli ingredienti fondamentali.
        L’obiettivo è riportare a incontrarsi le persone, dal vivo, attorno alla tavola.
        La possibilità generata è quella di generare delle piccole job opportunities.
        Non a caso il #SocialEating è tranquillamente replicabile in ristoranti, anzi, i primi test sono già in corso, perchè sarebbe stupido tagliare fuori dalla community di Gnammo le pietre angolari della ristorazione e della cultura dell’ospitalità italiane.

        Ringraziandovi ancora vi saluto e auguro buon sabato,

        ciao 😉
        Walter

  4. C’è stato un lungo dibattito su Dissapore dove sono state espresse opinioni diverse: i punti più delicati sono
    1 rischio di evasione fiscale
    2 scarse garanzie di sicurezza alimentare.
    Di fatto si fa ristorazione a pagamento senza gli obblighi della ristorazione professionale.
    La fuffa è quella parte della COMUNICAZIONE che cerca di dimostrare il contrario.

    • Ciao Gillo,
      grazie per il tuo approfondimento.

      Come più volte sottolineato in altri commenti e facilmente desumibile, le risposte ai presunti punti delicati da te definiti 1 e 2, sono presenti e dettagliate sia nelle FAQ di Gnammo (http://gnammo.com/faq/) che nei Terms&Conditions (http://gnammo.com/terms/1.0).

      Ci teniamo a sottolineare che il modello del #SocialEating è stato validato da commercialisti e avvocati interpellati in merito oramai oltre 3000 gnammers a tavola orsono.
      Concludiamo ribadendo e assicurandoti che nella ricetta del #SocialEating non vi è alcun punto oscuro oppure obblighi non rispettati.

      Augurandoti un sereno pomeriggio ti ringraziamo per il tuo commento,
      ciao!

      • quindi voi potete mettere la mano sul fuoco che se la cena costa 120 euro a commensale il pagamneto di 120 euro e’ effettuato in anticipo con paypal? TUTTO? ahahahahahahaahahahaha

        • Certo Carlo.

          nb:
          Solitamente gli eventi Gnammo non hanno quel prezzo, ma molto inferiore.
          Gli eventi sulla nostra piattaforma richiedono il pagamento anticipato e online. Il regolamento è chiaro a riguardo e nei controlli a campione che facciamo non risultano irregolarità.
          Questo per quello che riguarda Gnammo, non abbiamo notizie riguardo altre piattaforme.

  5. Ciao vorrei capire quali sono i vantaggi di associarsi a Gnammo e quali i costi perché visto così uno potrebbe anche fare tutto da solo…

    • Ciao Sandro,
      certo è possibile fare tutto da soli, ma entrando all’interno della community più importante in Italia per il #SocialEating hai il vantaggio di:

      – una audience in termini di gnammer molto più ampia (ad oggi 40.000 registrati)
      – di un sistema di pagamento online (e tracciato) che ti permette di avere copertura in caso di “bidone” (se hai fatto la spesa e uno gnammer annulla una prenotazione oltre le 24 ore quest ti viene comunque versata)
      – dei feedback che rappresentano la tua reputazione
      – partecipare alle iniziative speciali previste per i best users (rassegne con brand, premi…)

      La registrazione su Gnammo è completamente gratuita e da fine mese avrà come unico costo il 12% di commissione di servizio comprensivi di tutti i costi per la piattaforma di pagamento.

      Restiamo a tua disposizione per ogni eventuale necessità e ti auguriamo buona giornata!

      • Ciao,
        scrivo in risposta a tutto quello che leggo qui.
        I feedback sono fondamentali su questo sito, ma fondamentale è l’educazione delle persone, il rispetto per le cose degli altri, la cultura, la voglia di scambiare e di divertirsi.
        In una società isolata come la nostra dove le persone stanno più dietro al pc che ai propri amici, è bello anche dare il “welcome” come italiani in un paese che fa acqua da tutte le parti, ma che comunque ha una comunità creativa non indifferente.
        Vedo che queste cose funzionano maggiormente in città come Milano o Roma, nelle province le persone sono più restie, e comunque importante è la partecipazione di intellettuali, persone straniere che apportano freschezza e vivacità in un paese vecchio e triste, bigottone come il nostro.
        Se una persona vuole aprire la propria auto per dividere le spese o la propria casa per far da mangiare e dormire ad utenti con un buon feedback saranno pure cavoli suoi, tanto spesso l’impresa non vale la spesa, ma è solo un modo per sentirsi liberi in un paese che cade a pezzi.
        Se poi a fine anno porta tutte le ricevute al commercialista, non vedo altri problemi se non quello culturale.

  6. Per quanto riguarda l’aspetto fiscale è bene chiarire che quanto detto da Gnammo è corretto ma INCOMPLETO.
    A fronte di una trattativa privata non va rilasciata nessuna Ricevuta FISCALE o Fattura, in quanto non essendo titolari di Partita Iva non si ha la possibilità materiale di emettere tali documenti.
    E’ invece obbligatoria (ma Gnammo questo si guarda bene dal dirlo) una ricevuta in carta semplice numerata che riporti l’importo ed i vari dati anagrafici di chi la emette e di chi la riceve. Tali ricevute concorrono a formare il proprio reddito e l’importo a fine anno va DICHIARATO nella propria dichiarazione dei redditi ed è soggetto a tassazione (quadro relativo ai redditi per lavori occasionali). Il discorso dei 5000 euro vale SOLO se questo è l’UNICO reddito personale, in tal caso non si fa alcuna dichiarazione essendo sotto la soglia minima, ma sfido chiunque a vivere con 5000 euro l’anno ed avere pure denaro per allestire cene e navigare allegramente su Web a caccia di potenziali “clienti”.
    Perchè è inutile raccontarcela… sono CLIENTI non amici… ed ancora è da capire se sia effettivamente legale praticare l’home restaurant in Italia a fronte di normative ben precise sulla manipolazione di alimenti e bevande. Il fatto che una cosa venga fatta non vuol dire automaticamente che sia legale. l’escamotage più usato per aggirare l’ostacolo è quello della associazione, dove i soci e solo loro possono usufruire dei servizi offerti dalla associazione (vedi ad esempio le Cesarine). Unico neo… deve essere una associazione non a scopo di lucro, ed allora dovrebbe spiegare chiaramente dove vadano a finire i soldi intascati.

  7. Non si capisce peraltro come un B&B (cioè abitazione privata nella quale si ospitano delle persone) possa per la colazione offrire SOLO alimenti preconfezionati non manipolati dal gestore (questo per legge in quasi tutte le regioni italiane) mentre si possa far da mangiare a chiunque senza alcuna normativa ed alcun obbligo igienico sanitario nonché fiscale nel caso dell’HR.

    E peraltro chi ha un B&B non può fare HR proprio in virtù di quella normativa che gli impedisce di manipolare alimenti e bevande…

    Se qualcuno riuscisse a spiegarmi la differenza, articoli di legge alla mano, gliene sarei grato.

    • infatti ho un’amica che ha un hotel e si lamenta di non poter servire le torte fatte in casa da lei per colazione. mi è venuto un’altro dubbio, se uno fa ste cene per hobby, per conoscere gente, o motivi simili, e ha un reddito da lavoro dipendente con un aliquota del 38 %, e mette l’importo percepito della cena come redditi diversi ci rimette, non potendosi scalare le spese e cumulandosi nel quadro rn deve lasciare il 38% dell’importo percepito all’erario.

  8. Ciao Davide,
    grazie per il tuo contributo, anche perchè, con alcune imperfezioni, non fa altro che riportare quello che abbiamo già detto o che è riportato sia nelle FAQ che nei Terms&Conditions di Gnammo.
    Gnammo non ha mai omesso (anzi, sottolineamo sempre la cosa), che viene emessa la corretta domcumentazione fiscale sia per lo gnammer che per il cuoco.
    Gnammo incassa “in nome e per conto” del cuoco, che -anche questo sempre affermato e riportato in ogni dove- alla fine dell’anno deve portare tutta la documentazione ricevuta dal suo commercialista e inserire questi guadagni nella voce “altri redditi” della sua dichiarazione.
    Dunque nulla di strano e nulla di cui “ci guardiamo bene del parlarne”.
    In conclusione ci preme ricordarti che il modello è stato già validato da commercialisti e avvocati tempo fa, e ne viene rinnovata la validità ogni giorno dalle quasi 40.000 persone registrate sul portale.
    Restiamo a tua disposizione per ogni dubbio ulteriore e ti auguriamo buona giornata,
    ciao!

    • La domanda è semplice… e l’ho già fatta, sulla base di quali normative, avendo un B&B ed essendomi impedito di manipolare alimenti e bevande per preparare le colazioni degli ospiti posso invece dar loro da mangiare a pranzo/cena senza violare alcuna norma ?

      Se la mettiamo dal punto di vista operativo come una cena a pagamento tra persone consenzienti, anche far dormire una persona pagante e consenziente nella propria abitazione dovrebbe, per analogia, non essere sottoposto ad alcuna normativa, ma non è così… come mai ? Più in generale qualsiasi “attività” svolta a casa propria sarebbe fattibile se il principio vale anche per una sola “attività”… qualcosa non mi torna e fino ad oggi nessuno (mica solo il team di Gnammo) è riuscisto a riportarmi un articolo di legge su tale materia che dia un chiaro via libera a quest tipo di attività, perchè inutile girarci attorno… di attività (commerciale) si tratta. Non la sto contestando, l’idea è ottima, ma non convince dal punto di vista della liceità, capisco aver consultato fior di consulenti, ma uno straccio di normativa che chiarisca che è possibile farlo in piena legalità nessuno riesce mai a citarla.

  9. Secondo me ci sono tutti gli elementi per denunciare l’attività come evasione fiscale e vari reati di natura igienico sanitaria.A questo punto perché mai uno dovrebbe aprire un ristorante??? Secondo me si sta già muovendo qualcosa consiglierei a tutti di aprire regolarmente un ristorante rispettando tutte le norme in vigore (e sono tante ) comprese le licenze necessarie per la somministrazione di bevande e alimenti.Mi dispiace ma se ragioniamo in questa maniera a questo punto uno si può aprire un negozio di abbigliamento,di arredamento,vendere carne ,verdure e alimentari di ogni tipo ,vendere gioielli ,quadri ,hi-fi ,telefonini,riparare qualsiasi cosa… Non esiste e non è giusto per coloro che pagano le tasse e rispettano le norme commerciali.

    • mah, da quello che ho visto l’altro giorno quando mi sono informata su questi siti, è tutto molto virtuale, nel senso che la gente si propone e poi non si fa nulla di concreto. aria fritta. da aria fritta ad aprire un ristorante il passo è molto lungo. in quanto a vendere oggetti non è una cosa nuova, sono decenni che si fa usando i sistemi tradizionali,tipo i quotidiani e giornaletti specializzati di annunci economici. uno cambia casa e magari ha un frigo che non gli serve più, lo vende. da anni ci sono anche i mercatini dell’usato in conto vendita, in cui c’è di tutto, dai mobili all’hi fi e la finanza non ha niente da ridire, visto che sono fioriti come i funghi, e non sono stati chiusi. e su e-bay sono anni che la gente vende roba usata. su e-bay ci sono anche imprenditori, non solo soggetti che si disfano di roba vecchia. presuppongo che saranno regolamentati come quando vendono usando un altro canale. per quanto riguarda le case “fra privati” su un famoso portale, ho fatto una ricerca 2 o 3 gg fa, dovendo andare in vacanza in una località x, ed è poi emerso casualmente a causa dell’incrocio con le ricerche “tradizionali”, che un paio di annunci da me visitati erano di agenzie immobiliari e non di privati.alla fine ho prenotato un aparthotel su un sito di viaggi. diverso tempo addietro feci un’altra ricerca per un altra località e individuai altri B&b. non è escuso che fra un pò in mezzo a gente comune che vuole solo far 2 chiachiere con gente nuova di fronte a un piatto di minestra s’infilino ristoranti normali.

      • Mi sembra che tutti siano impazziti
        Volete dire che sono riusciti a metterci contro fra di noi persone normali . Una iniziativa simpatica che può gratificare persone che non hanno grosse possibilità di uscire e che amano cucinare e così riescono ad incontrare gente . Siete qua a chiedere controlli , ma su quale guadagno ? Fate un poco di conti ! L idea è molto simpatica bravi ragazzi !!!

  10. Comunque l’unica persona o meglio l’unica agenzia che può chiarire meglio questo innovativo lavoro di ristorazione o presunto tale è l’agenzia delle entrate e sinceramente mi verrebbe voglia di linkare questa iniziativa e poi verificare un po’ cosa ne pensano. Anzi vorrei sapere se qualcuno ha avuto la mia stessa idea e quali sono state le risposte da parte dell’agenzia delle entrate/usl/comune di competenza ecc..

    • Può fare un interpello se si vuole togliere la curiosità, alla Direzione Regionale delle Entrate di sua competenza (dove abita) dicendo che vuole proporsi come cuoco nel portale xy a sua scelta, citando, chiedendo come dovrà dichiarare i proventi eventualmente percepiti,come documentarli,se può detrarsi le spese e come documentarle.L’interpello è l’unico canale a mia conoscenza attraverso il quale la DR emette pareri. L’esito dell’interpello è valido anche per gli altri contribuenti. Se visita il sito dell’agenzia troverà nella documentazione gli interpelli a cui sono già stati date risposte, sotto la voce circolari, etc. magari se fa una ricerca può darsi che ve ne siano già, chissà.

  11. Ho rimandato una cena come mia suocera… Le ho comunicato che Sin quando non avrò notizie certe in merito , non posso più invitarla a mangiare a casa

  12. Anche io faccio prestazioni da privato a privato e non so se a fine anno arrivo a 5000 ma la p.iva l’ho dovuta aprire, la fattura la devo fare!! Se volete “socializzare” allora fatelo a gratis, se siete single allora andate allo speed-date.Un conto è una cena tra amici… Ma per svolgere un’attività del genere bisognerebbe essere muniti di diploma: conoscere le norme di conservazione e somministrazioni di cibo. È un insulto a tutti i cuochi seri che fanno questo mestiere con competenza e serietà! La crisi non deve portare all’abusivismo… Allora mettiamoci tutti a fare i massaggi a domicilio pur non essendo fisioterapisti -.-‘

    • sinceramente non capisco questo accanimento.. a me l’idea pare simpatica, gli italiani si dimostrano in ogni occasione degli asociali, sempre con lo stupido coltello della lotta fra poveri, fra l’altro. viaggiando molto il paragone con altre nazionalità lo vedo sempre a sfavore della forma mentis dell’italiano medio. se chiudono gnammo non è che la gente viene da te, mettitelo in testa. cmq la mia esperienza con gnammo: due iscrizioni per cenare non andate a buon fine perchè il “cuoco” non è riuscito a fare il numero minimo. 1 andata a buon fine con soli 3 gnammers, la padrona di casa aveva invitato anche delle sue amiche per riempire la serata.chissà quanto ha lucrato! non so nemmeno se abbia tirato su i soldi della spesa per la cena. ma ci siamo divertiti a chiacchierare e siamo stati benissimo.non vado allo speed date ho superato il limite di età, se sono single e mi piace di andare a cena da degli sconosciuti della mia città sono cavoli miei. non vedo la differenza fiscale a quando si fa una cena fra amici senza gnammo e si dividono le spese. saluti e baci. si fa pe dire.

      • Sante parole, finalmente. In Italia il problema e’ sempre culturale, non mi stancherò mai di dirlo. Siamo un popolo di bigotti che non viaggia e ha il cervello impregnato di tv. Solo dolore regole cose negative mai la leggerezza il sorriso l’ironia la gioia di fare qualcosa di creativo. Ecco la creatività nessuno la vede eppure e creativo cucinare ed è bellissimo condividerlo con dei perfetti sconosciuti sulla tua stessa lunghezza d’onda, con la tua stessa curiosità e amore per la vita. Fuori dal medioevo!! Basta

  13. Prima o poi qualcuno per motivi collegati al cibo o alla sua salute ,si potrebbe sentire male e allora si che saranno problemi per chi organizza queste cose…

  14. ..stavo per iscrivermi a Gnammo ma prima ho pensato di cercare cosa ne pensa la gente e ho letto con attenzione le discussioni e a questo punto vorrei esprimere il mio punto di vista.
    Chi ha il dente avvelenato deve aver qualche problema con la propria autostima. Sia esso un ristoratore o ancor peggio un comune cittadino.
    Esistono da anni piattaforme dove i “creativi” possono vendere i loro manufatti.
    Esistono da anni mercatini fra privati e spuntano come funghi Ortolani privati che propongono i propri raccolti.
    Esistono le poste italiane che a pagamento distribuiscono la posta,esistono le mail..
    Esiste la creatività italiana che ci sostiene, perchè cari denti avvelenati, chi pratica questo tipo di truffa a discapito dei più ligi osservatori delle leggi fiscali,è qualcuno che invece di invidiare chi ha inventiva, inventa, si inventa..si diverte ed è forse questo che disturba..
    Ma tu, che non hai mai fritto un uovo, fatto la spesa, stirato una tovaglia, riposto vasellame cristalli e argenti , tu, che temi che qualcuno lucri sulla tua persona, che tutto va male perché ci sono gli evasori come questi ..tu..che sei così preoccupato per l’incolumità del fruitore,l’igiene, la freschezza del cibo..che si imbrogli il cittadino invitandolo a mangiare a pagamento..ecco,Tu,perchè non ti ingegni e trovi delle soluzioni, invece di nominare l’ufficio delle entrate come se fosse il tuo salvatore. ..certamente non hai mai rischiato di aprire nessuna attività e se invece sei un ristoratore adeguati alle richieste del pubblico. .hai gratuitamente una preziosa informazione: la gente non si accontenta più del virtuale, e , a chi consiglia appuntamenti lampo vorrei dire che organizzare cene per conoscere altre persone non significa voler agganciare per scopo sestile, per questo ma anni, è pieno di proposte.
    Approfitto per complimentarmi con i 3 fondatori della piattaforma per aver attivato l’ingegno a favore di una bella causa .
    grazie.
    Ross

  15. sostituisci sestile con sessuale! E..poi mi iscrivo come cuoca perché ho capito che posso fare un sacco di soldi e tutti in nero, finalmente divento ricca sulla pelle di tutti quelli che stupidi, cadranno nella mia rete , risparmieró sulla qualitá degli ingredienti, tanto la gente non capisce , poi la tovaglia la cambio ogni tanto e tengo le luci basse così non si vede il piatto lavato male e il bicchiere con gli aloni..tanto cosa vuoi che capiscano, tutti presi dal domandarsi che colore ha le mutande il vicino..
    Invece per tutti quelli, e sono tanti, che ritengo persone interessanti, intelligenti è pensati, sono pronta per tirare a mano delle belle sfoglie, col mio mattarello e la farina Manitoba biologica, e faccio dei bei tortelli di ortiche raccolte al limitare del bosco..e spero di condividere presto le mie pietanze che cucino con il piacere di quando lo facevo per mia figlia e mio marito..buona serata.Ross

  16. A me piacerebbe sapere, alla luce del pronunciamento del Ministero dello Sviluppo, che hanno da dire i gestori di Gnammo e di tutti gli altri portali a supporto degli Home Restaurant. A quanto pare… non era tutto “perfettamente legale” come da loro ipotizzato. E c’era da aspettarselo, bastava un pizzico di buon senso… ed il sapere di trovarsi in un paese che di normale ha ben poco…
    Non questione di invidie, di ripicche… ma più semplicemente il sapere dove si è e da chi si è amministrati…

    • evidentemente la lobby dei ristoratori, l’ancien regime è più forte e ha imposto il decreto di cui parla davide. nessun problema, di certo il proibizionismo è stata la politica più fallimentare della storia, proseguiamo su questo filone

      sarebbe come se Dhl o poste o ups avessero fatto causa e avessero chiesto una legge per impedire le mail!

      coseda matti, giioite rosiconi incapaci (Ross sottoscrivo tutto quello che hai scritto) tanto alla fine avremo vissuto meglio noi

  17. Certo perché con le mail si possono spedire i pacchi …forse hai scelto l’esempio sbagliato ma… si spera che tu non sia tra quelli che organizzano le cene a pagamento e magari vai solo a mangiare e allora si che i pacchi ti potrebbero arrivare … Dammi retta vai a mangiare al ristorante almeno se ti dovessero intossicare con alimenti non controllati comprati chissà dove ,puoi sempre chiedere un risarcimento e ricordati nessuno di questi del circuito di garantirà per iscritto che sei hai problemi ne risponderanno personalmente, finanziariamente e penalmente .

  18. mamma mia ho letto tutti i commenti, sono rimasta alibita, sono brasiliana e vivo in italia da 25 anni, la gente qua é rosicona, invidiosa, musona, e tante altre parole che non mi vengono, non si puo fare niente in questo paese che cé gia qualcuno che ti vuoi mettere i bastone fra le ruote, se ogni persone faceccero i cacchi loro, magari, potevate essere piu felice, da anni che ho in mente fare una esperienza di questo tipo, ma quando inizio a cercare delle informazioni mi trovo tutti questa cattiveria , sono d’accordo con Ross , sottoscrivo quello che ha scritto, si potrebbe fare delle nuove amicizia senza scopo di lucro , guadagnare il tanto per coprire le spese, e fare un bella serata ogni tanto e conoscere della gente nuova, ma lasciamo stare , non ho piu parole, ho fatto qualche volte delle cenette con delle “””amiche””” italiane, facevo pagare 10 euro e hanno avuto lo stesso da dire, ma andate a cagare e vivete la vostra depressione come cavolo volete

    • sono d’accordo in linea di massima con quello che hai scritto. però la gente che non rompe le balle, è possibile che non scriva nulla, non generalizziamo

    • Cara Marisa in Italia le persone non sanno divertirsi perché invece di farsi un sacchetto di cavoli loro stanno sempre a guardare al vicino e vorrebbero il male di tutti intorno a loro per brillare…..

  19. Andate a rompere da altre parti..ho letto per caso di questa cosa su fb e l ho subito trovata interessantissima e l ho subito proposta a dei miei amici…nessuno fara il cuoco ma saremmo degli assidui gnammers..complimenti vivissimi a chi ha avuto questa idea geniale

    • anch’io la trovai divertente, dopo aver letto sul sole24ore. però vedo che è più fumo che arrosto. mi solo iscritta ad alcuni eventi che non hanno raggiunto il numero minimo.quindi non poi non si sono fatti. non so se incide anche la diffidenza in seguito alla propaganda negativa. mentre stavo leggendo le faq ora per trovare le modalità di rimborso dell’ultimo che ho pagato e non si farà stasera, ho letto che anche i ristoranti possono partecipare, quindi alcuni sono zittiti https://gnammo.com/faq/. c’è scritto qua

  20. l’articolo parla di social eating.l’evasione fiscale di altro genere è fuori tema. nel merito del social eating c’è una legge in parlamento che vuole regolamentare il tema. peccato, io l’avevo vista solo come un modo divertente per conoscere gente nuova, visto la permanente difficoltà nella socializzazione. non mi proporrei come cuoco.. sono state approvate leggi in parlamento per arginare l’affitto in nero, infruttuose. visto che il problema principale è la rigidità della contrattazione e non si è capito. il che accomuna le due problematiche.

  21. Ma all’estero, la normativa cosa dice al riguardo? Non penso che nel resto d’Europa non ci siano regole specifiche,dal momento che l’home eating si pratica da più tempo che in Italia.Mi piacerebbe saperne di più in merito.

  22. Buongiorno a tutti,

    Un aggiornamento riguardo a questo dibattito. Gnammo ha aggiornato le proprie condizioni di utilizzo. Ora è esplicitamente richiesto che qualsiasi guadagno (anche se nella modalità Social Eating, cioè tra privati e con il principale fine della socializzazione) vada dichiarato e tassato.

    Sempre rimanendo nel caso Social Eating, i ricavi del cuoco vanno dichiarati tra i “Redditi diversi” nella propria dichiarazione, al netto delle spese sostenute per il loro ottenimento. Questo a patto che siano rispettati il tetto dei 5000 EUR annui ed altri limiti con cui il codice civile identifica le prestazioni di lavoro occasionali.

    Maggiori informazioni riguardo a Gnammo qui https://gnammo.com/faq/ per il resto è sufficiente cercare informazioni riguardo alle prestazioni occasionali tra privati ed il trattamento degli altri redditi in dichiarazione.

    Gnammo emette fattura per il proprio guadagno ed invia la ricevuta fiscale alle due parti per il loro scambio. Gnammo paga sicuramente le tasse sul proprio reddito d’impresa, ma nulla di ciò sostituisce le tasse che deve pagare chi guadagni individualmente da questa attività.

  23. Ciò che mi scatena delusione nel leggere i commenti è questo assurdo attaccamento alle vecchie idee di società, non riusciamo a vedere il cambiamento, la rivoluzione in atto, ciò che sarà scritto negli albori per gli indistinti posteri. Ma veramente vi interessa di più la visuale fiscale piuttosto che il movimento new food?

  24. 1) complimenti per l’iniziativa
    2) a tutti coloro che si lamentano delle tasse … forse non sono al corrente che si tratta di abitazioni private, non di ristoranti , si tratta di eventi sporadici, non di attività .. lo stato permette di incassare fino a 5000 euro annue senza che queste debbano esser dichiarate.
    Presumo che questo sia il senso “legale e umano” di gnammo!

    detto ciò, mi resta un solo dubbio : quale la percentuale di commissione su ogni iscrizione? intendo quanto si trattiene il vostro “sistema di prenotazione” ?

    grazie

  25. Ciao Sara,

    la piattaforma ad oggi trattiene il 12% su ogni transazione (non iscrizione) per un evento che si è realizzato.
    Nel caso che per qualche motivo l’evento non si facesse, chi ha pagato è rimborsato interamente il giorno lavorativo successivo. Chi ha prenotato può disdire ed essere rimborsato fino a 24 ore dall’evento, dopo, proprio perché non si tratta di un ristorante, la piattaforma rimborsa comunque il cook.
    Correttamente come dici tu, l’agenzia delle entrate permette di effettuare Lavoro autonomo occasionale tra privati, così si configura Gnammo. Non è esattissimo che non si dichiarano, ma anche se il risultato è lo stesso, i soldi incassati si mettono in dichiarazione come altri redditi, poi, sui primi 4.800€ è prevista una detrazione che è pari alla tassazione, quindi possiamo dire che non sono tassati, sul resto si pagano le tasse secondo il proprio scaglione irpef.

    Ciao, vi aspetto su Gnammo
    Cristiano

  26. Io sono andato a più eventi gnammo e vi assicuro che è tutto regolare , mi è stato detto espressamente di passare sempre attraverso il sito per correttezza e perché poi con la ricevuta la mettevano in dichiarazione , devo dire che ho mangiato benissimo , vi assicuro che l’impegno enorme ,il costo del cibo sempre abbondante e di qualità , non valgono quei quattro soldi che ti restano su cui bisogna pure pagare le tasse ! Sono dei santi !!!! Bisogna avere tanta passione ,io non lo farei preferisco andare a cena Braviiiiiiiiiiiii

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