Sardegna. Non sapere cos’è il Mojiteddu è come non essere andati in vacanza

Mare Pintau Sardegna

Quando si parla di mangiare in Sardegna non potete fare a meno di consultare la lista dei 10 migliori ristoranti di questa estate.

Quando si parla di bere, oltre al vino (e ci sarebbe molto da dire su alcune Malvasia rivisitate, oltre ai “soliti” Cannonau e Vermentino per non parlare della meraviglia che sa essere il Carignano), si pensa sempre a un paio di cose scontate.

La birra, Ichnusa in testa (che nella versione in bottiglia resta prodotta in Sardegna, e la cruda è proprio buona), affiancata oggi dai molti birrifici artigianali di qualità come, ad esempio, il Barley.

E poi c’è il re dei liquori sardi: il mirto. Forse perché così fortemente evocativo dei profumi selvaggi di questa  meravigliosa isola, caratterizzante. Il sapore della vacanza, per molti.

A far da spalla c’è poi il Filu ‘e Ferru, l’acquavite sarda.

Per anni è stato così. Calma piatta. 
Oggi, però, qualcosa sta cambiando e, sempre all’insegna della tradizione, proprio da Filu ‘e Ferru e Mirto sono nati dei nuovi cocktail. Internazionali, ma con il sapore dell’Isola.

Caipiredda

Il primo, più commerciale e distribuito in bottiglia in tutta Italia, è la Caipiredda. 
Una Caipirinha prodotta con – appunto – il Filu ‘e Ferru che si ispira alla Carapigna. 
Curiosi, eh?

La Carapigna ha origini antichissime ed è nota come il sorbetto sardo. Veniva preparato aggiungendo al ghiaccio tritato a mano e ridotto alla consistenza di neve fresca, in su Barrile (il contenitore in legno che contiene la “sorbettiera”) della limonata preparata con acqua, zucchero e limone.

Proprio vicinissimo alla Carapigna, e ancora di produzione artigianale, è il Mojiteddu. 
Lo si può trovare alle bancarelle estive. Francesco Floris, che si è inventato questa meraviglia, è erede della grande tradizione di Aritzo nella produzione del sorbetto isolano.

Mojiteddu

Il Mojiteddu è preparato sul momento, i ragazzi tritano continuamente il ghiaccio muniti di Barrile, e al ghiaccio – quasi neve – aggiungono Filu ‘e Ferru, menta fresca e limone. Il sale utilizzato per facilitare la lavorazione del ghiaccio non finisce nel cocktail. Bellissimo vederlo preparare, ottimo e rinfrescante da bere.

Magari a piccole dosi, perché il Filu ‘e Ferru ha una gradazione alcolica di circa 40°. Un piacere che costa poco: 3 €.

Francesco Floris e il suo Mojiteddu lo trovate dal 29 al 31 agosto a Laconi per Sant’Ignazio, mentre da settembre sarà ad Autunno in Barbagia con il primo appuntamento a Bitti (dal 4 al 6).

Testo: Maria Teresa D @egyzia

[Link: Unione Sarda. Immagini: forum.gsgonnesa.it]



giovedì, 27 agosto 2015 | ore 16:51

3 commenti su “Sardegna. Non sapere cos’è il Mojiteddu è come non essere andati in vacanza

  1. Il fatto che producano l’Ichnusa in bottiglia in Sardegna cosa cambia?
    Poi vabbè… “la cruda è proprio buona”… Ma quando? Dove? Citarla nella stessa frase insieme al Barley poi…

  2. L’articolo si è dimenticato di citare la Vernaccia di Oristano, vino molto versatile ma pesantemente sottovalutato (per fortuna delle mie tasche).

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