Ricette. Le frittelle o fritole tradizionali di Nonno Colussi da fare a casa

Pasticceria Colussi

Quasi sconvolta dalla veemenza antivegana di un commentatore su Facebook, vi propongo anche la ricetta tradizionale delle frittelle veneziane di Carnevale di Nonno Colussi che potete rifare a casa.

Ora siete al completo: avete la ricetta tradizionale, la ricetta vegana e i posti a Venezia dove andare a mangiare le frittole.

È Carnevale, divertitevi.

La ricetta delle frittelle o frittole veneziane

frittelle Nonno Colussi

400 g di farina di frumento tipo 0
25 g di lievito di birra fresco
50 g di zucchero
2 uova
100 gr di uvetta
latte
grappa
olio di semi di mais
50 g di zucchero vanigliato
sale

Procedimento

Lavare l’uvetta e lasciarla in ammollo nella grappa per circa mezz’ora.

Versare la farina in una terrina ed incorporarvi un po’ di latte, lo zucchero e le uova, formando un impasto abbastanza tenero.

Salare leggermente, unire il lievito sciolto in un po’ d’acqua tiepida e l’uvetta scolata dalla grappa e strizzata; amalgamare con molta cura.

Sistemare l’impasto in un luogo tiepido e riparato e lasciarlo lievitare per 2 ore.

frittelle con il buco

Trascorso questo tempo, scaldare l’olio in una padella e, appena è fumante, versarvi l’impasto con l’aiuto di un cucchiaio: potrete farle nella versione antica (come quelle di nonno Colussi), con il buco, oppure contemporanea: tonde

Quando le frittelle si rapprendono, voltarle con una schiumarola e lasciarle in padella finché avranno assunto un bel colore dorato.

Infine scolarle e lasciarle asciugare su carta assorbente da cucina.

Disporre a mano a mano le frittole su un piatto da portata ed infine spolverarle con lo zucchero a velo.



2 commenti su “Ricette. Le frittelle o fritole tradizionali di Nonno Colussi da fare a casa

  1. “potrete farle nella versione antica (come quelle di nonno Colussi), con il buco”.Questa versione non la conoscevo: mi ricorda delle frittelle simili nella forma, ma salate.E mi rimanda alla forma a spirale delle zippulas sarde(forse la più bella delle frittelle di carnevale)
    Il post è, per me, interessante anche perché mi fa conoscere una vecchia pasticceria rimasta quasi la stessa e questo link
    http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2012/11/06/venezia-lacqua-alta-e-la-pasticceria-che-rischiava-di-annegare/11789/
    conferma l’amore(e di Silvana D P penso) dei Veneziani per questo locale, l’attaccamento alle loro tradizioni più genuine ed i cambiamenti
    che rischiano di cancellare questo tipo di realtà.
    Cos’è la bellezza?
    Cos’è la bellezza a Venezia?
    La Bellezza di Venezia è anche questo locale.
    (e la bellezza c’è anche in un popolo che cerca di resistere(fino a quando?) all’omologazione del mondo)

  2. Gentile Sig. Diego, leggo il suo commento con molta emozione. Lei si è informato, ha voluto “approfondire l’articolo ed ha colto la “bellezza” della Pasticceria Colussi che ha mantenuto, ad oggi, con nonno Colussi e la sua splendida nipote, giusta erede delle sue ricette e segreti, la tradizione dolciaria Veneziana. Tant’e che nella sua pasticceria, la fritoea Venexiana là si può trovare solo nella forma originale, quella antica del 700 descritta appunto nell’articolo e che in pochissimi ancora fanno, preferendole la forma leggermente tonda/ovale. Può trovare testimonianze del mestiere del Fritolero e della fritoea col buso, sia dipinte su quadri a Ca Rezzonico (museo del 700), che a Ca Correr (il museo di piazza San Marco), oltre che menzionate dal Goldoni in una sua commedia. Sembra però che già intorno al 300 vi siano testimonianze gastronomiche in proposito.
    Per quanto riguarda la parte finale, ha ragione, Venezia ed i Veneziani cercano di resistere con le unghie e con i denti, ma i poteri forti che stanno distruggendo la città e vorrebbero farla diventare “VeniceLand” sono appunto troppo forti. È qui mi fermo, perché questa è una testata di cibo, non “politica”. Quindi il luogo meno adatto su cui poterne discutere. Se è interessato a saperne di più, su quanto succede in città, su Fb trova molti gruppi. A presto, cordialmente. Silvana Di Puorto

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