Milano. Luci e ombre del nuovo Salon du Chocolat

#Chocofashion Salon du Chocolat Milano

Tranquillizzatevi. La sfilata di moda #Chocofashion al Salon du Chocolat di Milano verrà ripetuta ogni giorno. Ed è un must, si dice, della manifestazione nata a Parigi. L’ha vista venerdì per l’anteprima stampa un sacco di gente.

Anche sabato, un sacco di gente. Un ultratempestivo comunicato stampa parla di oltre 6000 presenze.

In complesso, una bella idea, interessante, specie per quello che riguarda l’approfondimento; espositori quasi tutti italiani, e forse un po’ troppo “mainstream”, Venchi Domori Amedei Venchi… Solo due o tre francesi (che peraltro non hanno filiali italiane). forse nei prossimi anni si amplierà la selezione.

E allora proviamo a scegliere per voi un po’ cose in ordine sparso da assaggiare, da provare, o anche solo da vedere durante questa prima edizione del Salon du Chocolat cui non potete mancare per non rischiare di doverne solo leggere.

O di cui farete a meno perché qualcosa che vi indico non piacerà nemmeno a voi

1. I cioccolatini Galaxy di Davide Comaschi

L’ottima Pasticceria Martesana (fra parentesi: chiacchiere e tortelli di Carnevale fra i migliori di Milano) può vantare il pasticciere campione del mondo Davide Comaschi: e al centro dello stand Martesana ci sono questi originali cioccolatini prismatici, Galaxy, vincitori dei World Chocolate Masters del 2013, dalle colorazioni fluo-soft: Al Latte Pere e Caramello, Fondente Pralinato, Fondente Lampone, Fondente Rhum, Bianco Vaniglia, Galaxy Triangle (Dark Chocolate Passion Fruit).

Poco più avanti uno stand personale di Davide, che espone delle altre creazioni originali, ma non dolci: dei piccoli gioielli in argento 925, quarzo e diamante, con la stessa forma dei cioccolatini, ideati dalla stilista RosaMaria Venetucci. Come far quadrare in modo diverso dal solito la festa degli innamorati con il cioccolato.

2. I cioccolati Pacari

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C’è una signora ecuadoregna, Pia Rivera, che è anche un’amica mia. L’ho conosciuta tempo fa a Taste of Milano, dove aveva uno stand con un assortimento di cioccolato Pacari, che aveva iniziato a importare in Italia. Lì ho assaggiato praticamente tutte le tavolette presenti – ottime, hanno anche vinto una serie di premi internazionali. Le ho ritrovate qui, assieme a molte altre varietà sempre provenienti dal Sudamerica, sotto l’egida di Aruntam, ecommerce di cioccolati appunto e di altre prelibatezze importate da Pia. Ho assaggiato un cioccolato al latte Cacasuyo, peruviano, cacao bianco Piura biologico, latte e un tocco di vaniglia, meritatamente medaglia d’oro ai Chocolate Awards l’anno scorso. E un Akesson’s Madagascar Trinitario 75% con Pepe “Wild Voatsiperifery”. E una crema Gustolato: Spalmabile “Intensa” alle nocciole del Piemonte al 35% di cacao. E avrei potuto proseguire.

3. Uno squarcio sul futuro: T’A e la stampante 3D

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T’A, il marchio degli eredi Alemagna che in pochi anni ha raggiunto un’ottima posizione nel panorama cioccolatiero nazionale, ha portato al Salon una piccola stampante 3D che continua a stampare decorazioni, ghirigori, scritte (come il famosissimo LOVE di Robert Indiana). Queste stampanti iniziano a diffondersi – le possibilità di impiego sono tali e tante che possiamo solo aspettare di averne una a casa.

4. Gli assaggi e gli acquisti consigliati

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Non c’è moltissimo di sanvalentinesco, se non vogliamo considerare il Cupido alto 3m all’entrata, ma comunque qualcosa da assaggiare e comprare e regalare ve lo segnaliamo:

– i “bonbon a base di cacao reso unico dalla sua consistenza fondente ” di Goufrais La fresca delizia, una cioccolateria tedesca

– tutto Domori: una garanzia in tutte le varietà (mi sono piaciuti il cioccolato al latte di pecora con cacao criollo 45% e quello al latte d’asina)

– il ritorno di Cisa2054, con ottimi cioccolatini e una linea “I Love Milano” dedicata alla città che ha ospitato il Salon, e l’Expo.

5. Il Sensory Bar

Vi abbiamo già anticipato qualcosa – il cocktail ufficiale ideato da Filippo Sisti – di questa interessante sezione del Salon. Un menù di degustazioni abbinate e guidate da esperti barman degustatori. Particolarmente interessanti gli accostamenti fra cioccolato e i prodotti della casa piemontese Cocchi, dal Vermouth al Barolo Chinato. In particolare, la pralina creata da Guido Gobino al Vermouth di Torino Giulio Cocchi: Cioccolato Extra Bitter Blend 63%, con all’interno note di chiodi di garofano, rabarbaro e agrumi, e scorza di limone sulla superficie. Da accompagnare col Vermouth Cocci, dolce o più amaro va bene lo stesso (assaggiati entrambi…).

6. Le lezioni con Iginio Massari

IginioMassari+Comaschi

Da segnalare anche lezioni, pastry show, showcooking. C’è solo l’imbarazzo della scelta: sabato c’è stato un pastry show di Iginio Massari, assistito da Davide Comaschi, e più tardi un pastry show di Davide Comaschi assistito da Iginio Massari. Come dire la Callas e la Tebaldi che si alternano nello stesso ruolo durante la stessa rappresentazione.

Voi intanto avete i trucchi di Massari per preparare 10 dolci.

PatriceChapon

E fra gli altri Gino Fabbri, Luca Montersino, e dalla Francia Patrice Chapon, Philippe Bel, Vianney Bellanger, che rappresentano la pasticceria francese con i loro stand.

7. Il prezzo di ingresso

Salon du Chocolat stand

Tutto bello, dunque? No, qualche cosa che non mi ha convinto del tutto c’è stata. A partire dai 15 € d’ingresso: se capisco l’esigenza di creare un filtro di qualche tipo, non sono sicuro che sia la strada giusta.

8. La sfilata

Qualche riserva anche sul Chocolate Fashion Show, in collaborazione con i giovani allievi del Naba Fashion Lab: i loro talenti si sono un po’ persi in modelli un po’ sterili e irreali, e si sarebbero potuti indirizzare più proficuamente in una direzione diversa, quella ad esempio del design (interessanti alcuni gioielli e candele intravisti nella sfilata).

Qualche abito era anche interessante, anche se poco pratico; in qualche caso, non si capiva dove e quale era il cioccolato.

9. L’inguardabile

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Sarà che a me non piacciono molto questo tipo di cose: ma se una buona parte dei gadget cioccolatosi in vendita nell’apposito stand non erano malaccio, questo proprio non si poteva vedere.

N° 10

cuori cioccolato Iginio Massari

Ok, sono 9 appunti. Il decimo dovreste mettercelo voi che sarete presi dalla irrefrenabile voglia di andare al Salon du Chocolat dopo aver letto questo mio articolo così cioccolattoso, ma io sono buono e vi indico il fuoriclasse Iginio Massari con la sua dichiarazione di amore.

Salon du Chocolat. Business District di Porta Nuova Varesine. Milano. Fino al 15 febbraio

[Immagini: Dante Marrese/Salon du Chocolat, langolodelgusto-enrose]



3 commenti su “Milano. Luci e ombre del nuovo Salon du Chocolat

  1. Purtroppo senza biglietto di ingresso sarebbe stato un girone infernale. Sessioni live interessanti (ho visto fabbri). Prezzo alto considerando la scarsità di assaggi. Espositori di qualità (amadei e gay odin su molti altri)

  2. Io non ci sono stato. Ma ho un master di assaggiatore, che ho fatto a Torino, dove la rassegna fu gratuita. Per cui, concordo con l’ingresso troppo alto di prezzo, per il salone di Milano.

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