Roma. Cristina Bowerman vende Romeo Chef&Baker ad AB InBev

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Cristina Bowerman ha venduto Romeo, il suo figlio piccolo (rispetto allo stellato Glass Hostaria), ad AB InBev.

Il colosso mondiale non mette freno alle sue mire espansionistiche tra le eccellenze del patrimonio gastronomico italiano e acquista la gastronomia e panetteria Romeo Chef & Baker, dopo aver da poco acquisito Birra del Borgo.

Cristina Bowerman

Ultima sorpresa dalla chef stella Michelin, ormai da mesi impegnata nel trasferimento e costruzione di un nuovo Romeo in Piazza dell’Emporio a Roma la cui apertura è attesa per il mese di gennaio 2017

Si chiamerà Romeo Chef & Baker, esattamente come il suo predecessore, la nuova struttura di immani fattezze: cinque civici in pieno quartiere Testaccio, 2 mila metri quadrati e tanta voglia di diventare ristorante, pizzeria, bar, gelateria, gastronomia e forno lì dove c’era la concessionaria di auto VW-Audi- Porsche.

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Format nel format è quello dedicato alla pizza napoletana, curato dai fratelli Salvo: Francesco e Salvatore si occuperanno di erudire lo staff capitolino in termini di impasto, stesura e condimenti che possono fare della pizza una classica partenopea.

Il vociare dei corridoi si spinge oltre: pare che i fratelli Salvo, lungi dal limitarsi al training della squadra, apriranno la loro seconda pizzeria proprio a Roma, nell’angolo loro concesso da Cristina Bowerman. Prima avventura dei due fratelli pizzaioli fuori dal noto locale di San Giorgio a Cremano.

Titanica impresa che si avvale della consulenze di alcuni big della ristorazione, Fabio Spada, il compagno della Bowerman autore di importanti aperture su Roma tra cui proprio il Glass. Con loro, Giuseppe Di Martino (patron dei pastifici di Gragnano Di Martino, Dei Campi e Amato, più recente acquisizione) e Antonio Scuteri, food writer, penna e voce enogastronomica di Repubblica Sapori.

E il “vecchio” Romeo? Ab InBev sostituirà la parte di panificazione con un laboratorio della birra e manterrà invece le cucine. C’è quindi da aspettarsi un “pub gourmet”. È sicuro il cambio di insegna per evitare sovrapposizioni e nemmeno è escluso che possa essere issato il vessillo di Birra del Borgo attrattivo sulla piazza di Roma come pochi altri.

Anche perché nel Romeo non ci doveva essere il forno di Roscioli ma proprio la birra dio Leonardo Di Vincenzo che non proseguì il progetto impegnato com’era nell’apertura australiana.



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