Classifiche. I migliori panettoni artigianali alla prova del caffellatte

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Il combinato disposto dei saldi di stagione, delle offerte dei panettoni al supermercato che scendono sotto il costo della confezione di cartone e l’avvicinarsi della data di scadenza di quelli artigianali proiettano nella mia mente pancia una sola immagine: l’inzuppo selvaggio, ovvero il momento di massima goduria post festivo. La colazione con il panettone.

Anni e anni di tentativi di bagnare la fetta di panettone senza provocare il crollo dell’iceberg con conseguente maremoto nella tazza e successivo recupero con il cucchiaino hanno portato all’equazione possibile: caffè Passalacqua, latte Nobile oppure Zymil senza lattosio (utilissimo per affrontare i giorni di chiusura degli alimentari senza temere le date di scadenza), assenza di zucchero, caffè Kimbo nel caso di approvvigionamento da supermercato (ma suppongo sia una questione di suggestione da zuppone partenopeo di edoardiana memoria).

Mulino Caputo

Dopo la classifica dei migliori panettoni romani e di quelli assaggiati a Re Panettone, ecco la special dedicata ai ritardatari e agli accumulatori di panettoni che hanno il piacere di allungare le feste.

Tutti i panettoni assaggiati sono stati rigorosamente regalati da amici e produttori per le feste natalizie. C’è qualche assenza dovuta a compulsive aperture a orario non di colazione. Tra i tanti, il meraviglioso panettone alle mele annurche, tè nero e cannella di Francesco Guida, che sicuramente guadagnerebbe una posizione di prestigio con le mele annurche a battere una confettura spalmata sul pane, e il raffinato panettone dell’Imàgo Hassler.

Bando alle ciance. Caffettiera sul fuoco e latte sul tavolo. A voi la scelta se riscaldarlo (io lo lascio a temperatura frigo abbondando con il caffè).

1. Panettone cioccolato bianco e caffè (Vincenzo Tiri)

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L’assaggio dei panettoni di Vincenzo Tiri è doppiamente soddisfacente. Sia a “secco” che nell’inzuppo del mattino, il panettone ottimamente lievitato è una base eccezionale per le declinazioni proposte. Ne ho assaggiati tre e la palma va a caffè e cioccolato bianco ben dosato nelle componenti che accarezzano il caffellatte.

Subito a seguire, il tradizionale e lo special “Sensuale” con uve moscato della Basilicata di Farnese.

2. Panettone classico milanese (Sal De Riso)

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Salvatore De Riso è un’autentica macchina da guerra con il suo panettone tradizionale da “disciplinare”. Profumatissimo fin dall’apertura, l’ho assaggiato nella versione Rossopomodoro che non differisce in nulla da quelli non marchiati se non per la scritta dedicata e per il fatto che è più facile da comprare poiché è(ra) in vendita nelle pizzerie del gruppo napoletano. Avrei inzuppato volentieri anche lo Smeraldo con crema al pistacchio assaggiato in versione beta, ma è stato praticamente introvabile.

3. Panettone al Passito Doc di Pantelleria (Alfonso Pepe)

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Colpo di fortuna nell’inciampare nella novità dell’anno per la pasticceria Pepe di S. Egidio del Monte Albino in un pranzo a Santo Stefano. Portato a casa e assaggiato seguendo le specifiche dell’etichetta (in forno caldo ma spento per 30 minuti con tutto il cellophane) e senza innalzare la temperatura ha contraddetto la presunzione che l’abbondante uvaggio avrebbe contrastato troppo nell’inzuppo. Buonissimo, tanto da dimenticarmi di fotografarlo per l’intero.

4. Panettone Albicocca e Zenzero (Massimiliano Malafronte)

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Ricco, ricchissimo il panettone che festeggia i 110 anni di attività del forno di Gragnano. Molto sostanzioso con la copertura di cioccolato e l’abbondante frutta. Da colazione robusta.

5. Panettone Classico Lievito Naturale (Marco Infante)

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La pasticceria napoletana che è in testa alle classifiche con il suo zeppolone e gli irrinunciabili taralli sugna e pepe, sforna ottimi dolci di Natale, struffoli (di dimensioni e croccantezza perfetti in primis) e un panettone tradizionale lievitato 20 ore. Una favola nell’inzuppo.

6. Panettone tradizionale (Aniello Di Caprio)

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La produzione di Aniello Di Caprio è bella vasta e comprende anche un panettone con farina integrale, frutti di bosco semi canditi e copertura al cioccolato bianco con pasta di mandorle, yogurt greco e frutti rossi disidratati oltre a un caffè e cioccolato bianco e quello alle albicocche pellecchielle del Vesuvio. Per l’inzuppo ho scelto il tradizionale. Buono.

7. Panettone al pistacchio (Sciardac)

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Il panettone di Sciardac a Bacoli (Napoli) scelto dall’esuberante pizzaiolo Diego Vitagliano, il Maradona della pizza con la sua pizzeria 10 a Pozzuoli, è un po’ secco ma scenografico nel taglio. E si rivitalizza con il caffellatte; più latte che caffè è preferibile.

8. Panettone all’albicocca (Rigacci)

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La confezione più elegante è quella del panettone toscano che si segnala per una farcitura molto dolce all’albicocca rinforzata di gocce di cioccolato. Una sensazione farinosa sulla lingua lo penalizza all’assaggio “a secco” che si attenua nell’inzuppo ed esalta l’idea di dolce più che di panettone.

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E ora a voi. Cosa inzuppate nel caffellatte? Panettone artigianale o industriale? O siete del partito del pandoro?



giovedì, 5 gennaio 2017 | ore 13:28

2 commenti su “Classifiche. I migliori panettoni artigianali alla prova del caffellatte

  1. Adoro il panettone! In questi giorni la mia colazione è latte e panettone tre Marie! Buono ma penso niente in confronto a quelli da te proposti. Ti invidio😜

  2. Io il panettone lo faccio e per imparare ho faticato e non poco e so che fatica c’è dietro la preparazione di questo lievitato, già tutte queste sofisticazioni (cioccolato bianco, mele annurche, pistacchio ecc.) eccedono, secondo me se uno fa un buon prodotto non c’è bisogno di aggiungerci altro, è già un prodotto sublime ma inzupparlo nel caffè e latte è un abominio.

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