Classifiche. Come votare su ViviMilano i 64 migliori ristoranti, pizzerie e gelaterie

Le tanto amate e vituperate classifiche non sono solo appannaggio del web. Almeno qui a Milano.

Se anche il compassato ViviMilano – il supplemento del Corriere della Sera su quello che si può fare, vedere, ascoltare, comprare, bere e mangiare in città – sgancia la sua classifica per assegnare i ViviMilano Awards Food&Drink e celebrare in modo degno i suoi 30 anni di vita, allora vuol dire che c’è speranza per le classifiche.

La redazione, capeggiata dall’onnipresente e invisibile Uomo Mascherato, Valerio Massimo Visintin (che pur negando che a Milano si mangi bene continua a proporre guide al mangiar bene meneghino e ora competizioni classificatorie), ha scelto una rosa di nomi per ognuna delle 10 categorie in cui si può inquadrare tutto l’edibile milanese.

E ha aperto le votazioni.

Bella idea. Così abbiamo messo giù senza troppo pensarci i nostri migliori, i preferiti, quelli che potrebbero aggiudicarsi il premio corseriano.

Sono 6 per ogni categoria divisi tra TOP e POP, due categorie in realtà interscambiabili.

Tra i TOP ci sono ristoranti e locali per i quali nel voto finale avrà maggior peso il manico, mentre nei POP finiscono quelli che sono bravi ma hanno anche molto seguito sui social.

Quindi, fra i sei POP e TOP, potrebbero uscire i primi classificati di ogni categoria.

E allora vediamole queste categorie, con le nostre proposte di voto.

Voi votate e fateci sapere se le indicazioni vi sembrano giuste.

1. Alta Cucina

I ristoranti proposti da ViviMilano qui sono 30.

TOP

  1. Aimo e Nadia. La propria grande tradizione, la qualità dell’innovazione, tutto quanto, al di là e al di sopra dei riconoscimenti. Una favola.
  2. Alice Ristorante. Un ottimo rapporto qualità/prezzo, un bellissimo locale, genio e passione, Viviana e Sandra, cos’altro dire per giustificarne la presenza fra i top?
  3. Ristorante Berton. Una grande cucina, un grande locale, delle grandi idee, un grande (e alto) chef, Andrea Berton: saranno gli ingredienti per la vittoria?

POP

  1. Asola. La cucina sartoriale di Matteo Torretta, la posizione del locale, la recente fama televisiva potrebbero portare il locale in alta classifica. Meritatamente.
  2. D’O. Davide Oldani e il suo rinnovato locale, la qualità costante, e alta, dei suoi piatti, la presenza mediatica ne fanno un sicuro candidato ai primi posti.
  3. Essenza. Non si vede perché anche il ristorante di Eugenio Boer non dovrebbe stare in cima alla classifica: per noi, da sempre, uno dei migliori sulla piazza.

2. Ristoranti

La scelta fra 100 locali ci fa aumentare a 5 i locali TOP e POP. Avremo dimenticato qualcuno tra spunte e rinvii?

TOP

  1. Manna. Anche al di là dei fasti televisivi, e del personaggio, il ristorante di Matteo Fronduti si è guadagnato un posto nell’empireo per qualità e fantasia.
  2. Mangiari di Strada. Un ristorante per del cibo di strada o quasi è un piccolo controsenso che Giuseppe Zen conduce con attenzione, con sapore, con qualità.
  3. Spazio Milano. Il locale nato dalla scuola di Niko Romito propone una cucina di alto livello in un non-ristorante raffinato e piacevole. Serve altro?
  4. Ratanà. Non solo risotti nel ristorante di Cesare Battisti: attenzione e ricerca costanti, e grandi risultati. Un posto perfetto.
  5. Pisacco. Nato sotto l’egida di Andrea Berton, vive di vita propria grazie allo chef Gabriele Faggionato, che unisce nei suoi piatti qualità e prezzo.

POP

  1. Trippa. Poteva stare benissimo fra i TOP, ma secondo noi Diego Rossi e Pietro Caroli con la loro Trattoria stanno benissimo qui: il passo verso la cima è breve.
  2. Masuelli. Un locale a conduzione familiare, fra Piemonte e Lombardia, fra tradizione e modernità, sarebbe un degno rappresentante di Milano in classifica.
  3. Liberty. Andrea Provenzani è molto bravo. Il suo locale, recentemente rinnovato, è molto piacevole. La sua cucina è molto interessante, e molto buona. Quindi…
  4. Un posto a Milano. Un locale sempre affollato, come questo di Nicola Cavallaro, ha diritto a un posto nella Top Ten? Se è buono come il Posto, sì.
  5. Giulio Pane e Ojo. Un altro locale, questa osteria di David Ranucci, costantemente pieno. E sicuramente in grado di scalare la classifica.

3. Pizzerie

La categoria comprende 25 pizzerie, molte dei quali già presenti nella nostra super-classifica.

TOP

  1. RossopomodoroLab. Se è in testa alla nostra classifica delle migliori pizzerie, perché non dovrebbe esserlo anche qui? Per Vincenzo Capuano, o la pizza fritta: vedete voi.
  2. Sorbillo Olio a Crudo. L’unione fra la novità del locale, la bontà della pizza e la fama di Gino Sorbillo potrebbe essere la chiave che porta alla vittoria.
  3. Berberè. Un outsider: aperto da pochi mesi a Milano, proveniente da Bologna, la pizzeria dei fratelli Aloe promette grandi cose. Anzi, le fa già. Molto grandi.

POP

  1. Spontini. Una presenza irrinunciabile, ancorché controversa, in una classifica milanese.
  2. Briscola. In poco tempo, con la sua formula della “social pizza”, ha iniziato ad aprire nuove sedi: indubbio veicolo di consensi per un ottimo prodotto.
  3. Lievità. Non piacerà forse a tutti, ma è senza dubbio candidata a posizioni alte in classifica.

4. Street Food

Poco più di 30 i cibi di strada prescelti. Grande varietà di proposte, grande difficoltà di scelta.

TOP

  1. La Ravioleria Sarpi. Potrebbe anche vincere a redini basse: qualità e bontà delle sue proposte, anche nel secondo locale a pochi metri dal primo, restano notevoli.
  2. Macelleria Popolare. Figlia di Mangiari di Strada di Giuseppe Zen, in Darsena, coniuga estrema qualità e ricerca e autentica “popolarità”.
  3. Panino lab. Una scelta fra una ventina di panini gourmet, accostamenti particolarmente felici, un locale accogliente: ingredienti per una buona classifica.

POP

  1. Luini. Per quanto criticato, è altrettanto e forse più apprezzato, come dimostrano le code all’ingresso. Un posto in classifica è assicurato.
  2. Panino Giusto. 13 postazioni a Milano, un’altra decina in giro per l?Italia per questo classico della panineria milanese, in auge dal 1979.
  3. Pescaria. Se il voto fosse sulle code di clienti in attesa, vincerebbe a redini basse.

5. Ristoranti dal Mondo

La scelta è fra 46 locali con grandi nomi e di tante nazionalità differenti.

TOP

  1. Iyo. Inutile sottolineare che l’essere l’unico etnico stellato Michelin gioca a suo favore. Giustamente. E lo favorisce anche il recente restyling.
  2. Wicky’s Seacuisine. La cucina di Wicky Priyan è una delle espressioni più alte dell’incontro fra cucina giapponese e mediterranea.
  3. Bon Wei. Un locale moderno ed elegante, e cinese, con una cucina regionale di alto profilo.

POP

  1. Poporoya. Ancora un classico della milanesità: da trent’anni il maestro Shiro propone una delle migliori cucine tradizionali giapponesi.
  2. Bento. Un locale di successo, soprattutto grazie alla qualità della cucina, ma anche per il costante cambiamento ed evoluzione delle proposte.
  3. Lon Fon. Un ristorante cinese – anzi, cantonese – che da anni propone piatti di qualità a buon prezzo. Una sicurezza.

6. Gelaterie

La categoria comprende 25 locali, moltissimi dei quali già presenti nella nostra classifica della gelaterie migliori.

TOP

  1. Paganelli. Tradizione e innovazione nella bottega di Francesco Paganelli, che è ormai a buon diritto un classico.
  2. Gelato Giusto. Accostamenti perfettamente equilibrati da Vittoria Bortolazzo, sempre alla ricerca del gusto giusto.
  3. Pavè Gelati e Granite. Un giovane già classico top della gelateria milanese.

POP

  1. Grom. Resta la catena più popolare e diffusa: sarà anche la più votata?
  2. La Gelateria della Musica. Segna da tempo la sua marcia trionfale a suon di nuove aperture: la faranno trionfare?
  3. Artico. Da un’esperienza trentennale un gelato artigianale tradizionale, che Maurizio Poloni rinnova con la ricerca e la sperimentazione.

7. Pasticcerie

Una quarantina di pasticcerie in lista, il meglio e il nuovo: manca solo il nuovissimo.

TOP

  1. Martesana. Probabilmente il top: Alessandro, fratello del campione Davide Comaschi, ne prosegue l’opera con gusto e classe.
  2. PastiChéri. Una delle aperture più recenti e più interessanti del panorama milanese: la pasticceria italiana e internazionale rivisitata con eleganza.
  3. Le Dolci Tradizioni. Marcello Martinangeli dimostra come si possa rinnovare un locale rimanendo fedeli alla propria storia

POP

  1. Ernst Knam. Il Re del Cioccolato sarà anche sovrano della classifica?
  2. Sissi. Popolare e affollata – e molto “milanese affluente”, snobisticamente senza social: sarà questo un ostacolo a una posizione in alta classifica?
  3. Gattullo. Classica e “milanese vecchio stampo”, ritrovo dal 1961 della borghesia e degli intellettuali della città.

8. Birrerie

25 nomi che garantiscono qualità e quantità di etichette e di proposte.

TOP

  1. Lambiczoon. Il regno delle birre “acide” (Lambic appunto), belghe, e artigianali. Ma non solo. Curato da Nino Maiorano e Alle Belli.
  2. BQ. Casa-madre (in via Losanna) di una serie di locali che fanno della birra il loro core business. Una marea di birre, a rotazione, scelte da Paolo Polli.
  3. Mulligans Irish Pub. Un autentico pub irlandese ricostruito a Milano – con birre irlandesi, autentiche.

POP

  1. Birrificio Lambrate. In poco più di vent’anni questo Brewpub è diventato un vero e proprio landmark del paesaggio birrario, e non solo, della città. Grazie alla Bauscia.
  2. Baladin Milano. Il tassello milanese di quello che ormai è diventato un impero, guidato da Teo Musso con fantasia e originalità.
  3. The Football English Pub. Un altro pub autentico a Milano – inglese, richiama un pubblico di sportivi in occasione delle partite (specie inglesi).

9. Wine Bar

Anche qui, 25 locali. Nemmeno moltissimi, visto il proliferare di vinerie, saketeche, champagnerie e così via.

TOP

  1. Cantine Isola. Un altro classico, imprescindibile per qualsiasi itinerario enogastronomico cittadino.
  2. La Cieca. Un locale di successo, e di qualità: sarà un binomio vincente?
  3. N’Ombra de Vin. Un altro classico, ospitato nel refettorio cinquecentesco dei Frati Agostiniani presso San Marco, e guidato da allora dalla famiglia Corà.

POP

  1. Saketeca Go. Il primo locale in Italia interamente dedicato al sake (ci sono anche vini, comunque): un possibile outsider della classifica.
  2. Vinodromo. “Not a place, a feeling”: centinaia di etichette a rotazione.
  3. Il Cavallante. All’inizio della nuova zona MuVaC, centinaia di bottiglie alle pareti, dai nomi noti e rassicuranti, un ambiente accogliente.

10. Cocktail Bar

I bar selezionati sono una quarantina – e la scelta non sarà troppo facile…

TOP

  1. Nottingham Forest. Sinonimo di cocktail bar, ha introdotto la figura del “barchef” e probabilmente anche i capannelli fuori dalla porta – indice di successo.
  2. Dry. Un cocktail, la pizza col vitello tonnato, le nuove focacce. Direi che bastano per assicurargli un posto in classifica.
  3. Carlo e Camilla in Segheria. D’accordo, c’è dietro Carlo Cracco – ma il successo della Segheria sta negli abbinamenti fra cocktail e cucina.

POP

  1. Rita & Cocktails. Un vero e proprio landmark per quanto riguarda la mixology delle notti milanesi: l’apertura nel 2002 ne fa un piccolo “classico”.
  2. Café Gorille. Una (relativamente) new entry all’ombra delle torri di Gae Aulenti, che può già contare su un buon seguito di affezionati clienti.
  3. The Botanical Club. Cocktail bar, bistrot, e microdistilleria: queste le chiavi del successo di questo locale con due sedi, all’Isola e in zona Tortona.


martedì, 18 aprile 2017 | ore 9:04

5 commenti su “Classifiche. Come votare su ViviMilano i 64 migliori ristoranti, pizzerie e gelaterie

  1. “Le votazioni online costituiranno un’indicazione per la selezione dei migliori locali in ciascuna categoria. In ogni caso
    la Giuria Tecnica dell’iniziativa procederà alla valutazione a proprio insindacabile giudizio, potendo esprimersi in
    disaccordo con il risultato delle votazioni.” (rif. regolamento dei Vivi Awards Food Drink)
    Il voto popolare non ha nessun senso, anche perché non esiste nessun controllo sui voti ricevuti, non ci si registra nemmeno.

  2. Direi anche che le proposte sono fatte con il bilancino tra PR, nomi da massa, e chi non può mancare.
    Mi spiace vedere Visintin coinvolto in questa farsa.

  3. Non so se il mio diventerà un voto o rimarrà un esercizio social-mentale. Mi attendo qualche ex-aequo, soprattutto in area ristoranti. E ricordo che nulla è definitivo.

  4. Io a prescindere voto il birrificio Lambrate per il solo motivo che si trova nei pressi di una nuova pizzeria tanto fumo poco arrosto ma… capperi che prezzi! con la pretesa di servire una buona birra!

  5. Non mi sembra di aver notato il ristorante argentino Don Juan, che io desidererei votare, si mangia della carne veramente squisita per non parlare del servizio altrettanto eccellente. Matteo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.