Te lo do io il Brasile! San Paolo, Due Cuochi per iniziare il 2011

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Il cambio di anno in genere coincide con il momento dei buoni propositi, delle speranze e, per alcuni con la voglia di cambiamenti. Io, che nel 2010 ho spostato la mia residenza di qualche migliaio di chilometri, da Roma a Rio de Janeiro, di certo non mi attendevo altre novità sostanziali per il 2011. Ed invece le circostanze, e soprattutto il lavoro, vogliono che mi debba trasferire parzialmente a Sao Paulo.

Per chi non lo sapesse Sao Paulo è una megalopoli di circa venti milioni di abitanti dove il business dell’enogastronomia è in pieno fermento, anzi, sta vivendo a tutti gli effetti il suo momento dorato. L’editoria gastronomica è in pieno boom, i ristoranti sono perennemente pieni, nuovi importatori di vino si affacciano sul mercato. Inoltre, se si pensa che dei venti miliioni di abitanti circa sei sono di origine italiana, è abbastanza facile dedurre che i prodotti ‘made in italy’ siano tra i più richiesti. Di conseguenza io, che di lavoro faccio il wine ambassador, non posso esimermi dal trascorrere almeno una settimana al mese nella capitale paulista.

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Non me ne voglia Black Mamba se non ho scelto il lussuoso e dispendioso quartiere di Jardins come quartier generale per le mie lunghe soste. Le prometto, che quando mi verrà a trovare, riserverò in anticipo per lei una suite al pluristellato Hotel Fasano dove il mio amico barman Carlos la attenderà con un bicchiere di Champagne Moncuit ghiacciato in mano!

Ho deciso di stabilire la mia base in un quartiere che amo in particolar modo. Si chiama Itaim Bibi, ed è il vero e proprio fulcro gastronomico della città. Nel raggio di un chilometro, e quindi nel raggio di una piacevole e distensiva passeggiata tra le vie alberate di Itaim, si può scegliere di mangiare nella miglior trattoria italiana della città, in un’ottima cebicheria peruana, al sushi bar di un giapponese, al tavolo di uno dei tanti ristoranti che hanno sposato la nuova cucina brasiliana o in un boteco dove bere fiumi di birra e mangiare carni cotte sul carbone. Insomma, un piccolo paradiso per chi vive e ama la gastronomia!

Da qui l’idea di raccontarvi e fotografarvi questi posti. Cercherò, nonostante la mia indole di perenne discontinuo, di dare una cadenza settimanale a questi nostri appuntamenti. Non me ne vogliate, e soprattutto non me ne voglia Vincenzo, se alle volte non rispetterò i tempi o le date di pubblicazione.

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Partiamo con il ristorante più vicino al mio hotel, un locale italiano al cento per cento. Il ristorante Due Cuochi è in realtà un bistrot all’italiana. Cucina a vista, tavolini quadrati in legno scuro vestiti di semplici runner bianchi, servizio veloce ed essenziale, ottimo bar all’entrata per l’attesa dei clienti. Vuoi per il traffico che congestiona le città e non ti permette quasi mai di essere puntuale, vuoi per una certa tendenza brasiliana nel vivere in modo più rilassato appuntamenti di piacere come quelli al ristorante, molto spesso non si accettano prenotazioni dopo una determinata ora. Tuttavia l’attesa del tavolo è spesso resa piacevole dalla presenza di un ottimo bar, come nel caso de i Due Cuochi.

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In cucina lo chef è Paulo Barros. Non mi soffermerò sulla oramai stancante analisi sensoriale dei piatti. Ho mangiato bene, una polenta con ragù di baccala, broccoli, capperi e olive ed un ottima chitarra al ragù d’agnello con funghi secchi. Piatto che, non appena assaggiato, mi ha fatto pensare ad una presenza abruzzese in cucina! Ed infatti, ai fornelli, al fianco di Barros, c’è Giampiero Giuliani, giovane pescarese trapiantatosi felicemente qualche anno fa qui a Sao Paulo. Una nota a margine: che bello vedere un ragù che non assomiglia ad un omogenizzato di carne a migliaia di chilometri da casa! Parabens (complimenti) allo chef!

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A colazione si spendono non più di 45 reais (20 euro) per due piatti più dessert! La musica cambia, e di molto, a cena quando il ristorante diventa decisamente più caro.

Atè mais!

(Alla prossima!)

Restaurante Due Cuochi. Rua Manoel Guedes, 93 – Itaim Bibi – Sao Paulo – Tel. 011 3078 8092

7 Commenti

  1. E’ tutto molto interessante, ma ti scongiuro, amico brasiliano, in lacrime e con una mano sul cuore, in ginocchio, ti scongiuro, almeno qui, ti prego, per cortesia umana, non dire “wine ambassador”

  2. ha risposto a umberto: Che bello rileggerti Umberto…pensa che spesso il wine ambassador lo faccio anche con le scarpe da tennis ai piedi;-)))
    Ad ognuno il suo amico mio!
    Abracos
    Nic

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