Al Concorso di formaggio Monteveronese gli gnocchi al burro di malga del Pippi

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L’invito è ufficiale: sono nella Commissione del 21° Concorso di Formaggio Monteveronese Dop. La prima cosa a cui penso, devo ammetterlo, è se andremo di nuovo dal Pippi nella sua “Malga Pontare” a mangiare quei fantasmagorici gnocchi sbatui al burro di malga e Monte, tipici della Lessinia.

Ma espongo la domanda solo dopo un paio di salivanti minuti e quando la risposta arriva affermativa già immagino me e Pippi vicino al camino a cantare (dopo diversi gotti), “Calabrisella Mia..”, in barba a tutte le bandiere leghiste che mi passeranno sotto il muso per arrivare sin lassù, sulle montagne venete.

Ma ci vorranno delle ore di duro lavoro prima che tutto questo accada. Le forme quest’anno da giudicare sono 25, divise in 4 categorie : latte intero (9), Mezzano (7), Vecchio (5), Dop di Malga (4).

La commissione si mette al lavoro alle 9 di mattina a Erbezzo, paese che ospita la manifestazione. Dopo diverse ore di assaggi, riassaggi, discussioni e dibattiti, ecco i vincitori:

Fresco a latte intero – il caseificio Gugole di S. Giovanni Ilarione con 94/100. Classe di merito anche al caseificio Menegazzi di Erbezzo con 88/100

Mezzano – il Caseificio La Casara di Roncà con 80/100

Vecchio nuovamente – il Caseificio Gugole con 97/100

Monte Veronese di Malga – il Caseificio Dalla Valentina di Velo Veronese con 97/100

Il più è fatto; ora si parte verso il Pippi, la salita è veramente ardua ma ne vale la pena.

Ci trovo anche Filippo Filippi che a sorpresa ha portato il suo Amarone che ci sgargarozziamo così: “Ciao come stai?” “Bene, molto bene!” (Black Mamba, questo vino dove lo collochi?)

Il giorno dopo si socializza in piazza con la preparazione di formaggi, ricotta e degustazioni. I piccoli si divertono con “Un’ora da Casaro”, un laboratorio organizzato da un mastro casaro con il latte appena munto, verdognolo; le mandrie sono oramai all’aria aperta e tutte al pascolo. La giornata trascorre leggera e spensierata a fare insieme qualcosa che si fa da sempre: il formaggio.

Intorno al Monte leggende, storie e tradizioni ma anche tanta modernità. Per esempio l’idea di farne un gelato. Il gelato di Monteveronese fresco che purtroppo non sono riuscita ad assaggiare è finito alle 15.

Mannaggia toccherà tornarci anche l’anno prossimo, aspetta che lo metto in agenda. Speriamo che mangiamo ancora dal Pippi.

Foto: Paola Giagulli

4 Commenti

  1. Yak aref!! I love this area for great cheese, fine wine and….you know me…I prefer nature and a simple lifestyle

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