Castagne. Scarsa produzione e prezzi alle stelle causa insetto cinese

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Montblanc, castagnacci, marron glacé, caldarroste e mousse al delicato sapore d’autunno. Tempi duri per chi al sapore della castagna non rinuncia. Prezzi piu’ alti e un mercato invaso dal prodotto estero è infatti il pesante bilancio dei danni che anche quest’anno il parassita cinese ha inflitto al raccolto. Cinipide galligeno è l’ostico nome della vespa che, partita dal Piemonte nel 2002, da qualche anno affligge marroni e castagne aggredendoli al momento della fioritura

Ha toccato punte del 90% il crollo della produzione in Toscana, regione vocata alla produzione castanicola con 24 mila tonnellate tra castagne e marroni raccolti ogni anno, dove crescono alcune delle tipologie piu’ pregiate di castagne come il marrone del Mugello Igp, il marrone di Caprese Mighelangelo Dop, la farina di castagne Dop della Lunigiana, la farina di Neccio Dop della Garfagnana e la castagna del Monte Amiata Igp. Non hanno aiutato né le piogge primaverili né la siccità degli ultimi mesi, la stessa che, sempre in Toscana, ha determinato il crollo nella produzione di alberi di Natale del Casentino.

Ci vorrà tempo perché produca i suoi effetti il Torymus sinensis, l’insetto antagonista rilasciato in alcuni territori castanicoli per contrastare il parassita che già l’anno scorso ha tagliato del 70-80% dell’intera produzione nazionale. “Se questa situazione si fosse verificata cinquanta anni fa la gente sarebbe morta di fame”, ha commentato amaro Ivo Poli, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Castagno.

Si prevedono comunque prezzi da gioielleria per le caldarroste agli angoli di strada delle grandi città!

[Link: ansa.it, corriere.it, qualivita.it]

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