cena Eccellenze Campane Expo

Una cena per presentare Eccellenze Campane non poteva che essere una Cena Elegante.

Via subito quel sorrisino ironico: per partecipare a La Terra del Buono, l’evento che si è tenuto al James Beard Restaurant, in cima alla Galleria Vittorio Emanuele (dove si trova anche la Pizzeria Dodici Gatti di cui vi abbiamo parlato qualche tempo fa, stessa proprietà, quella del Seven Stars Hotel), era richiesta la giacca.

Temperatura esterna: sui 35°? Interna non so – aria condizionata poco percepibile, qualche ventilatore in giro. Eppure, il vostro eroico cronista (io) ha resistito impavido fino alla fine nella sua giacca di lino grezzo, un po’ vissuta, giusto per non cedere troppo ai dettami di un bon ton degno di miglior causa (niente di che, per carità – ma il mio bicchiere per l’acqua aveva una visibile crepa, il servizio era qua e là appena un poco approssimativo, il locale un po’ troppo rumoroso…).

Eccellenze Campane è un polo agroalimentare che riunisce alcune imprese agroalimentari, campane naturalmente, per favorire il rapporto diretto produttore-consumatore, la filiera corta cioè, sotto parole d’ordine quali tradizione, tipicità, qualità, cultura, accessibilità, sostenibilità, ed economicità. Nasce così a Napoli, in via Brin 69, alle porte orientali della città. La struttura è divisa in otto aree (panificio birrificio pastificio caseificio torrefazione pasticceria macelleria gelateria), adibite sia alla vendita che alla degustazione di oltre 700 articoli.

Antonio Tubelli

Tra le varie aziende, al James Beard Restaurant – che è collegato al Padiglione USA di Expo, di cui le Eccellenze sono fornitori ufficiali – sono arrivate due persone fisiche: Antonio Tubelli, ovvero la friggitoria Timpani e Tempura, che si trova nei Quartieri Spagnoli a Napoli e anche in via Brin, e un altro nome che non ha bisogno di presentazioni, Sal De Riso, dell’omonima pasticceria di Minori (il laboratorio sta a Tramonti: non c’è bisogno di commentare, vero?).

Sal De Riso

E i due hanno preparato questa cena. Partiamo da un presupposto: cucinare per le Eccellenze Campane usando le eccellenze campane è un voler vincere facile, probabilmente. Ma i due ci hanno messo indubbiamente del loro: competenza, tecnica, passione.

passatina pomodoro

E così la passatina di pomodorino del Piennolo del Vesuvio alla pizzaiola, servita in una tazzina da caffè, il crostone di pane al burro alle alici di Menaica, la marinata di calamaretti e pappacelle napoletane con agrumi e colatura tradizionale di alici di Cetara (ecco, magari un po’ più di colatura non ci sarebbe stata male), il pacchero al riso Carnaroli classico ‘brusciato’ al pomodorino giallo e scaglie di Carmasciano (me lo sento ancora in bocca…), il filetto di maiale casertano in salsa di nocciole di Giffoni (complicatissima: si rifila il filetto, si passano in padella i ritagli, si frullano con le nocciole, in modo da renderla morbida usando soltanto il grasso vegetale delle nocciole) con fagiolini lunghi, e crema fredda di parmigiana napoletana, la delizia al limone sfusato di Amalfi, con salsa al pomodoro San Marzano DOP e gelato al basilico hanno raccontato i prodotti, il territorio e le eccellenze meglio di un’enciclopedia.

Peccato solo per i vini, che avrei pensato fossero tutti campani, e invece venivano da Sicilia, Toscana, Piemonte (un inusitato Brachetto servito con il dolce), senza motivi apparenti se non appartenere alle cantine di una delle aziende sponsor fornitrici del Restaurant.

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