Roma. Cosa mangerete dal vegetariano Orto che apre a Prati

Tempo di lettura: 2 minuti

bancone Orto

A poco più di un paio di mesi dall’inizio del Giubileo apre a Roma (questa sera l’inaugurazione), nel quartiere Prati e a due passi da piazza Cavour, un nuovo indirizzo di cucina vegetariana: Orto. Ai prodotti di madre natura si ispira anche l’arredamento, oltre al menu: il cingolato di un trattore sorregge il bancone, le vetrine e le pareti hanno irroraroti verderame risalenti al secolo scorso, ferro battuto e legno decorano i muri. E nel complesso l’ambiente, un open space di 200 metri quadrati che ospiterà un totale di 80 coperti, appare luminoso e spazioso.

brigata Orto

Il progetto porta la stessa firma di Quarto Burger&Drinks e Porto Fish&Chips, anch’essi nel quartiere di Prati. Ma pur usando prodotti primi differenti – il primo è specializzato in burger e il secondo in pesce – l’idea di proporre piatti saporiti, porzioni generose e prezzi contenuti è stata adottata anche qui. La squadra? Giovane.

melanzane menu ristorante orto

Orto punta su una cucina semplice, ma sfiziosa, e i piatti sono preparati con ingredienti provenienti da agricoltura biologica. Così verdura, frutta, olio extravergine di oliva sono, per esempio, selezionati con cura solo tra produttori certificati. Biologici anche i vini, con possibilità di degustarli anche al calice. Qualche piatto: tra gli starter troviamo arancini con broccoli siciliani e salsa di patè di olive nere (8 €), verdure pastellate (10 €) e panzanella con zuppata di pane carbone con salsa di pomodoro, stracciatella e sedano (13 €). I rotoli di pane arabo sono serviti con verdure e formaggio: come il Contadino (1o €), con cicoria ripassata, fontina e pecorino Dop. Dal pastificio, per la gioia dei romani, esce la carbonara vegetariana (10 €): pasta all’uovo, curcuma, panna vegetale, seitan e olio evo. Ma non date giudizi affrettati: c’è chi ne imita una d’autore e ci mette il Tavernello. Con il pane realizzato con le farine vegetali biologiche del panificio Bonci si accompagnano parmigiana di campo (10 €), spiedone di verdure (10 €), tortino di spinaci con salsa di taleggio e pere (10 €) e veggie burger del giorno (10 €), che completano il menu insieme a fresche insalate.

lampadario Orto sala Orto insalata pomodori

Orto, che potrebbe diventare un antagonista di Solo Crudo ai Parioli, apre oggi con offerta serale alla carta. Ma dall’1 ottobre aprirà anche a pranzo col buffet all you can eat a 9 €.

Sono ansiosa di sapere cosa vi incuriosisce di più: l’arredamento in stile museo d’antiquariato agricolo o i piatti? E, ovviamente, anche se andrete a provarlo.

Orto. Via Giuseppe Gioacchino Belli 142.  Roma. Tel. 06.45678050

13 Commenti

  1. Certo c’è da fidarsi di un vegetariano aperto da gente che gestisce hamburger e fish and chips… per la serie “basta che se fanno i soldi con le mode del momento” ! 😀

    • Più che la passione per il CIBO
      … tu mi stai dicendo che…
      c’è la passione per il business.
      Potremmo parafrasare un celebre motto:
      Niente di sacro…tranne il MARKETING.

        • Gillo appartiene al passato.
          Ad un’epoca chiusa con la vendita di Dissapore.
          E’ stata per Gillo una forte delusione, perché ha saputo della vendita di Dissapore
          da Luciano Pignataro che, udite udite, si complimentava … mentre per anni aveva sbeffeggiato Dissapore.
          Il perché era chiaro: Dissapore rompeva l’accordo con Vincenzo Pagano…
          acerrimo nemico di Luciano Pignataro.
          .
          Ho saggiato la disponibilità di Vincenzo P a lasciarmi LIBERO di ESPRIMERE il mio pensiero.
          Finora, non ho subito UNA CENSURA.
          E, se mi avete letto, entro spesso in polemica dura con la linea editoriale di Scatti di Gusto.
          Ma sinceri sono i miei apprezzamenti su diversi temi sviluppati da SdG e non di facciata è la simpatia che provo verso
          redattrici e redattori.
          .
          Ma non sono uno str… che rinnega il passato e conservo, intatto, l’affetto per chi scriveva per Dissapore, redattori/trici e commentatori/trici.
          Io non ho mai detto una parola offensiva contro D.
          Se non che ho provato una grandissima delusione per il fatto che nulla era stato detto della vendita e l’ho dovuto apprendere da un L Pignataro che si prodigava di complimenti
          …dopo anni d’insulti.
          .
          Voi pensate che, con una proprietà in mano ad una società di marketig, Dissapore possa ancora essere quello di una volta?
          E lasciar liberi i suoi commentatori, come faceva prima della vendita?
          Anche contro la linea editoriale, come avviene su SdG?
          .
          Comunque, un caro abbraccio a TUTTI.
          PS
          Picchio mai

          • Sergio, carissimo, Gillo.
            E’ un piacere immenso per me ritrovarti qui. Mi sono levata da quel che è stato per diverso tempo un sito piacevole dove imparare e confrontarsi civilmente in materia di cibi e che è diventato campo di battaglia giornaliero per vacui troll e maleducati vari.
            Si è arrivati alla censura preventiva di alcuni utenti, me compresa, mentre fra un argomento ripetitivo e qualche strafalcione degli articolisti impazzano gli insulti dei commentatori, i più, quelli lasciati senza alcuna moderazione.
            Mi spiace per Paolo, per Nome, per Laura e per tutti quelli che mi hanno dato tantissimo in questi mesi, mi spiace anche per quelli con cui ho avuto discussioni anche animate, ma che ritengo siano state utili. Non mi interessa interagire con una mail falsa o con un nome finto solo per poter aggirare i blocchi censori.
            Nel bene e nel male rimango sempre io e ne sono pure orgogliosa.
            Un abbraccio Sergio!
            Sarò felice di seguirti qui.

  2. Perché ‘mi spiace’ Maddalena?
    Siamo sempre qui, e la nostra vita, la nostra voglia di chiacchierare, scherzare, interagire intorno al cibo, non è certo soggetta alle logiche di mercato o di marketing, e manco meno di un paio di dilettanti che scimmiottano il comportamento to dei troll 🙂
    P.S. chiedo preventivamente scusa alla redazione per la risposta personale, non attinente il tema dell’articolo. Ma ho ritenuto doveroso e rispettoso rispondere direttamente

  3. Ma veniamo al punto, gentile Valentina: mi spiega questa sua espressione che trovo nell’elenco dei cibi presenti:
    “…Con il pane realizzato con le farine vegetali …”
    Ora, per noi bymbi di umyle origine, che viviamo in mezzo allo strutto e ai salumi: esistono pani realizzati con farine _non_ vegetali, o financo animali?
    sono un adepto della crescente bolognese, delle crescentine fritte annegate nello strutto, accompagnate da golosi salumi, ma giuro, giurin giuretto, che si producono anch’esse con farine “vegetali”, e non altre 😉

  4. Sarà sicuramente marketing perché comunque è un argomento di moda, ben vengano comunque queste alternative. Poi se la cucina fosse anche Buona sarebbe perfetto, questo starà ai clienti, perché comunque puo far scoprire nuovi gusti ed ampliare gli orizzonti gastronomici.
    I prezzi mi sembrano anche onesti ma, al soliti, il richiamo all’agricoltura biologica non vuol dire assolutamente nulla e genera solo confusione.

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