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Nella rubrica del Niente è impossibile, oggi si parla della bevanda dell’estate, la VAGINAL BEER.

Avete letto bene, proprio bene. Si tratta di un prezioso distillato al sapore, ehm, di patata.

A mettere a punto la quantomeno curiosa formula, The Order Of Yoni che ha lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma indiegogo per mettere in produzione il succoso nettare, una birra che contenga in sé l’essenza di una donna, il suo succo più pregiato.

Utilizzando una microbiologia hi-tech, dalla mucosa vaginale viene prelevata ed esaminata una allegra moltitudine di batteri  – ne bastano soli quattro grammi, pensate un po’ – destinati a regalare un sapore assolutamente unico e inconfondibile alla nostra birretta.

L’idea non è nuovissima, ammettiamolo, noi stessi di Scatti ne abbiamo parlato una manciata di mesi fa, ma quello che c’è di straordinariamente geniale nella vaginal beer è tutta la sua parte emozionale.

Non beviamola perché fa bene, ma solo perché con essa suggiamo il fascino e la grazia di una bionda tettona, o l’eleganza di una mistress inguainata nel latex.

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Le birre in produzione sono diverse.

C’è una ALE ACIDA  a base di prugne affumicate, ottenuta con lactobacilli  di una donna dallo scalpo rosso-bruno.

Per gli amanti delle bionde, invece c’è la ALE BIONDI  fatta con malto di frumento, zafferano e oro, cui ha generosamente prestato i suoi batteri una donna, appunto, bionda.

C’è poi APHRODISIA / DIONYSIA, ancora una ale, a base di grano e succo d’uva, MONA LISA una sour ale con trucioli di legno, nobile omaggio al famoso dipinto.

Chiudono il menù una profumatissima ISIS, sour a base di frumento e rose, CLEOPATRA  una stout a base di latte che evoca le lascive abluzioni della regina d’Egitto, e naturalmente LADY GODIVA a base di luppolo inglese.

birra vagina

Naturalmente questa singolare carta delle birre è anche personalizzabile,  basta mandare un campione delle secrezioni dell’amato bene a chi di dovere, per ottenere la bevanda dei sogni.

Sono lontani i tempi in cui Bill Clinton riempiva le prime pagine dei tabloid per le modalità di ‘aromatizzazione’ dei suoi inseparabili  sigari, il futuro, signori, è la vaginal beer.

Allora: Rossa, Bionda o Scura?

[Un grazie a Simone Bennati]

9 Commenti

  1. Uno dei primi 3 post scritti da Sarah G.
    .
    Il titolo è, invece, al n.1.
    .
    PS
    Comunque, fa ri-flettere su diversi argomenti.
    Su dove si può s.p.i.n.gere la tecnologia.
    E su come si possa arom-attizzare una bevanda alcolica.
    La difficoltà non è tanto nel produrla
    ma nel “confezionare” su quel prodotto il “vestito della comunicazione”
    .
    E la F… ha sempre tirato…
    sui settimanali(copertine), pubblicità, ecc…

  2. ciao diego,
    è un piacere leggerti così puntualmente!
    grazie per il tuo entusiasmo, ma il titolo è del maestro pagano, non mi arrogo meriti!

  3. Mi spiace usare termini poco appropriati in questo post che emana fragranze naturali inebrianti. Rimanda a luoghi atavici dai quali tutti proveniamo ed ai quali tutti aneliamo di tornare, sempre di più.
    Lo sapeva ben valfrutta…
    Purtroppo il crowdfunding mal si sposa con il sesso… Tutti quelli che ci han provato, fino ad oggi, sono rimasti con un pugno… di mosche… in mano.
    Tira molto di più, per il crowdfunding, una stampante 3d che un pilo di foca e che Dio la benedOca.
    Il resto sono….
    Un caro saluto a tutti

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