Pecorino Dop. È guerra fratricida tra Lazio e Sardegna

Tempo di lettura: 2 minuti

pecorino

Altro che crociata. Non si vede la luce, nell’eterna lotta tra Lazio e Sardegna per il pecorino Dop. Tanto che siamo arrivati alle minacce: quelle dei produttori del Lazio, che potrebbero chiedere una scissione dal Consorzio di tutela del pecorino romano Dop che ha sede – indovinate dove? – in Sardegna. E che sarebbe addirittura accusato di monopolizzare le politiche di gestione produttiva del formaggio in causa.

L’ultima bagarre si deve a un fatto di cronaca: in un caseificio capitolino è stato sequestrano un formaggio etichettato “romano”. Episodio che secondo il Consorzio danneggerebbe la fama del pecorino.

Non finisce qua, perché si è messa in mezzo anche Coldiretti. Il presidente di Roma e del Lazio, David Granieri è stato categorico: “Il marchio pecorino è nostro di nascita. Stiamo inoltre aspettando che il Ministero delle Politiche Agricole riconosca la nova Dop cacio romano”. Così facendo, ha di fatto riaperto la battaglia per restituire dignità e reddito ai produttori laziali della filiera del pecorino. Anche perché, come proseguono da Coldiretti, “la denominazione cacio romano esiste dal 1987 e caratterizza un prodotto che pur non essendo ancora dop, è caratterizzato da alta qualità, come del resto la nostra caciotta romana”.

pecorino Casa Madaio

A rincarare la dose ci si è messo Carlo Hausmann, assessore all’Agricoltura (ma anche alla Caccia e alla Pesca) della Regione Lazio, che non solo ha definito inaccettabile il sequestro, ma si è espresso come segue: “Appare strano che per tutelare un prodotto in massima parte realizzato sul territorio sardo e che utilizza il nome ‘romano’, si colpiscano imprese che operano per l’appunto a Roma, che utilizzano materie prime locali, qualificando il proprio prodotto in modo trasparente, senza incidere minimamente sulle dinamiche di mercato di un prodotto, il pecorino romano, a cui anche il Lazio tiene molto”.

carbonara Marzapane

E voi per quale “fazione” siete? Io sono per una carbonara (dove più pecorino c’è e meglio è) di gruppo per fare pace. Magari con la ricetta di Alba Esteve Ruiz. Perché il pecorino, si sa, è uno dei prodotti più amati e acquistati all’estero: pensate che nel 2015, come riporta Repubblica, ha sbaragliato la lista dei prodotti, aumento le vendite del 23% e incassando 165 milioni di euro.

[Link: Ansa, Repubblica.it]

2 Commenti

  1. In un supermercato ho visto un “pecorino”dop proveniente da Verona.E’ tutto regolare?Ovviamente intendo “romano”a scnso di equivoci.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui