La storia dello scontrino, in realtà ricevuta del POS, di 429,80 € per due spaghetti al cartoccio fatti pagare dal ristorante Antico Caffè di Marte, in via Banco di Santo Spirito, la strada pedonale vicino a Castel Sant’Angelo continua a destare attenzione.

Il conto sarebbe esatto, cioè le voci dello scontrino corrispondono. Quello che non va sono gli 80 € di mancia. E le turiste avrebbero mangiato tonnarelli cacio e pepe e due grigliate di pesce fresco misto.

Grigliata che, come si vede da un altro scontrino emesso dallo stesso ristorante il 28 agosto (il pranzo delle turiste è del 4 settembre) e postato da un utente di TripAdvisor, ha un costo molto sostenuto: in 2 in questo caso sono stati spesi 315 € (ed è stata applicata una mancia del 10%).

Nonostante queste specifiche, il ristorante è stato chiuso.

Lo scrive Il Messaggero che specifica il motivo: irregolarità nell’occupazione del suolo pubblico, con tavolini sistemati fuori dallo spazio consentito.

A qualcuno potrebbe sembrare un pretesto per la stangata romana vissuta dalle due turiste giapponesi che avevano pagato e postato il loro stupore per il conto salatissimo.

Ma il ristorante Antico Caffè di Marte è stato anche multato per gli 80 € di mancia aggiunti al conto e fuori da ogni logica compresa la richiesta al momento della comanda di scegliere la percentuale del 10 o 20% da applicare al conto finale. Una percentuale che è stata calcolata in lungo e in largo sul web anche dai lettori di Scatti di Gusto che si sono chiesti la ragione di quel 23% di mancia. Possibile che le due turiste non contente del trattamento ricevuto avessero addirittura scelto di offrire più del 20% richiesto?

Una ridda di ipotesi che, causa anche l’indignazione di consumatori, romani, ristoratori della Capitale ha portato la Polizia Locale a guardare più da vicino l’esercizio commerciale che – sottolinea Il Messaggero – era stato già chiuso per 5 giorni nelle scorse settimane sempre per occupazione abusiva dello spazio esterno: i tavolini erano stati sistemati oltre la superficie autorizzata dal I Municipio di Roma.

Altri 5 giorni di sanzione per la medesima irregolarità sono stati comminati dalla polizia locale che vuole vederci chiaro nella questione del conto con l’aggiunta della mancia finita su Facebook.

Una voce in particolare ha attirato l’attenzione: quella voce mancia, peraltro da ben 80 euro, che in alcun modo può essere inserita nel conto, tantomeno essere imposta ai clienti. Ora quella mancia rischia di costare cara ai gestori: una sanzione amministrativa da un migliaio di euro, che si aggiungerebbe ad altri problemi minori riscontrati dai vigili durante il sopralluogo, per i quali è stato chiesto ai proprietari di esibire alcuni documenti. Il conto, questa volta sotto forma di multa, potrebbe arrivare fino a quattro-cinquemila euro, specifica l’articolo di Fabio Rossi.

Nessun problema invece per la somma spesa dalle due turiste: le voci riportate dallo scontrino corrisponderebbero a quanto consumato.

“Le due turiste giapponesi hanno consumato, oltre al primo piatto tonnarelli cacio e pepe, due grigliate di pesce fresco misto, contorno di grigliata di verdure, oltre bevande e servizio al tavolo e, addirittura, in occasione del pagamento, hanno elargito ai camerieri una mancia di euro 80”, sottolinea l’avvocato Carlo Scorza, legale dei titolari del ristorante.

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