Coronavirus e nuovi orari in Lombardia: stop ai bar dalle 18. Ristoranti salvi

L'ordinanza 620 della Regione Lombardia salva i ristoranti con i nuovi orari di chiusura: alle 18 i bar, alle 24 chi fa servizio al tavolo

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Nuovi orari e passo indietro sulle misure più restrittive in Lombardia con la nuova ordinanza n. 620 che salva i ristoranti e in genere tutte le attività di ristorazione con servizio al tavolo.

Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dopo il confronto notturno con il Comitato Tecnico Scientifico regionale ha deciso di non penalizzare i ristoranti e in genere tutte le attività di ristorazione.

Con il servizio al tavolo la misura è identica a quella del Dpcm nazionale del 13 ottobre. Bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, rosticcerie, pizzerie, chioschi con servizio al tavolo devono fermare le attività di somministrazione di cibi e bevande alle 24.

Tutte le attività di ristorazione che hanno solo servizio al bancone devono chiudere alle 18 (invece che alle 21 come disposto nel Dpcm nazionale).

La misura segna la differenza più importante rispetto a quanto anticipato nelle ore precedenti la firma dell’ordinanza.

Le attività di ristorazione delle aree di servizio autostradali e degli aeroporti, invece, non chiudono alle 18.

Nuovi orari in Lombardia validi fino al 6 novembre

nuovi orari servizio al tavolo

L’ordinanza entra in vigore dalle ore 00 di sabato 17 ottobre e avrà efficacia fino a venerdì 6 novembre 2020. Dunque tre settimane. La speranza è un’inversione della curva dei contagi che vede la regione riprendere il triste primato del maggior numero di positivi accertati.

L’ordinanza 620 impone anche lo stop alla vendita per asporto. di qualsiasi bevanda alcolica da parte di tutte le tipologie di esercizi pubblici, nonché da parte degli esercizi commerciali e delle attività artigianali dalle ore 18.

Il consumo di bevande di qualsiasi gradazione è sempre vietato nelle aree pubbliche. E vale anche in spazi all’aperto come parchi, giardini e ville.

Attilio Fontana si è dettocomunque meno preoccupato rispetto alla situazione di marzo.

È facoltà dei sindaci adottare misure maggiormente restrittive rispetto a quelle dell’ordinanza regionale per evitare il rischio di assembramenti.

Qui il testo dell’ordinanza che fissa i nuovo orari.

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