Bresaola IGP: Presa Diretta ci ha ricordato che si fa con la carne brasiliana

Il salume che piace tanto agli italiani, anche nella versione IGP, è fatto con la carne dell’animale brasiliano. Com’è possibile?

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Troppa carne a buon mercato” è l’inchiesta trasmessa ieri da Presa Diretta sulla carne brasiliana, con cui in Italia, primo importatore europeo, si fa la bresaola.

Una volta entrata nel nostro Paese, si è chiesto il programma di RaiTre, dove finisce il milione di tonnellate di carne bovina importata dal Brasile?

Principalmente nei cosiddetti preparati. Sono i sughi pronti al ragù, la pasta ripiena, i vari tipi di insaccati, i brodi di carne, i surgelati. Oltre un centinaio di preparazioni trasformate usate da ristoranti, catering, hotel e mense. 

Prodotti le cui etichette non sono tenute a indicare l’origine della carne. A differenza di quanto avviene con la carne fresca, per cui in Italia è obbligatorio specificare il Paese dove gli animali sono nati, allevati e macellati,

Eppure nessuno può escludere che questa carne “a buon mercato” arrivi da pascoli illegali che contribuiscono alla deforestazione amazzonica. Né che l’elevato livello di pesticidi rintracciati la renda sicura.

Ma l’inchiesta di Presa Diretta segnala anche un altro problema.

Il problema Bresaola della Valtellina IGP

Bresaola Valtellina IGP

Anche in Italia pochi sanno che la carne brasiliana è largamente impiegata per fare la bresaola. Non una bresaola qualunque. Ma le 20.000 tonnellate annue di quella a marchio IGP (Indicazione geografica protetta) della Valtellina.

Non a caso l’origine della bresaola che finisce sulle nostre tavole è per il 97% (!?!) brasiliana e, in misura minore, francese, irlandese e tedesca.

Una procedura perfettamente regolare, perché prevista dal disciplinare che si limita a regolare tagli da usare, zona e metodo di produzione. Ma gli ingredienti per fare la bresaola della Valtellina IGP non devono necessariamente essere italiani.

Perché allora non dirlo apertamente?

Forse perché la narrazione di un prodotto a indicazione geografica protetta fatto con la carne dello zebù, allevato all’altro capo del mondo, i non sarebbe molto convincente.

Per non parlare di come la carne di zebù, grosso bovino con corna arcuate, gobba e grande giogaia, arriva in Italia. Ovvero congelata e sottovuoto, tramite un viaggio in navi container che dura un mese e poi in camion sulle strade italiane per arrivare nella provincia di Sondrio, dove viene trasformata e stagionata.

Eppure la bresaola è un salume molto apprezzato di palati italiani, al punto che negli ultimi 15 anni i consumi sono aumentati del 43%.

3 Commenti

  1. Non è certo una novità, da parecchi anni è così.
    Comunque cercando si trovano anche quelle fatte con carne locale, e fatte in modo più artigianale. Ovviamente hanno prezzi diversi da quelle al supermercato.

  2. Comunque, qual è la logica dietro al fatto che non sono tenuti a indicare l’origine della carne nei prodotti processati, ma sul fresco si? Se voglio sapere l’origine del fresco, voglio saperlo anche sul lavorato (motivo per cui tendo a non comprare alcun preparato ignoto).

  3. IGP comunque non garantisce nulla sull’origine, le DOP si (ma anche lì i disciplinari sono sempre meno rigidi). La cosa migliore è andare da artigiani, conoscerli, parlarci, verificare di persona. Senza dubbio.

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