La Parrilla Milano: ristorante messicano sfida i Dpcm, tamponi all’ingresso

Una serata che, secondo gli organizzatori, potrebbe “risolvere il problema assurdo delle chiusure dei ristoranti”

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Conosciamo già La Parrilla mexicana, uno dei più noti ristoranti etnici di Milano, in Corso Sempione.

Per Mary Marchese, la focosa proprietaria popolare tra i colleghi per il linguaggio, non esattamente in punta di forchetta, con cui apostrofa le recensioni negative del suo locale su TripAdvisor.

E per uno dei più sconcertanti episodi legati a “Io Apro”. La protesta di decine di ristoranti e bar che sono rimasti aperti hanno contro le restrizioni anti-Covid del governo.

La Parrilla Mexicana e lo spettacolo indecente di Io Apro

Io Apro La parilla mexicana

Un centinaio di clienti avevano cenato nel ristorante messicano, aperto in violazione delle regole, incuranti del rischio contagio e delle multe.

Un video, diffuso sui social, mostrava i commensali seduti ai tavoli in un clima eccitato da tequila, nachos, balli e canti. Tutto senza osservare le regole del distanziamento sociale e senza indossare la mascherina. Ma snocciolando il solito rosario negazionista: “la pandemia non esiste”, i tamponi non sono efficaci, sul numero di morti non ce la contano giusta.

Uno spettacolo indecente che aveva costretto perfino la poco accomodante proprietaria a chiedere scusa.

Ma oggi La Parrilla Mexicana riconquista la ribalta. Dalle 18 alle 22, sempre in aperta violazione delle regole, nel ristorante etnico milanese sarà possibile cenare.

La Parrilla Mexicana: tamponi fuori dal locale

Io Apro Parrilla Milano

Attenzione però, grazie a quello che viene sobriamente definito “il primo tentativo di questo genere in Italia”, potrà farlo solo chi si sottoporrà a un test nel gazebo antistante il ristorante”.

L’iniziativa è sostenuta dal “Comitato a difesa delle partite Iva”, cui partecipano migliaia di imprenditori milanesi. È loro intenzione chiedere al Prefetto del capoluogo lombardo “che questa diventi la regola”.

Nonostante organizzare screening alternativi a quelli dei canali “normali” richieda autorizzazioni di cui non dispongono, i promotori si augurano che la serata cambi la storia assurda delle chiusure dei ristoranti. Accomunando una volta per tutte l’interesse della salute pubblica con quelli economici”.

Il comitato precisa che saranno ammessi alla cena di San Valentino de La Parrilla Mexicana solo le persone in possesso di “un certificato di tampone negativo eseguito il giorno precedente alla prenotazione. Oppure di un test Covid a nostro carico, svolto da un nostro medico, nel gazebo predisposto fuori dal ristorante”.

La proprietaria del locale messicano di Milano e gli aderenti al Comitato sono talmente sicuri di offrire una soluzione efficace al problema della sicurezza da volersi rivolgere al Prefetto.

“Faremo una richiesta ufficiale di avere gratuitamente i tamponi”, è la posizione degli aderenti. Convinti del sostegno all’iniziativa di San Valentino da parte della Regione perché “si è detta favorevole all’apertura serale dei ristoranti“. 

Trattandosi di un Comitato che riunisce gli imprenditori milanesi non poteva mancare il taglio economico. Sì, perché dalla soluzione prospettata ne guadagnerebbero tutti.

“Lo Stato risparmierebbe i ristori e i gestori delle attività potrebbero lavorare e mantenere i dipendenti e tutta la filiera”.

C’è anche una ragione di salute: “Facendo più tamponi avremmo un miglior controllo dei contagiati”.

L’auspicio è che Milano, in tempi brevi, si riempia di gazebo a mezzo chilometro uno dall’altro. In modo che chi lo desidera possa fare un test veloce per poi entrare nel locale scelto.

Le “partite Iva” sanno di violare le regole rischiando controlli e multe, tuttavia sono pronti a tutto: “Faremo entrare le forze dell’ordine solo se si sottopongono al tampone”.        

Che crediate o no alla bontà della soluzione escogitata noi auspichiamo una cosa per stasera.

Niente balli e canti tutti accalcati all’interno de La Parilla Mexicana stasera, con la mascherina abbassata. Una volta basta e avanza.

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