Scatti di Gusto, lo sapete, è tifoso del Cilento e delle sue specialità gastronomiche.

L’occasione per scriverne è sempre dietro l’angolo come a Taste Firenze, la manifestazione gastronomica che ogni anno il gastronauta Davide Paolini propone con crescente successo.

Occasione per una lista della spesa e per un assaggio Fuori di Taste di carne del bravo Luciano Bifulco.

Oltre che per un ripasso delle specialità di 4 produttori che vi faranno sognare sapori e odori del Cilento migliore.

Eccoli.

1. Gioi Piccolo Salumificio Artigianale

La merenda a tutte le ore, dalla spiaggia di Acciaroli all’aperitivo pomeridiano, non può prescindere dalla Soppressata di Gioi Cilento – presìdio Slow Food – dove il salumificio artigianale di Raffaello Palladino si è fatto conoscere con questo “salame dal cuore di lardo”.

Raggiunta la maturità con salami e salsicce, capicollo e pancette in versione delicate e strong, ha portato a Firenze la nuova salsiccia Ferrante in onore di Michele Ferrante, agricoltore in Controne che produce questo peperoncino utile alla concia delle carni.

Decisa, ma non urticante, ha chiuso trionfalmente la degustazione.

Gioi Piccolo Salumificio Artigianale. Via Chiaie. Gioi (Salerno) Tel. +39 3387354724 

2. Maida

Dici Maida, dici Franco Vastola, motore e cuore dell’azienda alle porte del Cilento, e pensi ai suoi superbi carciofini.

Vere opere d’arte miniaturizzate dal sapore esplosivo avvolte in un packaging sempre efficace.

Anche fortunato, ho assaggiato un paio di carciofini di questo avvio di stagione 2019 che conservano tutta la freschezza di quelli appena raccolti.

Formidabili, come al solito.

Maida. Via Tempa di Lepre, 33. Capaccio Paestum (Salerno). Tel. +39 0828 722975

3. Santomiele

Non so quale sia il primo prodotto del Cilento che possa venire in mente a chi si accosta per la prima volta all’acrocoro che si affaccia su uno dei mari più belli d’Italia, ma il mio personale ricordo d’infanzia è legato ai fichi di Ortodonico preparati per il Natale, farciti, imbottiti e anche ricoperti con il cioccolato.

Lo scettro dei fichi va a Prignano Cilentano e a Santomiele, l’azienda che partendo dalla tradizione ha creato una gioielleria a base di fichi di cui la Pigna è il momento culminante (ma avete da sbizzarrirvi con capicollo e conserve).

Santomiele. Via Salita San Giuseppe. Prignano Cilento (Salerno). Tel. +39 0974833275

4. I Segreti di Diano

Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano è la dizione completa di questo parco di recente costituzione che si allarga dal mare di Agropoli fino alla pianura interna di Teggiano, baluardo di difesa e luogo di efferatezze gastronomiche come la festa medievale alla tavola della Principessa Costanza.

Qui un gruppetto di giovani guidati da Pietro D’Elia si è dato alla coltivazione locale, manuale e completamente naturale di ortaggi e di una varietà di peperone che si avvicina al Crusco. Si chiama Sciucillone e il suo nome deriva da sciuscelle, cioè le carrube.

Un peperone adatto all’essiccazione che lo rende un perfetto snack. Essiccazione che avviene appunto al naturale.

Suo compagno è il Serpentino che, invece, è piccante.

50 giorni di essiccazione e i peperoni sono pronti a diventare ingredienti chiamati con nomi dialettali come Starìci, “gioia mia”, vezzeggiativo delle nonne che qui diventano sfoglie croccanti, Pòrva, cioè peperoni macinati in grana grossa e via via fino a mettere in barattolo il peperoncino in olio extravergine di oliva che non potrebbe essere altro che Fòrte.

I Segreti di Diano. Via provinciale del Corticato, 50. Teggiano (Salerno). Tel. +39 348.7205220