Crostoli è il nome friulano, Cròstui, del dolce di Carnevale che in altre regioni sono conosciuti come frappe, chiacchiere, nastri o galani per citarne alcuni.

Per farli a casa io mi affido alla ricetta e alle mani di mamma Rita. Una ricetta semplice le cui origini sono radicate nelle abitudini culinarie delle donne friulane. Subito dopo l’Epifania, come buon auspicio per l’anno nuovo, in Carnia soprattutto, le massaie preparavano alcuni cjalsòns (piatto tipico della regione, molto simile visivamente ai tortelli) speciali, diversi dal solito, cercando di tirare la pasta più lunga possibile come gesto di buon auspicio per i raccolti. A Carnevale si festeggiava la chiusura della filatura. Proprio nel giorno di giovedì grasso, in tutte le case friulane, si respirava il buon profumo della tradizione carnevalesca dell’estremo nord-est. Sulle tavole comparivano i krapfen, le frittole, gli strucchi e naturalmente i Cròstui.

Ecco come li faccio io.

La ricetta dei crostoli

Ingredienti

800 g di farina 00
60 g di burro
100 g di zucchero
4 uova
1 bustina di lievito in polvere
1 bicchierino di grappa
3 dl di latte
1 presa di sale
1 l di olio di arachidi
160 g di zucchero a velo

Procedimento

Alla base dei crostoli ci sono ingredienti che tutti avevano in casa: farina, latte, burro, uova, zucchero e un pizzico di sale. E poi la grappa, uno dei portabandiera del Friuli Venezia Giulia.

Gli ingredienti freschi dovrebbero essere tutti a temperatura ambiente, quindi non troppo freddi. Il burro va preparato in “scaglie” per amalgamarlo con facilità alla farina.

In una terrina uniamo gli ingredienti per realizzare la pasta: prima la farina, poi le uova, il burro e lo zucchero. Solo dopo aver iniziato a mescolare questi ingredienti, aggiungiamo il lievito ed infine la grappa ed il latte per ammorbidire la composizione, rendendo l’impasto omogeneo e facilmente lavorabile.

Con il calore delle mani (senza guanti) amalgamiamo il tutto, fino ad ottenere una massa liscia e perfettamente omogenea.

L’impasto deve essere diviso in 3 panetti, ognuno dei quali sarà tirato a mano con il matterello.

Prima di stendere l’impasto, spolverare leggermente di farina il piano di lavoro, onde evitare che la pasta si attacchi alla superficie di lavorazione e si rovini.

La pasta non va schiacciata con le braccia, ma accompagnata con un movimento sicuro del matterello per allungarla con delicatezza.

Tirare la sfoglia a 2 millimetri di spessore

Chi è alle prime armi può tirare la pasta con l’aiuto di una macchina dedicata.

Dividere con cura la sfoglia in rettangoli della stessa dimensione tagliando la pasta verticalmente e poi orizzontalmente con una rotella tagliapasta.

All’interno di ogni rettangolo, facciamo un’incisione, utile ad annodare l’impasto ma è possibile anche lasciare i rettangoli uniti.

Appoggiare i crostoli su piatti piani per averli ben disposti in modo da adagiarli con facilità nell’olio bollente. La temperatura dell’olio non deve superare il punto di fumo, cioè 180° C.

Quando i Crostoli diventano leggermente dorati su un lato, girarli dall’altro lato. Ottenuta la doratura completa, toglierli velocemente dalla pentola, scolandoli molto bene con l’aiuto del mestolo forato oppure con due stuzzicadenti lunghi utili anche per girarli nella pentola.

Asciugare i crostoli sulla carta assorbente per garantire la croccantezza. Possiamo anche fare una pila di crostoli a strati, suddivisi però da almeno 3/4 fogli di carta assorbente.

Spolverare i crostoli raffreddati con zucchero a velo che otterremo dallo zucchero bianco messo in un frullatore fino a quando diventi “soffice”.

Per spolverare i crostoli da entrambi i lati, mettere un po’ di zucchero a velo in un sacchetto di plastica e aggiungere qualche crostolo.

I crostoli si conservano in un contenitore al massimo per una settimana.