Cinque giorni di incontri bilaterali gastronomici tra Italia e Cina e un raviolo, anzi, tanti ravioli a fare da linea guida a un progetto che mette insieme le gastronomie dei due Paesi.

Si parte con la prima tappa del viaggio dall’Egitto, dall’isola di Zamalek e dalle suggestioni di un nuovo Marco Polo sulla via della seta per alimentare il progetto in collaborazione tra Università di Salerno, associazione UNISAPORI, Università del Cairo, Autorità Egiziane, Istituto Italiano di Cultura al Cairo e Centro Culturale Cinese al Cairo.

L’obiettivo del Dipartimento di Scienze Umane Filosofiche e della Formazione dell’Università di Salerno è realizzare un corso di formazione per chef sulla Dieta Mediterranea valorizzando ingredienti comuni.

Ecco quindi il motivo del raviolo, il fagottino di pasta ripiena che in Cina si chiama Jiaozi, in Egitto Sambousek, in Turchia Manti, in Afghanistan Mantu, ed è presente – in forma, impasto, ripieno e cottura diversi – in tutti i territori attraversati dalla via della seta.

Un fil rouge già segnalato tempo addietro da Franco Siciliano, funzionario Internazionale e raffinato buongustaio che argomentò come in fondo “la via della seta” fosse “la via del raviolo”.

Il programma della 5 giorni prevede altrettanti momenti.

Una masterclass con gli studenti dell’Università del Turismo del Cairo, aspiranti Chef: personalità accademiche, stampa egiziane; segue tasting dei prodotti della master class.

Una cena italiana servita , con presenza del corner cinese.

Una cena italiana a buffet, con presenza del corner cinese.

Una serata Fusion con i diplomatici di tutti i paesi e una cena incentrata sui piatti comuni ai due Paesi con un buffet Italiano da una parte e Cinese dall’altro.

Una serata a cura del Centro Culturale Cinese; piatti cinesi con un’isola cucina italiana.

Un vernissage di opera d’arte italiane, egiziane e cinesi presso L’Istituto di Cultura Italiana; cena cinese con corner di cucina italiana.

Un team di cinque cuochi italiani lavoreranno a stretto contatto con altrettanti cuochi cinesi, assistiti da giovani cuochi e studenti egiziani per apprendere – working in progress – i segreti della preparazione di queste ricette.

Due gli chef italiani che seguono il progetto: Pietro Parisi di Era Ora di Palma Campania e Nausica Ronca di Nonna Nannina di Cava de’ Tirreni.

E intanto voi dilettatevi a preparare questa ricetta dei ravioli all’amatriciana suggeriti da Perpetual di Roma.