Nasce una nuova guida e nell’asfittico mondo delle guide potrebbe essere una sorpresa. Ma l’editore è Michelin, che in realtà è produttore di pneumatici ma sa fare benissimo questo lavoro, che va ad affiancare un nuovo prodotto alle celeberrime guide ai ristoranti, croce e delizia per legioni di chef e ristoratori.

Una Cartoguida, veloce ed essenziale ma al tempo stesso puntuale, dedicata a un territorio particolare: la denominazione ufficiale è Destinazione Emilia perché tale è il nome dell’organismo presieduto da Natalia Maramotti che è anche assessore al turismo del comune di Reggio Emilia. Il territorio è quello di tre province dell’Emilia Romagna: Reggio Emilia, per l’appunto, e poi Parma e Piacenza.

Una provincia del gusto per noi appassionati di cibo e di vino e difatti il claim di Destinazione Emilia è Gusto, Natura, Cultura (Taste, Nature, Culture) nell’ordine che vede privilegiare la dimensione enogastronomica.

Non è un semplice riconoscimento del piacere della buona tavola, ma anche la vidimazione della capacità economica dei ristoranti stella Michelin di questo territorio di generare un formidabile indotto economico: in 19 (8 stellati e 11 Bib Gourmand) hanno generato nel 2018 un valore indotto complessivo di 11 milioni e 920 mila euro di cui 5.397.000 per il settore ricettivo e 6.522.000 per il commercio e i servizi.

I dati derivanti dallo studio confermano che anche i ristoranti di qualità sono dei “driver economici” e, allo stesso tempo, delle agenzie turistiche del territorio. Ne promuovono l’economia valorizzando i prodotti e i produttori locali e la cultura”,  ha spiegato Massimo Ferruzzi, amministratore unico di JFC che ha snocciolato in sequenza le cifre.

Il cliente del ristorante utilizza il locale come luogo di informazioni (lo fanno il 30% degli ospiti italiani e ben il 42% dei commensali stranieri), si fida, va ad acquistare i prodotti che ha trovato come ingredienti nei piatti (circa 2,2 milioni di euro per la spesa), utilizza taxi ed alberghi (11.000 presenze negli alberghi), ha a cuore la cultura. Quello che facciamo tutti noi normalmente forse mettendo al centro la tavola. Ma da qualsiasi punto di vista si prenda la logica Gusto, il risultato non cambia.

Destinazione Emilia cerca di mettere propellente a una macchina condivisa che esce fuori dallo schema della città “orto o campanile” per aumentare la visibilità e l’attrattiva.

“La Cartoguida Travel and Food Map Destinazione Emilia è una risposta alla crescita del turismo enogastronomico in questa area ed è coerente con l’obiettivo di Michelin: promuovere la mobilità offrendo nel contempo la miglior esperienza di viaggio”.

Lo ha spiegato Philippe Orain, direttore editoriale e Capo Redattore delle Guide Verdi Michelin che non ha fatto mancare l’assegnazione della prima stella verde a Reggio Emilia che segue la logica di assegnazione delle stelle ai ristoranti (in questo caso a stare un po’ sulla graticola sono sindaci e giunte).

Ecco i criteri per voi sindaci e assessori al turismo che vorreste entrare in guida:

  1. I redattori guardano al territorio con gli occhi dei viaggiatori (quindi l’equivalenza dell’anonimato)
  2. Considerano la notorietà del luogo
  3. Creano un vero e proprio inventario delle evenienze che possono attrarre i visitatori (il menu, insomma)
  4. Fanno attenzione a label tipo i riconoscimenti Unesco
  5. Effettuano un paragone tra città e territori assimilabili di diverse regioni
  6. Valutano la regolarità della bellezza (quindi la capacità di conservarla)
  7. Valutano il fascino del territorio
  8. Stimano la qualità dell’accoglienza
  9. Valutano la qualità della visita (un rapporto qualità prezzo, diciamo)

Luca Vecchi, il sindaco di Reggio Emilia, ha incassato il “macaron verde” che come tutti i macaron deve essere confermato ed era visibilmente emozionato.

Paga una costruzione come quella di Destinazione Emilia?

Lo ha riassunto Pierangelo Romersi, direttore di Destinazione Emilia: “Destinazione Turistica Emilia è l’epicentro della Food Valley Italiana. Con oltre 15 prodotti tipici riconosciuti con il marchio Dop e Igp e circa 500 produttori, tra caseifici, prosciuttifici e cantine pronte ad accogliere i visitatori, rappresenta il luogo ideale per vivere una esperienza culturale e di scoperta. La nuova Food and Map Travel è uno strumento ricco di informazioni per i turisti che potranno scegliere attraverso una grafica intuitiva tra la moltitudine di opportunità; il nostro è un territorio che piace molto e lo confermano i dati sui flussi turistici: in media +6% sui pernottamenti e +5,6% di presenze”.

La gastronomia è quindi motore potente e lo ha esemplificato cocktail e cena con tre chef stellati delle tre province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia – ma sarebbe meglio parlare di una nuova provincia del gusto.

Una scoppiettante Isa Mazzocchi de La Palta di Borgonovo Valtidone (Piacenza) ha incantato con il cono di chisola con grana e mostarda nel cocktail e si è riproposta alla cena con i tortelli fritti ripieni di latte con gelato al Vinsanto di Vigoleno e zuppetta di Nespole.

Ottimo al cocktail l’erbazzone di Andrea Incerti Vezzani, stella Michelin di Ca’ Matilde a Quattro Castella (Reggio Emilia), che ha conquistato l’applauso con i cappelletti alle erbe spontanee, cipolline borettane all’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia e Pancetta Canusina.

E ovviamente i salumi di Massimo Spigaroli dell’Antica Corte Pallavicina a Polesine Parmense (Parma) che in tavola ha servito un fondente di porcelletto su un letto di ortaggi di primavera, croccantini di Mortadella e popcorn di Parmigiano Reggiano.

Nei rinnovati Chiostri benedettini di San Pietro nel centro di Reggio Emilia. A sottolineare che il connubio tra Gusto, Arte e Natura della provincia trilobata di Destinazione Emilia è fatto reale.

A voi scoprire la combinazione che preferite.