Chi dice Tapulias dice Kiamì, il nuovo locale aperto in zona Centocelle a Roma dedicato ai piatti tipici della Puglia, riletti sotto forma di tapas.

Divertente nell’ambiente, simpatico nell’idea, stuzzicante per il palato di chi ama conoscere un territorio attraverso la cucina, senza appesantirsi con portate o formule “da ristorante” (kiamì in pugliese vuol dire guarda, stammi a sentire attentamente).

In carta, riso patate e cozze, fave e cicorie, orecchiette alle cime di rapa, braciole. Ma anche olive, taralli e friselline per un semplice aperitivo.

Prezzi contenuti: si va dall’euro della pasta di mandorla ai 5 € di fave e cicoria o ai 6 € della zampina di S. Michele con chips di patate. Per trovare un pasticciotto alla leccese a meno di 2,5 € probabilmente dovete andare direttamente in Puglia.

Frutto dell’intelligente imprenditorialità di Vito Meliota, già noto al pubblico capitolino per il suo riuscito street food regionale Matò, è un ben ragionato blend tra ricette tradizionali, rinomata convivialità pugliese, ospitalità e cura nelle preparazioni. Ad affiancare Vito in questo nuovo progetto, il cugino Nicola che, sebbene appena trentunenne, vanta importanti e durature esperienze presso realtà di rilievo pugliesi (pasticceria Martinucci) e romane (Gelateria Neve di Latte, in zona Piazza Fiume). Innamorati entrambi delle proprie radici e del contatto con il pubblico, hanno deciso di prendere al volo l’occasione di un locale in quel di Centocelle per proporre un’offerta più completa rispetto a quella del “mordi e fuggi”. Ed infatti, i 35 coperti interni e i 10 esterni sono uno spaccato contemporaneo della cucina pugliese, intesa non come rivisitazione spesso gastrofighetta delle ricette che qui restano “quelle della nonna”, ma per una formula capace di divertire, di favorire la socializzazione e la condivisione.

I sapori sono netti e, per chi li conosce, una madeleine di Proust della sana veracità della regione: la materia prima, di buona qualità, è lavorata appositamente per rendere il piatto quintessenza del territorio. Pochi fronzoli, molta sostanza, tanta passione e desiderio di consolidare un modello dinamico come quello del Kiamì, sono gli ingredienti principali di questa formula che, almeno agli inizi, pare riscuotere un buon favore di pubblico.

Dalle 11.30 in poi, infatti, il locale è pronto ad ospitare abitanti del quartiere e i numerosi passanti per una pausa pranzo, uno spuntino “rinforzato”, un aperitivo o una vera e propria cena. Tutto dipende da quante tapulias si decide di gustare…

Nella carta del bere, figurano ben ponderate incursioni fuori regione, nonché drink tradizionali dalla corretta esecuzione.

Kiamì. Via Federico Delpino, 102. Roma. Tel. +39 06 4977 9969