La nobile gara fra Milano e Roma a chi totalizza un maggior numero di aperture continua, fra locali nuovi e rinnovati, cambi di insegne e di offerta, arrivi e partenze di chef.

Qui a Roma, ricordiamo, notizie e aperture si sono susseguite in questi giorni a ritmo serrato. Abbiamo parlato di Stefano Callegari e delle pizze che propone da Lievito, in zona Fleming, a Roma Nord.

Ma anche Gino Sorbillo è sbarcato a Roma con la sua pizzeria Lievito Madre in piazza Augusto Imperatore.

Il tutto, mentre Francesco Apreda lasciava l’Imàgo e la sua stella Michelin all’Hassler.

Ecco quindi a voi qualche ulteriore aggiornamento per il lato romano della singolar tenzone.

Il menu sensoriale del rinnovato Gola ai Parioli

L’idea di “gioco dei sensi” alla base di Gola è di Simone Segneri, imprenditore ventottenne. La realizzazione gastronomica è dello chef Simone Ballicu, ventottenne. Il primo discende da una famiglia di ristoratori, il secondo discende da esperienze, fra gli altri, con Niko Romito e Riccardo di Giacinto. Omonimia, stessa età, una visione unitaria.

“Ho deciso di dare un’identità più forte al ristorante sia nell’aspetto esterno che nel menu”, dice Simone (il primo). “Qui da Gola presento una cucina tradizionale con un accenno innovativo; cerco sempre di non stravolgere la materia prima ma di esaltarne la qualità”, aggiunge Simone (il secondo).
Il menu di Gola vuole prendere per la gola il cliente, accompagnandolo in un percorso goloso e divertente.

Matrù, il nome arcaico di Amatrice, è stato scelto per i panini cinesi al pepe cotti al vapore con maiale stufato all’amatriciana e pecorino; Bon Thon “ricordo di una nizzarda” è un tonno rosso scottato, accompagnato da una spuma di patate, pomodoro, cipolla candita, tuorlo d’uovo, olive disidratate e polvere di rucola. Le paste Stradizionali rivisitano le classiche paste romane: Amatriciana è un cappellaccio fatto in casa ripieno di amatriciana con pecorino e croccante al pepe; Cacio e Pepe è un tortellino ripieno di cacio e pepe con carciofi, limone e origano; Carbonara è uno spaghetto Benedetto Cavalieri con uova biologiche, guanciale croccante e tartufo nero. La Gricia diventa un Griciaburger, un hamburger che contiene al posto del cheddar il pecorino stagionato e invece del bacon il guanciale croccante. Il tutto accompagnato da un ketchup all’amatriciana.

Due menu degustazione, Divino, sei piatti a base di carne, e Gola, a base di pesce; ma ci si può affidare alla cieca allo chef nella sua degustazione Caronte.

Gola ai Parioli. Via Ruggero Fauro, 2. Roma. Tel. +39 068075195.

Franco Madama lascia il Magnolia

Franco Madama ha lasciato il Magnolia, il ristorante dell’hotel Via Veneto, a fine febbraio, dopo poco più di due anni di permanenza e una stella Michelin (persa però quest’anno).

Claudio Marchisio apre Legami in via Po

Terzo locale di una serie che vede già due sedi a Vinovo e a Poltu Quato, Legami Roma si trova in via Po 2/A. Aperto da Claudio Marchisio, calciatore ora in forza allo Zenit San Pietroburgo, con la moglie Roberta Sinopoli, il locale conta un centinaio di posti fra ristorante e lounge bar. In menu, “Sushi&More”: nighiri carpacci gunkan cocktail e così via.

“Ogni ristorante.” ha dichiarato Marchisio, “ha un sapore diverso, e ogni apertura viene studiata e ponderata con attenzione non soltanto sulla base di considerazioni di carattere economico. Roma è una scelta che abbiamo voluto tutti quanti fortemente; sono convinto che Roma amerà LEGAMI, così come LEGAMI è già profondamente innamorato di questa città.”

Legami Roma. Via Po, 2a. Roma. Tel. +39 0645505196.

Lo Zero21 Brazilian Sushi Bar a Ponte Milvio

Zero21 è un Brazilian Sushi Bar, aperto da Andrea Morabito con il sushiman brasiliano Marcos Vinicius Aloisi. Conta già quattro sedi a Roma, e nei giorni scorsi ha aperto la quinta a Ponte Milvio. 

Il menu incrocia il sushi giapponese e le temakerie brasiliane, e propone roll con granchio, avocado, papaya, maki,  uramaki e sashimi arricchiti di salse colorate e speziate, nonché temaki in cui il ripieno è avvolto nel pesce crudo; ulteriore incrocio, saké giapponese, cachaca e frutta tropicale.

Zero21 (è il prefisso telefonico di Rio de Janeiro) è anche a Forte dei Marmi e a Milano, in Brera; il sito annuncia anche una prossima (marzo ’19) apertura a “Marghera”.

Zero21 Ponte Milvio. Via della Farnesina, 155. Roma.

Il ritorno a Napoli di Filodolio

Ricordate quello che ha scritto qui Valerio l’altr’anno su Filodolio e sul suo percorso intorno all’olio extravergine d’oliva? Bene: il percorso è rimasto uguale, ma si è in un certo senso radicalizzato, tornando alle “origini”, a Napoli e dintorni, sia nella cucina che negli ingredienti.

Il menu della cena pone un forte accento campano in carta. Si parte con Cheese cake di alici alla colatura e maionese al basilico (piatto vincitore del Premio Airo – Ristoranti dell’olio 2018) per poi passare alla Caponatina Cilentana servita su una frisella o al Tortino di verza con ricotta di bufala e salame direttamente dal caseificio Costanzo di Aversa. Per i primi il patron Stefano Donaudy Mastelloni ha scelto la pasta Gentile di Gragnano: Mezzi Paccheri alla Genovese, oppure la mista per il Mischiato con patate e mozzarella affumicata o ancora il formato lungo che avvolge la semplicità degli Spaghetti ai due pomodori. Tra i secondi: Polpo alla plancia, burrata, pesto e pomodorini secchi, Spezzatino di Scamone di Manzo alla Genovese. Tutti i piatti sono conditi con gli olii del frantoio Madonna dell’olivo di Serre (SA) affiancati da altri EVO rigorosamente del Sud. La carta dei dessert comprende Torta caprese, Tiramisù e il cavallo di battaglia di Filodolio, Spuma di ricotta di bufala, pistacchio e mela verde.

Filodolio 1966 Cucina Napoletana. Via Tripolitania, 147. Roma. Tel. +39 0686212938.