Un ritrovato format ha aperto le porte a Roma che pesca nel passato più recente, quello dei favolosi anni ’60 tanto invocati di questi tempi.

Lo propone Fornace Stella, progetto di ristorante e pizzeria fusi(on) insieme come si usava all’alba della motorizzazione di massa e delle uscite familiari al ristorante.

Due soci, Enrico Mercatili e Roberto Priora, che si sono dedicati anima e corpo alla nuova per loro avventura nella ristorazione chiamando da subito tanti consulenti per avviare la Fornace sulla strada giusta.

Laurenzi Consulting ad affinare l’idea e lo studio di architettura Strato a confezionare il contenitore che dispone di ampi spazi e si dispiega su più livelli.

E poi il nume tutelare della pizza napo-romana, Giancarlo Casa che esce fuori dal perimetro della Gatta Mangiona, tra le migliori pizzerie di Roma, dopo la consulenza al Passetto.

Un locale “normale”, sintetizza Enrico Mercatili, trascorsi da imprenditore insieme all’amico Roberto Priora, che realizza il sogno nel cassetto.

Normalmente buono, il che non è certo la regola delle aperture che punteggiano la Capitale che sta giocando con forza la carta della tradizione, del low cost e del bistrot in downgrade dai piani alti della cucina.

Normale ma ben studiato, perché il rischio della non specializzazione è di diventare troppo generici e quindi anonimi in un mercato che conta milioni di abitanti e di potenziali clienti.

Più pizza o più cucina? Viene subito da chiedersi gettando uno sguardo all’ingresso su cui si apre la zona pizzeria dotata di un forno elettrico a bocca aperta con scelta inconsueta, non per il tipo di cottura – ormai ampiamente sdoganata anche nel centro di Napoli – ma per l’opera di ingegneria dei fumi con i condotti che corrono nel caveau del piano sotterraneo per abbattere tutte le emissioni. Ben fatto.

Cura dei dettagli che si ritrova nell’impostazione della carta, equamente suddivisa – lo indicano i cartelli al muro – senza che ci sia predominio dell’una o dell’altra.

La pizza incuriosisce con le recenti aperture napoletane (e si attende Sorbillo a piazza Augusto Imperatore) che hanno modificato il panorama tanto da spingere cultori e operatori verso il recupero della scrocchiarella. Ho chiesto proprio a Giancarlo Casa di seguire questo test a un mese dall’apertura dopo un rodaggio in sordina.

Fornace Stella vuole essere la pizzeria – ristorante (o il ristorante – pizzeria) di quartiere e di tutti i giorni. In una serata fredda nel mezzo della settimana l’affluenza a occhio dice che nel quadrante di piazza Bologna mancava un’offerta del genere.

Si parte con le olive all’ascolana, classico da pizzeria e ristorante informale, che sono le radici del marchigiano Marcatili (6 €).

Buone le patate che non diresti surgelate (5 €).

Di buona consistenza il baccalà fritto con maionese agli agrumi, altro classico ben eseguito (3 €).

La prova della tradizione è tutta qui: la carbonara, croce e delizia dei romani. Una interpretazione molto fresca con l’uovo quasi nature e la scelta delle mezze maniche per andare sul sicuro in cottura (10 €).

Ed eccola la pizza in versione margherita ma non con il fiordilatte stracciato alla romana. L’impasto è classico con base farina 00 e non è una copia della Gatta Mangiona (7 €). Più borghese e meno da smanettoni, se vogliamo, ma piace nella sua normalità.

Per gli appassionati delle pizze “gourmet”, qui chiamate gastronomiche, c’è la Siciliana con il vezzo delle foglie di carciofo. Ben equilibrata negli ingredienti (9 €).

Si ritorna in cucina con le polpette di bollito impanate con un super crunch da corn flakes. Una rielaborazione che piacerà, si presume, soprattutto ai più giovani (14 €).

Cavallo di battaglia dichiarato, la sovracoscia di pollo, rollè alla cacciatora con scarola, uvetta e pinoli (14 €). Un piacevole confort food.

Viriamo sui dolci. Cheesecake ai frutti di bosco in versione hyperlocal con i biscotti Gentilini che qui aveva la fabbrica e tiramisù denso e cremoso (entrambi 6 €). Buona chiusura.

Eccola dunque nella sua semplicità quotidiana la Fornace Stella. Il piacere del sogno nel cassetto che si materializza senza troppi strombazzamenti, ma che piace e convince per quella voglia di comunicare il cibo quotidiano.

Indirizzo da mettere in rubrica per i pranzi domenicali anche se non si è del quartiere. Per gli abitanti dei dintorni, il plus dell’asporto sia dalla pizzeria che dalla cucina.

 

Fornace Stella. Piazza Lecce, 9. Roma. Tel. +39 06 4754 9953