Noi italiani siamo convinti (o ci convincono) di avere i prodotti migliori del mondo, crediamo che qualsiasi cosa cresca dal nostro suolo patrio sia più bella e più buona di qualsiasi altra, che in quanto a cibo in tutte le sue forme nessuno ci possa battere. Sarà pure vero, quello che però mi ha sempre sorpreso è (tranne eccezioni) che tutta questa mirabilia non risalta nei nostri mercati rionali, che sono per lo più sciatti, disordinati e poco attraenti. Nell’epoca dove trionfa l’instagrammabilità, i mercati rionali romani (ma non solo) sono quasi ovunque indegni di like.

Se uno pensa a mercati come quello della Boqueria a Barcellona, al mercato da Ribeira a Lisbona, a Naschmarkt di Vienna o al marché Saxe-Breteuil di Parigi, difficile che qualche mercato nostrano regga il confronto, non solo estetico ma sopratutto gastronomico. In tutti questi mercati e in tanti altri in Europa e nel mondo di va sì per comprare ma anche per mangiare i prodotti locali, visti su un banco e assaggiati in quello accanto.

In Italia i “mercati centrali” di Firenze e Roma se li sono dovuti inventare a tavolino, e si tratta più che altro di ristoranti travestiti da mercati. Perché nella realtà già poter prendere un caffè mentre si fa la spesa è una fortuna. Raro poter avere un succo, una spremuta o una macedonia dalle montagne di frutta e verdura delle bancarelle. Non parliamo di farsi un piatto di pasta o un fritto di pesce.

Certo qualcosa sta cambiando anche a Roma, basti pensare al Mercato del Testaccio e ai suoi banchi stellati. Ma ancora troppo poco per non farsi sorprendere dalle eccezioni.

Va bene, l’ho presa un po alla lontana, ma era per meglio mettere in risalto la scoperta di YaLùz, il banco 30 del mercato rionale della Garbatella, in via Galla. Il mercato in sé è uno di quelli che vivacchiano, con molti banchi chiusi, il solito degrado romano tutt’intorno e la concorrenza di Eataly a qualche centinaio di metri.

Ma come sempre in questi casi, un po’ di passione e di allegria fanno la differenza. La squadra di YaLùz è una strana congrega di riciclati: i due soci fondatori Matteo Franceschi, architetto, e Andrea Gattoni, consulente informatico, con la cuoca residente Rosa Marzullo che era una pubblicitaria, Daniela Ercolano, la pasticciera che aveva uno studio grafico in Brasile e Moustapha Keita, ivoriano, “chef legumier” che ha ottenuto il permesso di soggiorno grazie a YaLùz.

Il banco prospera grazie ad una formula semplice e gustosissima, piatti combinati di carne o di verdure che cambiano a seconda delle stagioni e si ispirano contemporaneamente ai banchi dello stesso mercato e a influenze etniche, soprattutto sudamericane (YaLùz collabora stabilmente con Morenitas 538, una piccola gastronomia peruviana nel cuore di Trastevere). Molti clienti mangiano direttamente ai tavoli comuni, specie nelle belle giornate, altri ordinano dai molti uffici intorno: la Regione, il Ministero dell’Ambiente e i giornalisti di Stampa e Repubblica che occupano un palazzone dietro l’angolo e vanno pazzi per YaLùz, dopo anni di pizzette e tramezzini.

Tutto è cucinato sul posto (c’è anche una vasca per le cotture a bassa temperatura da dove passano tutte le carni del menù) e tutto è squadernato in bella vista sul bancone.

Nel giorno della nostra visita si poteva scegliere tra un gran numero di attraenti delizie.

Una pasta al forno con broccoli, un arroz chaufa – piatto sino-peruviano – con riso, verdure al forno, frittatine, zenzero e salsa di soia.

Sempre dal Perù una cremosa e saporita aji de gallina, una crema di gallina tirata su col brodo e pane e ingiallita dall’aji Amarillo, un peperoncino locale.

Ottimo il tacchino al mango (ricetta originale di Rosa) e quello con senape e curry, un polpettone (piatto forte e richiestissimo) e un tapado di carne macinata speziata, peperoncino aji panca, uva passa e olive nere, tutto coperto (tapado) dal riso, arista di maiale con chiodi di garofano e anice stellato.

La vetrina delle delizie offre anche molte salse e creme di accompagnamento, noi abbiamo provato la huancaina, fatta con ricotta, crackers sbriciolati, cipolla e peperoncino, una salsa piccante con peperoncino rojoto, pomodori secchi e freschi e mandorle e infine un hummus con curcuma e semi di sesamo.

Vastissima anche la scelta delle verdure di stagione, broccoli di ogni tipo, cavolfiori di ogni colore, carote dolci, patate e chi più ne ha più ne metta.

Se ci arrivate con un po’ di appetito troverete anche una buona scelta di dolci, un flan – versione latino americana della nostra creme caramel – una torta al mandarino con il suo sciroppo, una carote e mandorle con ganache di cioccolata e una al cocco e barbabietola. Tutto firmato Daniela Ercolano. Infine caffè della moka aromatizzato alla cannella. Che vuoi di più dalla vita?

Nella bella stagione poi YaLùz anima anche week end e serate all’insegna della passione per la cucina. Chiunque sappia fare bene qualcosa da mangiare è il benvenuto per un giorno. C’è un bravissimo hamburgerista, un patito del baccalà mantecato, la regina della minestra maritata o del ragout napoletano (sempre Rosa), Fifì il brasiliano con la Picanha, una esperta di cucina peruviana (America), la notte delle alici, tutto annunciato sulla pagina Facebook con locandine di film rivisitate in chiave gastronomica.

Prezzi

Piatto combinato carne grande/piccolo: 8/5 €
Piatto combinato verdure grande/piccolo: 6/4 €

Buona digestione.

Yalùz. Box 30 Mercato Garbatella. Via di Santa Galla. Roma. Tel. +39 349 789 1586