La voglia di pizza napoletana è prepotente in Francia. Guida Parigi, come spesso accade in ogni settore, ma la diffusione della pizza napoletana in tutto il Paese è un movimento veloce e massiccio.

Antimo Caputo ha intercettato il cambiamento che da due-tre anni sta cambiando il volto della ristorazione nella capitale francese con nuove aperture di pizzerie e ristoranti-pizzerie che hanno messo al centro della propria attività la cucina partenopea e con il suo partner Arnaud Pierrisnard ha confezionato la prima tappa in terra di Francia della Caputo Cup. Un trofeo itinerante in diversi Paesi del Mondo che laurea i Campioni locali con una classifica che dà diritto a partecipare al Campionato Mondiale del Pizzaiuolo che si svolge ogni anno sul lungomare di Napoli (prossima edizione nel 2019 a giugno).

Un meccanismo di conoscenza dello stato dell’arte della pizza napoletana ai quattro angoli del mondo (Giappone, Corea, Stati Uniti) che va oltre una semplice operazione di marketing e si pone come momento di confronto culturale e di condivisione delle esperienze tra i concorrenti che spesso si conoscono via social, ma non nel mondo reale.

La prima tappa di preparazione al Mondiale 2019 è questo numero zero di Francia che si è svolto nel nuovo tempio della pizza napoletana in Francia, La Felicità del Gruppo Big Mamma – vero caso di studio alla voce pizza napoletana all’estero – nella rinnovata Station F a Pont de Bercy. Un’area radicalmente trasformata con un piano urbanistico che a noi Italiani sembra dell’altro mondo.

Station F è un incubatore di start up e Big Mamma è stato chiamato a rappresentare l’innovazione della ristorazione con un mega progetto che integra pizza e cucina.

Organizzazione a cura di Giuseppe Cutraro e Ciro Cristiano, cioè i responsabili della pizza del gruppo francese. Regolamento e giuria dell’APN, l’associazione guidata da Sergio Miccù.

Non solo pizza napoletana STG, ma spazio alle interpretazioni locali e possibilità di utilizzare impasti con farine del mulino preferito.

In tema di innovazione, anche l’utilizzo del forno elettrico, uno Scugnizzo XL.

Dal tavolo della giuria posso dire che l’accelerazione della pizza in Francia è notevole. La tradizione napoletana è il punto di partenza, ma le influenze del mondo della panificazione sono molte.

Anche in Francia è arrivato forte lo stile della pizza canotto e il cornicione di ampia alveolatura non è sconosciuto al pari degli stili più ortodossi come la ruota di carro dei Tribunali che ha un suo interprete molto fedele all’originale a Ovest, a Les Sables-d’Olonne.

Ad animare la giornata di gara anche Gino Sorbillo, sempre più messaggero della pizza napoletana nel mondo, con cui abbiamo girato un video per il recruiting di Big Mamma che sarà ancora in Italia con la responsabile delle assunzioni Tiziana Fava per le nuove aperture programmate in Francia e non solo.

E con Daniel Young, autore del libro di Phaidon dedicato alla pizza nel mondo e ai luoghi dove mangiarla buona, è stato veloce il confronto tra la realtà napoletana e le nuove e consolidate correnti in Gran Bretagna e qui in Francia.

Una giornata divertente con la giusta tensione di gara e la conferma che i napoletani sono dovunque anche grazie a questa pizza che è diventata un vettore instancabile della tradizione partenopea.

La classifica finale la vedete qui sopra (le schede compilate dai giudici sono rimaste a disposizione dei concorrenti a La Felicità).

I pizzaioli napoletani sono riusciti ad imporsi sui colleghi francesi DOC, ma basta guardare il profilo social del quinto classificato per capire che la pizza dei Tribunali ha una succursale incredibile affacciata sull’Atlantico.

I vincitori, come detto, li ritroveremo a Napoli per il Campionato Mondiale pronti per ribadire il nuovo corso della pizza di Francia.