Ci risiamo. C’è ancora chi si lamenta dei prezzi del ristorante di Carlo Cracco nella Galleria Vittorio Emanuele II di Milano. Come se i costi dei piatti non ci fossero scritti, sul menù. Nello specifico, come riporta FanPage, “la vittima” è un avvocato napoletano in trasferta di lavoro che si è seduto al ristorante dello chef stellato e volto televisivo per provare la pizza margherita tanto discussa. Il conto totale? 82 € – e tante lamentele – per tre pizze, un’acqua, una Coca Cola e due caffè. A far sbarrare gli occhi ai commensali è stata la notizia che la pizza di Cracco è di fatto aumentata da 16 a 20 €, come però era già ben noto da inizio agosto.

Se vi sconvolgono i 20 € di Cracco, sappiate che non dovete fare molti passi per trovare prezzi simili. Nel menù della pizzeria bar appena fuori dalla Galleria, infatti, troverete non solo una vegetariana e una quattro formaggi a 13 € o una “Deliziosa” con pomodoro, mozzarella, gamberetti e rucola a 14, ma anche una con pomodoro, mozzarella, pollo e olive a 15 €. L’immagine l’ha postata dal critico Dominique Antognoni, non noi, né tantomeno Cracco.

Il tema vero è che, pur non essendo paragonabile a una margherita napoletana (ma dai!) per quei 5 € di differenza c’è davvero chi preferisce una pizza (surgelata?) con “tipicissimo” pollo (proveniente da…?) a una tonda in un ristorante come si deve? A quanto pare sì. E forse, a questo punto, dico io, è un problema culturale, tanto più che d’accanimento (perché fa moda ormai far finta di non aver letto il prezzo sui menù e sventolare lo scontrino al vento, allibiti e fintamente sospresi).

Dunque, ora, sono curiosa: se nei pressi della Galleria aveste voglia di pizza (e non vale dire “mangerò altro”: avrete solo e soltanto voglia di una tonda), scegliereste di andare al bar turistico appena fuori da questa e ordinarne una col pollo a 15€ o di andare da Cracco e provare la sua margherita a 20€ – e cioè a soli 5 di più?