È sicuramente un paradosso. Il ristorante La Cucina della Nonna vieta l’ingresso ai pargoli al di sotto dei 14 anni a partire dalle ore 17. Niente nipoti e tantomeno figli per garantire ai commensali la tranquillità necessaria durante i pasti.

Ve ne sarete accorti dall’orario: il ristorante non è italiano, bensì tedesco.

Si chiama Oma’s Küche, che vuol dire “Cucina della nonna” e si trova a Binz sull’isola di Rügen nel Mar Baltico, in Germania.

Un ristorante children free che è entrato a gamba tesa nella polemica dei bambini al ristorante. Le posizioni sono accomunate con un altro dei grandi temi dell’ospitalità manducatoria: gli amici a quattrozampe sono i benvenuti al ristorante?

Bambini e cani al ristorante sono la massima espressione della libertà e della conflittualità a tavola.

I favorevoli all’ingresso dei bambini nei ristoranti spiegano che i genitori hanno tutto il diritto di portare i loro figli al ristorante per trascorrere il tempo libero con loro e insegnare a comportarsi bene fuori casa.

Gli oppositori sono fermamente convinti che un pasto rilassante con gli amici o partner non debba essere rovinato da bimbi urlanti.

Rudolf Markl, il proprietario di Oma’s Küche da 11 anni, ha deciso di ascoltare le lamentele dei contrari e di vietare l’ingresso ai minori di 14 anni con un avviso sulla lavagna all’ingresso del ristorante.

“Gli ospiti si lamentano che volevano trascorrere una bella serata, con una cena e una bottiglia di vino, e spesso i bambini hanno rovinato la cena. Gettano il cibo in giro, giocano a carte, urlano a squarciagola, si infilano sotto i tavoli e gli ospiti perdono la pazienza”, ha spiegato a Quartz dopo aver introdotto il divieto nel bel mezzo dell’estate.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la rottura di una cornice antica da parte di uno dei giovanissimi ospiti del ristorante.

Apriti cielo: 1200 mail sono arrivate dalla Germania e dall’estero al ristoratore per complimentarsi della decisione a tutela della tranquillità dei commensali. Poche le voci dissonanti che si sono espresse contro la norma salva-cene sulla pagina Facebook della Cucina della Nonna, ma c’è anche chi ha arrischiato minacce di morte all’indirizzo di Markl (“Succede e non dovresti prendere troppo sul serio queste persone”).

Che però deve aver centrato l’obiettivo visto che la notizia è stata ripresa in lungo e in largo dai media tradizionali e la cassa gli sta dando ragione poiché il suo divieto non ha peggiorato i conti.

Troppo presto per dire se l’assenza di bambini ai tavoli farà migliorare il bilancio, ma alcuni colleghi hanno dichiarato di voler introdurre una norma eguale nei propri ristoranti.

Markl non vuole discriminare le famiglie ma è convinto che un ristorante non sia un parco giochi.

In sostanza anche in Germania è avvertito il problema della scarsa educazione dei figli. I bambini sono lasciati liberi di fare ciò che vogliono mentre agli adulti non sarebbe consentito un comportamento evidentemente al di fuori delle regole civili di convivenza.

E non è la prima volta che un ristorante o un bar accenda un dibattito in Germania con una regola che vieta l’accesso ai bambini. Nel 2012 era accaduto a Berlino e aveva sollevato le solite inevitabili polemiche.

Il dubbio per un ristoratore è sempre lo stesso: mostrarsi moderni accogliendo i diavoletti, se non dedicare loro un ristorante, o spingere sull’acceleratore della scarsa educazione dei genitori (o dei proprietari dei cani) e vietare loro l’accesso?