Dietrofont di Lucia Riina, la figlia del boss della mafia siciliana Totò Riina, dopo le polemiche montate sul caso del ristorante Corleone a Parigi, fa sapere a Le Parisien che leverà il suo nome dall’insegna del locale.

Il ristorante, dunque, continuerà a chiamarsi Corleone, un “omaggio” alla cittadina siciliana che le ha dato i natali nemmeno troppo gradito dal sindaco Nicolò Nicolosi che aveva annunciato la possibilità di adire le vie legali per tutelare il nome del territorio.

Sotto scacco, Lucia Riina opta per una terza via: levare la firma by Lucia Riina da Corleone. Basterà a placare le polemiche e l’azione del sindaco siciliano?

Tra le foto di Corleone ai muri e lo stemma della Sicilia incastonato nel pavimento del ristorante Corleone, Lucia Riina, 38 anni, ha spiegato nella lunga intervista che lei non vuole cambiare nome e che la sua storia è ben diversa da quella del padre. E’ la storia di un’artista che è stata chiamata a Parigi da Pascal Fratellini, proprietario di discoteche e ultimo discendente della famiglia circense I Fratelli Fratellini originari di Firenze cui ha venduto dei quadri.

Uno scambio epistolare, la visita di Fratellini a Corleone e quella di Riina con il marito e la figlia a Parigi e la proposta di esporre i quadri in un piccolo atelier e di gestire un ristorante, il Corleone appunto.

Nessuna voglia di scappare alla cosiddetta Tassa Riina, ma la convinzione di Fratellini che i figli non devono pagare per le colpe dei genitori.

Pascal Fratellini ha chiesto un mutuo per aprire il ristorante e ha messo a disposizione della famiglia siciliana anche un piccolo appartamento. Lucia Riina si occupa dell’accoglienza degli ospiti mentre il marito è in cucina e impara il mestiere.

Nessuna storia di riciclaggio o di lavatrici, sottolinea la figlia di Totò Riina.

Il suo post su Facebook che ha dato la stura alle polemiche parlava di Parigi e dell’inizio di una nuova vita con tanti nuovi quadri.

Vivere a Parigi per lavorare senza pensare che l’insegna Corleone by Lucia Riina potesse scatenare tante polemiche.

Non voglio provocare ne offendere qualcuno. Io volevo semplicemente valorizzare la mia identità di pittrice e mettere la cucina siciliana sotto i riflettori”.

Per far questo, leverà il suo nome dall’insegna Corleone dove ha vissuto dall’età di 12 anni frequentando anche il liceo. Ma quello è il passato e ora vuole pensare al presente di pittrice e ai suoi quadri.

Basterà per chiudere le polemiche e placare l’ira di Nicolò Nicolosi che vorrebbe cancellare dal ristorante ogni riferimento alla città di cui è primo cittadino?

[Link: Le Parisien. Immagini: Radio France, Le Parisien]